Il figlio fa causa al padre vincitore di due milioni: «Troviamo un accordo o andiamo in tribunale»

Il figlio fa causa al padre vincitore di due milioni: «Troviamo un accordo o andiamo in tribunale»

Il figlio fa causa al padre vincitore di due milioni: «Troviamo un accordo o andiamo in tribunale»

Matteo Rigamonti

Gennaio 31, 2026

Volpago del Montello, 31 gennaio 2026 – Un uomo di 68 anni, residente a Volpago del Montello in provincia di Treviso, si è trovato al centro di una controversia legale dopo aver vinto quasi due milioni di euro con un biglietto del Gratta e Vinci “Turista per Sempre”. Tutto è scoppiato quando il figlio quarantenne, disoccupato e residente a Faenza, ha chiesto una parte della somma, scatenando una causa che potrebbe finire in tribunale.

La vincita che ha acceso la disputa

La vicenda è iniziata lo scorso autunno, quando il 68enne – come riportato dal Gazzettino – ha raccontato al figlio della sua fortuna. Il figlio, laureato in lettere e con alle spalle vari lavori precari, ha subito chiesto un sostegno economico: 1.800 euro al mese come assegno di mantenimento. Il padre, però, ha detto no. Davanti al rifiuto, il figlio si è rivolto ai legali dell’Associazione Italia di Bologna, dando il via a una battaglia legale che ora coinvolge entrambe le famiglie.

Un rapporto padre-figlio già fragile

Da quanto si sa, tra padre e figlio i rapporti erano tesi da tempo. La situazione è peggiorata dopo il secondo matrimonio del 68enne, rimasto vedovo qualche anno fa. “Non ci siamo mai capiti davvero”, ha confidato il padre a qualche conoscente del paese. Il figlio, invece, ha vissuto con disagio il cambiamento familiare e la distanza – Faenza non è proprio dietro l’angolo – ha fatto il resto, allontanandoli ancora di più.

Le basi legali della causa

A fare chiarezza è l’avvocato Stefano Rossi, che segue il quarantenne: “La legge dice che un giudice può decidere di riconoscere un assegno periodico ai figli maggiorenni che non sono ancora economicamente indipendenti”. In sostanza, se il tribunale accerta che il figlio non può mantenersi da solo, il padre potrebbe dover versare un contributo mensile. “È una tutela prevista dal codice civile”, spiega Rossi, “ma ogni caso va valutato a parte”.

Tentativi di un accordo fuori dal tribunale

Prima di arrivare in aula, le parti stanno cercando di trovare un’intesa. “Abbiamo chiesto un incontro per provare a chiudere la questione”, dice ancora Rossi. Se non si troverà un accordo – e per ora le posizioni restano lontane – si andrà davanti al giudice ordinario. Sarà lui a decidere se e quanto il padre dovrà dare al figlio.

Il paese diviso sulla vicenda

A Volpago del Montello la notizia si è sparsa in fretta. Al bar centrale, ieri mattina alle otto, qualcuno commentava: “Non si era mai visto uno che fa causa al padre per i soldi della lotteria”. Altri, invece, hanno mostrato comprensione per il quarantenne: “Se non trova lavoro, che deve fare?”. Nessuno dei due protagonisti ha voluto parlare pubblicamente. L’avvocato del padre, contattato al telefono, ha detto solo: “Stiamo valutando tutte le opzioni”.

Cosa succederà adesso

Secondo fonti legali, casi simili sono rari ma non unici. La legge italiana prevede che il diritto al mantenimento per i figli maggiorenni scatti solo se è chiaro che non possono mantenersi da soli. Solo dopo aver controllato tutto, il giudice può imporre un assegno mensile. Nel frattempo, la vincita milionaria resta congelata in mezzo a una disputa familiare destinata a durare.

La prossima udienza potrebbe essere fissata nelle prossime settimane al tribunale di Treviso. Fino ad allora, padre e figlio restano lontani non solo chilometri, ma anche da un problema che va oltre i soldi: la difficile realtà dei rapporti familiari e delle aspettative che si scontrano.