Torino, 31 gennaio 2026 – Due odontoiatri condannati ieri dal tribunale di Torino per aver estratto undici denti sani a una donna di 55 anni, arrivata da Genova, durante un intervento durato quattro ore in uno studio dentistico torinese. La sentenza prevede per i due pene diverse: tre mesi per uno e un anno e cinque mesi per l’altro, oltre a un acconto di 14.300 euro che la vittima riceverà subito, in attesa del calcolo definitivo dei danni in sede civile.
Condanna e motivazioni: cosa ha deciso il giudice
Il giudice ha messo nero su bianco le responsabilità dei due professionisti. Il primo, già radiato dall’Ordine degli odontoiatri per non aver pagato le quote d’iscrizione da ben dodici anni, aveva consigliato una “bonifica dentaria totale”, dicendo alla paziente che rischiava di perdere tutti i denti se non si fosse fatta operare. Per lui l’accusa è pesante: lesioni personali, truffa e esercizio abusivo della professione. L’altro, invece, risponde solo di lesioni, per aver tolto più denti senza fare controlli più approfonditi e per aver messo delle protesi considerate inadatte.
Dai racconti in aula è emerso che la donna si era rivolta a questo studio dopo aver cercato online una soluzione economica per sistemare dei ponti dentali laterali. “Non volevo spendere troppo, mi sono fidata di chi prometteva un buon lavoro a un prezzo accessibile”, ha detto la paziente durante il processo.
Il racconto della vittima e le conseguenze
La storia risale al 2022. La donna, che abita a Genova, era venuta a Torino per farsi operare. “Mi hanno tolto undici denti sani in quattro ore”, ha raccontato ai giudici, ricordando il dolore forte già la sera stessa, mentre era in albergo. “Stavo malissimo, soffrivo molto. Il terzo giorno mi hanno messo una protesi, ma non era quella che mi avevano mostrato in foto”. Da quel momento, la sua vita è cambiata completamente.
“Non riuscivo più a mangiare né a parlare come prima”, ha ammesso la donna, che ha anche interrotto una relazione sentimentale per la vergogna legata alla nuova situazione. “Mi vergognavo troppo”, ha aggiunto. Solo dopo un intervento di un odontotecnico, che ha realizzato una soluzione temporanea, le cose sono un po’ migliorate. Ma i problemi restano: “Devo ancora fare attenzione a quello che mangio e sono seguita da una neuropsichiatra”.
Le accuse contro i dentisti
Secondo le indagini, il primo medico ha usato una diagnosi allarmistica per convincere la paziente a farsi togliere tutti i denti. “Mi ha detto che senza quell’intervento avrei perso tutto”, ha raccontato la donna. Ma gli accertamenti fatti dopo hanno dimostrato che i denti erano sani e che non c’era nessuna urgenza per un’estrazione così drastica.
Il secondo odontoiatra, quello che ha fatto materialmente l’estrazione, è stato invece accusato di non aver fatto controlli più approfonditi. Inoltre, le protesi che ha messo non corrispondevano a quelle concordate e non erano adatte alle esigenze della paziente.
Risarcimenti e reazioni
La donna ha accolto la sentenza con un sospiro di sollievo, parlando di “giustizia finalmente fatta”, anche se ha ammesso che le conseguenze di quell’intervento continuano a pesare sulla sua vita di ogni giorno. “La mia vita è un inferno, ma almeno ora qualcuno ha riconosciuto quello che ho passato”, ha detto fuori dall’aula.
Gli avvocati degli imputati hanno annunciato che faranno ricorso. Intanto, il tribunale ha disposto il pagamento immediato di una provvisionale di 14.300 euro, mentre il risarcimento definitivo sarà deciso dal giudice civile nei prossimi mesi.
Fonti giudiziarie spiegano che casi del genere sono rari, ma non isolati. “Serve più attenzione nella scelta del dentista e controlli più severi sugli studi”, ha commentato un rappresentante dell’Ordine degli odontoiatri di Torino. La vicenda riporta al centro del dibattito la tutela dei pazienti e la necessità di più trasparenza nelle cure dentali.
