Juliette Binoche trionfa al Filming Italy Los Angeles: una celebrazione del talento cinematografico

Juliette Binoche trionfa al Filming Italy Los Angeles: una celebrazione del talento cinematografico

Juliette Binoche trionfa al Filming Italy Los Angeles: una celebrazione del talento cinematografico

Giada Liguori

Gennaio 30, 2026

Los Angeles, 30 gennaio 2026 – La francese Juliette Binoche, una delle attrici più apprezzate nel panorama internazionale, sarà tra gli ospiti d’onore dell’undicesima edizione del Filming Italy Los Angeles, che si terrà dal 10 al 14 febbraio nella città californiana. La notizia è stata diffusa nelle ultime ore dagli organizzatori del festival, guidati da Tiziana Rocca e realizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, diretto da Emanuele Amendola, con il sostegno del Consolato Generale d’Italia.

Juliette Binoche alla sua prima regia con “In-I in Motion”

Per la prima volta, la Premio Oscar porterà al pubblico americano il suo debutto dietro la macchina da presa con “In-I in Motion”. Il film segna una svolta nel percorso artistico di Binoche e nasce come una riflessione intima sul lavoro creativo che nel 2007 la portò a realizzare la performance teatrale “In-I”, insieme al coreografo britannico Akram Khan. Secondo gli organizzatori, la pellicola raccoglie materiale inedito e decine di ore di riprese, mescolando ricordi personali e ricerca artistica.

“È un progetto molto personale. Racconta non solo la nascita dello spettacolo, ma anche la trasformazione interiore che ogni creazione porta con sé”, ha detto Binoche in un’intervista recente a Le Monde. “Solo mettendomi dietro la macchina da presa ho capito davvero il senso di quell’esperienza”.

Premio per il miglior debutto alla regia

Durante il festival, a Juliette Binoche sarà consegnato il Filming Italy Los Angeles Best Director Debut Award, premio dedicato a chi, al primo film da regista, mostra una visione originale e un’identità cinematografica forte. “Siamo davvero orgogliosi di accogliere Juliette Binoche – ha detto Tiziana Rocca –. È un’icona del cinema mondiale, un’artista capace di muoversi tra linguaggi, culture e generi con grande sensibilità. ‘In-I in Motion’ è un debutto intenso e personale che conferma il suo talento anche dietro la macchina da presa”.

Il premio, istituito nel 2022, è stato assegnato in passato a registi emergenti come Matteo Rovere e Alice Rohrwacher, a testimonianza dell’attenzione del festival alle nuove voci del cinema mondiale.

Il festival, ponte tra Italia e Stati Uniti

Il Filming Italy Los Angeles resta uno degli appuntamenti più importanti per il cinema italiano negli Stati Uniti. La rassegna si svolgerà tra il campus della UCLA e alcune storiche sale di Hollywood, con proiezioni, incontri con autori e masterclass aperte al pubblico. “L’obiettivo – ha spiegato Emanuele Amendola – è rafforzare il dialogo tra le due sponde dell’Atlantico, sostenendo la crescita culturale italiana attraverso il cinema e favorendo l’arrivo dei nostri prodotti audiovisivi all’estero”.

Tra gli ospiti attesi ci sono anche registi come Gabriele Salvatores e attrici come Valeria Golino, mentre sono previste retrospettive dedicate a grandi maestri del passato. Nato nel 2014, il festival ha ospitato negli anni personalità del calibro di Al Pacino, Helen Mirren e Giuseppe Tornatore.

Un’edizione all’insegna dell’incontro tra culture

“In questa undicesima edizione vogliamo celebrare l’incontro tra culture diverse – ha aggiunto Tiziana Rocca –. Il cinema è uno strumento potente per costruire ponti e raccontare storie che parlano a tutti”. La presenza di Juliette Binoche, un’attrice capace di lavorare con autori come Kieslowski, Haneke e Minghella, è vista da molti come un segnale di apertura verso nuovi modi di narrare.

Le proiezioni di “In-I in Motion” sono fissate per l’11 febbraio alle 19 al Teatro dell’Istituto Italiano di Cultura. I biglietti saranno in vendita online dal 2 febbraio. Gli organizzatori prevedono più di 3mila spettatori nei cinque giorni del festival.

Per Binoche, già vincitrice dell’Oscar nel 1997 per “Il paziente inglese”, si tratta di un nuovo capitolo in una carriera fatta di scelte coraggiose. “Non ho mai avuto paura di cambiare punto di vista”, ha detto durante una conferenza stampa a Parigi. “Eppure, solo ora sento di aver trovato davvero una voce tutta mia”.