Roma, 31 gennaio 2026 – Agnus Dei, il documentario del regista romano Massimiliano Camaiti, si è aggiudicato ieri il premio Michel Mitrani come miglior opera prima o seconda al Festival Fipadoc di Biarritz, sulla costa atlantica francese. La cerimonia di premiazione si è svolta nel tardo pomeriggio nella sala principale del Casino Municipal, chiudendo l’ottava edizione di una rassegna che negli ultimi anni è diventata un punto di riferimento per il cinema documentario internazionale.
Agnus Dei trionfa a Biarritz: il documentario conquista la Francia
Il Festival Fipadoc, ormai un appuntamento fisso per gli amanti del “cinema du réel”, ha scelto di premiare Agnus Dei tra decine di titoli da tutto il mondo. Il premio Michel Mitrani, dedicato al regista e sceneggiatore francese scomparso nel 1996, viene assegnato ogni anno alla migliore opera prima o seconda in concorso. La giuria, composta da esperti del settore come la produttrice Claire Simon e il critico Xavier Leherpeur, ha motivato la scelta con parole semplici e dirette: “Un racconto che unisce rigore documentario e delicatezza narrativa”.
Oltre al prestigio, il riconoscimento garantisce ad Agnus Dei la messa in onda su France Télévisions, la principale emittente pubblica francese. Come ha spiegato Camaiti subito dopo la premiazione, questo passaggio “permetterà a una tradizione romana poco conosciuta di arrivare nelle case di migliaia di spettatori europei”. Il regista, visibilmente emozionato, ha voluto ringraziare la produzione e soprattutto le monache del monastero di Santa Cecilia: “Senza la loro fiducia non avrei potuto raccontare questa storia”.
Una tradizione antica raccontata con occhi nuovi
Il documentario, presentato in anteprima all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, si concentra su una cerimonia che si svolge a Roma dal VI secolo d.C. Ogni 21 gennaio, giorno di Sant’Agnese, due agnelli appena nati vengono portati nella basilica romana e benedetti durante una funzione solenne. Da lì, secondo il film, gli animali vengono affidati alle monache benedettine del monastero di Santa Cecilia in Trastevere.
Le immagini, girate tra le navate della basilica e i chiostri del monastero, seguono la crescita degli agnelli fino al momento della tosatura. Dalla loro lana nasce il Pallio, un ornamento liturgico bianco con croci nere che il Papa consegna agli arcivescovi metropoliti durante una cerimonia in Vaticano. “È un gesto antico, quasi dimenticato”, ha raccontato Camaiti ai giornalisti a Biarritz. “Eppure si ripete ogni anno con la stessa cura e lo stesso silenzio”.
Dietro le quinte: come è nato il progetto
L’idea è nata tre anni fa. Camaiti, già noto per cortometraggi premiati in Italia e all’estero, ha scoperto quasi per caso questa cerimonia durante una visita a Trastevere. “Mi ha colpito la discrezione delle monache e la ritualità dei gesti”, ha raccontato. Da lì è scattata la voglia di raccontare una storia che unisce fede, artigianato e memoria collettiva.
La produzione, affidata alla società romana Kimerafilm, ha richiesto mesi di preparazione e una lunga ricerca negli archivi vaticani. Le riprese si sono svolte tra gennaio e giugno dello scorso anno, con una troupe ridotta per rispettare le regole del monastero. “Abbiamo cercato di essere invisibili”, ha spiegato il direttore della fotografia Marco Santarelli. “Solo così le monache hanno accettato la nostra presenza”.
Premi, applausi e nuovi orizzonti
La notizia del premio è stata accolta con entusiasmo anche a Roma. Il sindaco Roberto Gualtieri, contattato telefonicamente in serata, ha parlato di “un riconoscimento che valorizza il patrimonio immateriale della città”. Sulla stessa linea l’assessore alla cultura Miguel Gotor: “Queste storie sono il tessuto vivo della nostra identità”.
Per Camaiti si apre ora una nuova fase: la distribuzione all’estero e la possibilità di portare il documentario in altre rassegne europee. “Non mi aspettavo tutto questo”, ha detto davanti ai cronisti francesi. “Ma forse era il momento giusto per raccontare una Roma diversa, fatta di silenzi e piccoli gesti”.
