Impronte di dinosauro svelate: il ruolo sorprendente dell’IA nella loro decodifica

Impronte di dinosauro svelate: il ruolo sorprendente dell'IA nella loro decodifica

Impronte di dinosauro svelate: il ruolo sorprendente dell'IA nella loro decodifica

Matteo Rigamonti

Gennaio 30, 2026

Edimburgo, 30 gennaio 2026 – Sono state scoperte sull’isola di Skye, in Scozia, impronte di dinosauri vecchie di circa 170 milioni di anni. Le tracce, trovate su una riva fangosa che una volta era una laguna, potrebbero appartenere ad alcuni dei più antichi antenati degli Adrosauri, i dinosauri “a becco d’anatra”. A guidare la ricerca è stato un team internazionale coordinato dal centro tedesco Helmholtz-Zentrum di Berlino. Lo studio, pubblicato sulla rivista americana Pnas, è stato possibile anche grazie a una nuova app basata sull’Intelligenza Artificiale, chiamata DinoTracker.

DinoTracker: l’app che legge le impronte del passato

La vera novità arriva proprio da DinoTracker, un’app che permette a ricercatori e appassionati di caricare foto o schizzi delle impronte direttamente dal cellulare. In pochi secondi, l’app restituisce un’analisi dettagliata della traccia grazie a un algoritmo che “impara” dai dati. “Volevamo superare i limiti dei metodi tradizionali, spesso influenzati da chi analizza i dati”, ha spiegato Gregor Hartmann, uno dei capi dello studio, insieme a Steve Brusatte dell’Università di Edimburgo.

Come funziona DinoTracker

Il sistema si basa su un archivio di quasi 2.000 impronte fossili, arricchito da milioni di varianti digitali che simulano cambiamenti naturali come l’erosione o la pressione del fango. L’Intelligenza Artificiale ha individuato otto caratteristiche fondamentali — dalla distanza tra le dita alla posizione del tallone — che aiutano a capire quale tipo di dinosauro ha lasciato la traccia. “Il computer impara da solo, senza i pregiudizi umani”, ha detto Hartmann durante la conferenza stampa a Berlino.

Tracce che raccontano storie di milioni di anni fa

Le impronte sono state trovate in vari punti lungo la costa settentrionale di Skye, vicino a Staffin Bay. Gli scienziati hanno lavorato sul posto per settimane, spesso sotto la pioggia tipica delle Ebridi Interne. Le prime ricostruzioni indicano che le tracce appartengono a dinosauri erbivori di media taglia, parenti degli Adrosauri, che vivevano nelle lagune scozzesi durante il Giurassico medio. “Ogni impronta è come una fotografia scattata milioni di anni fa”, ha raccontato Brusatte ai giornalisti locali.

Un legame inaspettato con gli uccelli

La scoperta più sorprendente riguarda alcune impronte ancora più vecchie, di oltre 200 milioni di anni. Analizzando la forma delle dita e la struttura del piede, l’app ha trovato somiglianze notevoli con gli uccelli, sia estinti che attuali. Questo apre nuovi scenari sull’evoluzione: forse gli uccelli sono comparsi molto prima di quanto si pensava. Oppure, dicono i ricercatori, alcuni dinosauri primitivi hanno sviluppato zampe simili a quelle degli uccelli per caso, attraverso un processo chiamato convergenza evolutiva.

La tecnologia che apre una finestra sul passato

L’uso dell’Intelligenza Artificiale in paleontologia segna una svolta importante. Fino a pochi anni fa, interpretare le impronte richiedeva settimane di lavoro manuale e molta esperienza. Oggi, grazie a strumenti come DinoTracker, le analisi sono rapide e si possono condividere in tempo reale tra laboratori in tutto il mondo. “La tecnologia ci aiuta a scovare dettagli che prima ci sfuggivano”, ha ammesso Hartmann. Ma il fascino resta lo stesso: piccoli segni nel fango che raccontano storie antiche, ancora tutte da scoprire.

Il futuro è nelle mani di tutti

DinoTracker è già scaricabile gratuitamente e viene usata anche da scuole e musei per attività didattiche. I ricercatori lanciano un invito a chiunque trovi impronte sospette: fotografatele e caricatele sull’app. “Potrebbe essere proprio un cittadino comune a scoprire la prossima traccia importante”, ha detto Brusatte. In fondo, la speranza è che la passione delle persone unita alla tecnologia possa continuare a svelare i segreti della vita sulla Terra.