Milano, 31 gennaio 2026 – Il presidente dell’Inps Gabriele Fava e il procuratore della Repubblica di Milano Marcello Viola hanno siglato oggi, negli uffici della Procura al Tribunale di Milano, la prima convenzione in Italia per rafforzare la collaborazione tra istituzioni nella lotta alle violazioni nel campo contributivo, previdenziale e assistenziale. Un’intesa pensata per rendere più efficace la prevenzione e il contrasto ai reati che danneggiano il mercato del lavoro e mettono a rischio i diritti dei cittadini.
Una collaborazione mai vista prima
La firma è arrivata poco dopo le 11, nella sala riunioni della Procura. Come ha sottolineato lo stesso Fava, questo passo “mette insieme competenze diverse e complementari, amministrative e investigative”. All’incontro hanno partecipato anche Antonio Pone, direttore generale vicario dell’Inps, Alessandro Romano, responsabile Internal audit e Antifrode, Mauro Saviano del Coordinamento Metropolitano di Milano, oltre ai sostituti procuratori Eugenio Fusco e Bruna Albertini. Per la prima volta in Italia, Inps e Procura della Repubblica mettono nero su bianco una collaborazione operativa.
I firmatari hanno spiegato che l’accordo prevede scambi di informazioni più rapidi, procedure digitali sicure e un coordinamento più stretto sul piano operativo. In pratica, le due istituzioni potranno condividere subito dati e segnalazioni sulle irregolarità che compromettono il mercato del lavoro e la correttezza delle tutele previdenziali.
Tecnologia e canali sicuri per combattere le frodi
Le comunicazioni tra Inps e Procura passeranno attraverso la Posta elettronica certificata e altri strumenti digitali che assicurano integrità e riservatezza. Un portale dedicato alle notizie di reato (NDR) permetterà il trasferimento immediato delle segnalazioni emerse durante i controlli. “Usare canali digitali certificati – ha spiegato Fava – non è solo una questione tecnica, ma un modo concreto per rendere l’azione pubblica più affidabile, trasparente ed efficace”.
L’Inps metterà poi a disposizione della Procura le proprie strutture specializzate, impegnate nella prevenzione e nell’individuazione delle irregolarità che danneggiano il mercato del lavoro. La Procura potrà chiedere approfondimenti e valutare iniziative comuni, con l’obiettivo di garantire un presidio di legalità forte.
Controlli continui e strategie condivise
La convenzione prevede anche incontri regolari tra rappresentanti delle due istituzioni per seguire l’andamento dei fenomeni e definire strategie comuni. Un aspetto che, secondo gli addetti ai lavori, rappresenta una novità importante: “La forza delle istituzioni si vede dalla capacità di fare squadra”, ha detto Fava. Solo così, ha aggiunto, “si può capire cosa è davvero importante e intervenire con decisione”.
Il procuratore Viola ha ribadito che questa collaborazione è fondamentale per “potenziare la capacità dello Stato di reagire in modo rapido e preciso” alle violazioni che non danneggiano solo le casse pubbliche, ma anche la fiducia di tutti. “Difendere il lavoro regolare significa difendere la dignità del Paese”, ha concluso Fava.
Al centro, i diritti e la legalità
L’accordo mette al primo posto la tutela del sistema previdenziale e del lavoro regolare, considerati un interesse fondamentale per lo Stato. “Quando si falsifica il patto contributivo o si manipola l’accesso alle prestazioni assistenziali – ha spiegato Fava – non si colpisce solo un ente, ma si mina la fiducia collettiva e si toglie futuro a chi lavora e rispetta le regole”.
La nuova convenzione punta quindi a garantire che le tutele restino ciò che devono essere: “Diritti basati su regole, equità fondata su responsabilità, protezione fondata su legalità”, ha concluso il presidente dell’Inps. Un impegno che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe tradursi in controlli più incisivi e in una maggiore protezione per cittadini e imprese oneste.
Fonti interne alla Procura fanno sapere che già nelle prossime settimane potrebbero partire le prime attività congiunte per analizzare i dati. L’obiettivo è chiaro: “Assicurare un presidio di legalità forte e coerente”, come recita il testo della convenzione. Resta da vedere se questa nuova alleanza riuscirà davvero a cambiare il volto della lotta alle frodi nel sistema previdenziale italiano.
