Milano, 30 gennaio 2026 – Le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, in arrivo tra poche settimane, stanno già lasciando un’impronta ben visibile sul mercato immobiliare e sulle attività commerciali della città. A spiegarlo è Fabiana Megliola, responsabile Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, intervistata da Adnkronos/Labitalia. Secondo lei, l’evento è “una vetrina internazionale di grande rilievo per Milano e per tutte le zone coinvolte”, con effetti concreti soprattutto su infrastrutture e investimenti nel settore immobiliare.
Prezzi in salita e occhi puntati sugli investitori
Nel primo semestre del 2025, l’area di Rogoredo ha visto i prezzi salire del 16%, spinta dall’interesse degli investitori che si sono mossi in vista dei Giochi. “La parte vecchia di Rogoredo, con immobili costruiti prima del ’67, è quella più richiesta, con prezzi medi attorno ai 3.000 euro al metro quadro”, racconta Megliola. Qui sono stati comprati soprattutto bilocali tra i 140 e i 150 mila euro, spesso destinati ad affitti brevi durante le Olimpiadi.
Anche la zona intorno a via Ripamonti ha registrato un aumento dell’attenzione, pur senza grandi variazioni di prezzo. Qui sorgerà il Villaggio Olimpico, che dopo i Giochi diventerà un grande studentato con 1.700 posti letto, accessibile nei prossimi anni. Un’eredità concreta, secondo gli esperti, che potrebbe trasformare il quartiere.
Infrastrutture rinnovate e turismo in crescita
“Le Olimpiadi lasciano dietro di sé strutture sportive rinnovate o nuove, apprezzate sia dagli sportivi sia da chi cerca una casa per le vacanze in posti più vivibili”, spiega Megliola. Per Milano, a prescindere dai Giochi, si prevede nel 2026 un aumento dei prezzi immobiliari tra il +2% e il +4%.
L’impatto va oltre il mattone. Sono attesi circa 2,5 milioni di visitatori, molti stranieri, con una permanenza media di tre notti. Questo flusso porterà benefici diretti a hotel, ristoranti e negozi. “Milano attrae da tempo acquirenti stranieri”, aggiunge Megliola, “ma le Olimpiadi potrebbero accelerare ancora questo fenomeno”.
Commercio e ristorazione: il boom è già iniziato
Il commercio in città, compresa la ristorazione, sta già raccogliendo i frutti dell’effetto Olimpiadi. Nel primo semestre 2025, il retail milanese ha mostrato segnali di vivacità, soprattutto nelle zone centrali grazie ai turisti. Via Torino resta una delle vie più ambite per i ristoranti, anche da asporto, con prezzi di vendita tra 6.500 e 14.500 euro al metro quadro e affitti che vanno da 550 a 1.400 euro al metro quadro all’anno.
Anche vicino ai siti olimpici si muove qualcosa. In zona Fondazione Prada si affittano spazi per gallerie d’arte ed eventi, con canoni medi tra 200 e 250 euro al metro quadro annuo. Poco lontano, su corso di Porta Romana, dominano le attività di servizi alla persona e la ristorazione, con affitti tra 320 e 600 euro al metro quadro.
Nuove aperture e prospettive sul futuro
L’interesse per i locali commerciali resta alto nel distretto della ristorazione tra via Marghera, via Ravizza e via Sanzio. Negli ultimi mesi sono spuntate nuove attività legate al cibo, con affitti tra 500 e 1.000 euro al metro quadro annuo e prezzi di vendita intorno ai 10 mila euro al metro quadro.
Gli operatori del settore sono convinti che la ricchezza generata dai Giochi finirà per essere reinvestita nel mattone, sia residenziale sia commerciale. Così Milano si rafforzerà come polo attrattivo per investitori italiani e stranieri. “Le Olimpiadi porteranno ricchezza che potrà essere messa nel mercato immobiliare”, conclude Megliola.
L’attesa in città è forte: tra cantieri ancora aperti e nuovi locali che spuntano ogni settimana, Milano si prepara a mesi intensi. Solo allora si potrà davvero capire quanto le Olimpiadi cambieranno il volto urbano ed economico del capoluogo lombardo.
