Un intervento eroico: poliziotti salvano uomo in diretta Rai mentre tenta il suicidio

Un intervento eroico: poliziotti salvano uomo in diretta Rai mentre tenta il suicidio

Un intervento eroico: poliziotti salvano uomo in diretta Rai mentre tenta il suicidio

Matteo Rigamonti

Gennaio 31, 2026

Roma, 31 gennaio 2026 – Una mattinata carica di tensione e paura in via Ostiense, dove un uomo di 38 anni, cittadino afghano, ha tentato di togliersi la vita scavalcando il parapetto del ponte Spizzichino. L’episodio è avvenuto intorno alle 10.30 ed è stato ripreso in diretta dalle telecamere della Rai, durante un collegamento del Tgr che seguiva le operazioni di sgombero e riqualificazione degli ex mercati generali. Solo l’intervento tempestivo degli agenti della polizia locale di Roma Capitale ha evitato il peggio.

Tentativo di suicidio in diretta: il coraggio degli agenti

La scena si è consumata in pochi attimi. Mentre la giornalista del Tgr Rai raccontava le attività di bonifica nell’area, l’uomo – secondo testimoni – ha scavalcato la ringhiera del ponte, urlando frasi confuse e minacciando di buttarsi giù. I passanti si sono fermati, qualcuno ha chiamato aiuto. Gli agenti dello S.P.E. (Sicurezza Pubblica Emergenziale), già presenti per mantenere l’ordine durante lo sgombero, hanno subito capito la gravità della situazione e sono corsi verso il parapetto. In pochi secondi, uno di loro si è sporto oltre la balaustra, afferrando l’uomo per un braccio e riportandolo indietro, mentre un collega lo aiutava a mettersi in salvo.

“Era agitato, urlava cose senza senso – ha raccontato uno degli agenti –. Non c’era tempo per pensare, bisognava agire subito”. La scena, trasmessa in diretta, ha lasciato senza parole anche i tecnici Rai e i giornalisti sul posto. Solo dopo qualche minuto la situazione si è calmata.

Dopo il salvataggio: identificazione e cure

Subito dopo l’intervento, il 38enne è stato portato in una zona sicura, lontano dalle telecamere e dalla folla che si era radunata sul ponte. Secondo le prime informazioni della polizia locale, l’uomo sarebbe senza fissa dimora e conosciuto ai servizi sociali della città. Le operazioni di identificazione sono ancora in corso: è stato chiamato il personale sanitario del 118, che ha preso in carico il cittadino afghano per una valutazione psichiatrica.

“Lo abbiamo affidato ai medici – ha spiegato un funzionario della polizia locale –. In casi come questo, la priorità è la tutela della persona e la verifica delle sue condizioni di salute mentale”. Al momento non è chiaro se l’uomo avesse già avuto episodi simili o se fosse seguito da strutture specializzate.

Il plauso del sindacato e il problema del disagio sociale

L’episodio ha subito suscitato reazioni anche tra i rappresentanti delle forze dell’ordine. Marco Milano, segretario romano del sindacato Sulp, ha voluto ringraziare pubblicamente gli agenti intervenuti: “Un plauso ai poliziotti locali dello S.P.E. che questa mattina hanno salvato una vita”, ha detto Milano in una nota diffusa poco dopo.

Il sindacalista ha poi richiamato l’attenzione sulle condizioni di disagio in cui vivono migliaia di persone invisibili nelle nostre città, che alimentano problemi psichiatrici, degrado e criminalità. “Il ruolo delle Polizie Locali nelle grandi metropoli sta cambiando – ha aggiunto –. Sindaci e Governo devono prenderne atto, garantendo formazione, strumenti e personale adeguato per assicurare la sicurezza dei cittadini”.

Un caso che riaccende i riflettori sull’emergenza sociale

Quanto accaduto oggi a Roma riporta in primo piano il tema del disagio sociale nelle aree urbane. Gli ex mercati generali di via Ostiense, da anni al centro di progetti di riqualificazione e sgomberi periodici, restano un simbolo delle difficoltà nell’inclusione delle persone senza casa e nella gestione delle fragilità psichiche.

Secondo la polizia locale, solo nell’ultimo mese sono stati segnalati almeno tre episodi simili nella zona sud della capitale. “Serve un approccio che integri più aspetti – spiega un operatore sociale che lavora nel quartiere –. Non bastano sgomberi o telecamere: bisogna investire in assistenza e prevenzione”.

Il 38enne afghano, ora affidato alle cure dei sanitari, è uno dei tanti volti nascosti delle periferie romane. Ma questa volta la prontezza degli agenti ha fatto la differenza.