Naspi 2026: l’importo massimo raggiunge i 1.584,70 euro

Naspi 2026: l'importo massimo raggiunge i 1.584,70 euro

Naspi 2026: l'importo massimo raggiunge i 1.584,70 euro

Giada Liguori

Gennaio 29, 2026

Roma, 29 gennaio 2026 – L’Inps ha reso noto oggi, con una circolare diffusa a metà mattinata, che nel 2026 aumenteranno le indennità di disoccupazione e i trattamenti di integrazione salariale. La decisione arriva per adeguare gli importi all’andamento dei prezzi, che negli ultimi mesi non hanno smesso di salire. Questo aggiornamento riguarderà migliaia di lavoratori in tutta Italia, con un impatto concreto sulle somme che arriveranno ogni mese.

Naspi, nuovo tetto a 1.584 euro al mese

L’Istituto nazionale di previdenza sociale ha specificato che la retribuzione di riferimento per calcolare la Naspi – la principale indennità di disoccupazione – sarà di 1.456,72 euro nel 2026. Tuttavia, il massimo che si potrà ricevere ogni mese non potrà superare i 1.584,70 euro. Una soglia che, spiegano all’Inps, tiene conto dell’inflazione e dell’andamento generale dei salari. Un funzionario dell’ente ha commentato: “Abbiamo aggiornato i parametri per garantire una protezione reale del potere d’acquisto”.

Cassa integrazione, limiti più alti nel 2026

Per la cassa integrazione, il massimo lordo mensile arriva a 1.423,69 euro, mentre al netto delle tasse si scende a 1.340,56 euro. Questi valori riguardano soprattutto i lavoratori coinvolti in crisi aziendali o riorganizzazioni produttive. L’Inps ha precisato che nei settori edile e lapideo gli importi massimi salgono rispettivamente a 1.708,44 euro lordi e 1.608,66 euro netti. Un dato che rispecchia le caratteristiche di comparti notoriamente soggetti a fluttuazioni stagionali e cicliche.

Fondo credito e assegni emergenziali: soglie più alte per la finanza

Un capitolo a parte è il Fondo credito, che riguarda soprattutto i lavoratori del settore bancario e finanziario. Qui, l’assegno di integrazione salariale può arrivare a 2.049,90 euro lordi al mese. Ancora più alto il tetto per l’assegno emergenziale, che sale a 2.730,17 euro lordi. “L’adeguamento risponde alle esigenze di chi ha retribuzioni più elevate”, spiega un rappresentante sindacale del settore.

Lavori socialmente utili, assegno a 707 euro

Per chi svolge attività socialmente utili, spesso in enti pubblici o amministrazioni locali, l’assegno mensile – erogato dal Fondo sociale occupazione e formazione – sarà di 707,19 euro a partire dal 1° gennaio 2026. Si tratta di una cifra che coinvolge diverse migliaia di persone, soprattutto nel Sud e nelle zone interne del Paese.

Cosa cambia per famiglie e imprese

L’aumento delle indennità arriva come risposta concreta all’aumento del costo della vita degli ultimi mesi. L’Inps stima che saranno più di 800mila i beneficiari diretti delle nuove misure, tra disoccupati, cassintegrati e lavoratori coinvolti nei vari fondi di solidarietà. “È un adeguamento necessario per non lasciare indietro chi è in difficoltà”, sottolinea un dirigente dell’Istituto.

Le associazioni dei lavoratori hanno accolto positivamente la notizia, pur ricordando che “resta aperto il tema della durata e della copertura delle prestazioni”, come ha detto ieri sera il segretario della Cgil, Maurizio Landini, durante un incontro a Bologna. Anche Confindustria ha apprezzato la tempestività dell’intervento, ma ha richiamato la necessità di “un quadro normativo stabile”.

Cosa succede adesso

L’Inps ha chiarito che tutti gli importi aggiornati saranno applicati automaticamente a chi già riceve le prestazioni e a chi farà domanda nel corso del 2026. Gli uffici territoriali sono già pronti per offrire assistenza e rispondere alle domande di chi è interessato. Nei prossimi giorni sarà pubblicata la circolare completa sul sito ufficiale dell’Istituto.

Mentre si attendono i dati definitivi sull’effetto delle nuove soglie, resta alta l’attenzione sul fronte del lavoro e delle politiche sociali. Fonti del Ministero del Lavoro fanno sapere che il governo sta valutando ulteriori interventi per rafforzare la protezione nei settori più colpiti dalla crisi economica.