Sorrentino: il cinema tra verità e inganni emozionali

Sorrentino: il cinema tra verità e inganni emozionali

Sorrentino: il cinema tra verità e inganni emozionali

Giada Liguori

Gennaio 29, 2026

Bologna, 29 gennaio 2026 – Ieri pomeriggio, al cinema Odeon di Bologna, Paolo Sorrentino ha incontrato un gruppo di studenti di giurisprudenza per il progetto Art. 34 – Falling in Law. La proiezione del film “La grazia” ha dato il via a un confronto vivo e diretto tra il regista napoletano e i giovani, tutti intenti a capire il legame tra cinema e diritto. A far scattare la discussione è stata una domanda di una studentessa: “Cosa potrebbe imparare il diritto dal cinema?”. Sorrentino, seduto in prima fila, ha sorriso prima di rispondere.

Cinema e diritto: quando bugie e verità si confondono

“Il cinema è un animale strano: è fatto di tante bugie, ma a forza di accumularle, a volte arriva a raccontare la verità”, ha detto Sorrentino con calma ma con fermezza. Le sue parole hanno subito catturato l’attenzione di tutti. Per il regista, è proprio in quel gioco tra finzione e realtà che si può trovare qualcosa di utile per il mondo del diritto. “Forse il diritto dovrebbe imparare questo: più che inseguire la verità, se insegui la bugia, alla fine arrivi alla verità”, ha aggiunto. La sala si è fatta silenziosa per qualche secondo, colpita da quella riflessione.

Sorrentino ha raccontato anche la sua esperienza: “Metto insieme tante bugie, e in qualche modo, stranamente, queste finiscono per corrispondere alla verità”. Un paradosso che, secondo lui, vale tanto per il cinema quanto per la vita di tutti i giorni. Poi, con un sorriso, ha ammesso: “Se tutto questo si può applicare al diritto, però, non ne sono sicuro…”.

Scelte e responsabilità, il confronto con gli studenti

L’incontro è durato più di un’ora, durante la quale gli studenti di Art. 34 hanno fatto domande precise a Sorrentino. Al centro del dibattito c’era la dimensione giuridica del film: le scelte individuali, il potere e le conseguenze delle decisioni. “Nel film si vede bene come ogni scelta pesi, anche quando sembra solo un caso”, ha osservato uno studente. Sorrentino ha ascoltato con interesse, rispondendo sempre con chiarezza e senza tirarsi indietro.

La discussione si è spesso focalizzata sulla responsabilità personale. “Il cinema può raccontare la libertà di scegliere, ma anche il prezzo che si paga per quella scelta”, ha spiegato il regista. Gli studenti hanno sottolineato come il linguaggio del cinema aiuti a capire meglio le implicazioni etiche e sociali delle leggi. “Non basta applicare la legge: bisogna capire le persone”, ha detto una giovane partecipante.

Art. 34, il ponte tra diritto e arti

Questo incontro rientra nel percorso di Art. 34, un gruppo di studenti che fa parte della rete internazionale Falling in Law – International Network of Law and Culture. Il progetto nasce per mettere in dialogo diritto e arti, strumenti preziosi per leggere il presente. “Vogliamo andare oltre i soliti confini della formazione giuridica”, ha spiegato uno dei coordinatori bolognesi. Tra seminari, laboratori creativi e incontri con figure del mondo culturale, l’obiettivo è proprio questo.

Per gli organizzatori, momenti come quello di ieri sono importanti per riflettere su temi complessi usando linguaggi diversi. “Il diritto non è solo norme e codici: è anche racconto, interpretazione, confronto”, ha sottolineato una docente presente.

Un successo tra giovani e cultura

Al termine dell’incontro, l’atmosfera tra i ragazzi era di soddisfazione. Qualcuno si è fermato a parlare ancora con Sorrentino nei corridoi del cinema Odeon, altri si sono scambiati impressioni davanti all’ingresso di via Mascarella. “È stato interessante vedere come un regista tratta temi che noi studiamo sui libri”, ha detto uno studente al terzo anno.

Il progetto andrà avanti nelle prossime settimane con nuovi appuntamenti dedicati al legame tra diritto, società e arti visive. Intanto, la lezione di Sorrentino resta impressa: “A volte – ha concluso – la verità si nasconde dove meno te l’aspetti”.