Bollette alle stelle: negozi e ristoranti in crisi con costi di 2.000 euro al mese

Bollette alle stelle: negozi e ristoranti in crisi con costi di 2.000 euro al mese

Bollette alle stelle: negozi e ristoranti in crisi con costi di 2.000 euro al mese

Giada Liguori

Febbraio 1, 2026

Milano, 1 febbraio 2026 – Le bollette energetiche delle imprese italiane non tornano ai livelli di prima della pandemia. Il rapporto 2025 dell’Osservatorio Confcommercio energia (Ocen) mostra come la spesa per elettricità e gas nel settore terziario sia salita del 28,8% e del 70,4% rispetto al 2019. Un aumento che pesa soprattutto su ristoranti, negozi e alberghi, dove in molti casi le bollette superano i 2.000 euro al mese.

Bollette alle stelle: spese cresciute fino al 70% rispetto al 2019

Il quadro del rapporto Ocen dipinge una realtà ancora lontana dalla normalità. La spesa per la bolletta elettrica nel 2025 è quasi un terzo più alta rispetto al 2019, l’ultimo anno “normale” prima della pandemia e degli aumenti causati dalla guerra tra Russia e Ucraina. Il prezzo del gas ha subito un rincaro ancora più pesante, con un +70,4%. “I costi sono tornati a livelli insostenibili per tante attività”, spiega un portavoce di Confcommercio, “e la ripresa resta fragile”.

Ristoranti e negozi: bollette che superano i 2.000 euro al mese

I dati più recenti mostrano spese mensili significative per luce e gas. Gli alberghi di medie dimensioni arrivano a pagare in media 9.117 euro al mese, seguiti dai negozi di grandi dimensioni con 5.979 euro e dagli hotel più piccoli con 5.263 euro. Per i negozi alimentari, la bolletta si attesta intorno ai 2.334 euro, mentre i ristoranti si fermano a poco più di 2.000 euro, precisamente 2.083 euro. Costi più contenuti, ma comunque pesanti, anche per bar (1.009 euro) e negozi non alimentari (855 euro). “Per molte imprese – racconta un ristoratore milanese – la bolletta è diventata una voce di spesa quasi quanto l’affitto”.

Oneri di sistema tornati a pesare dopo la fine degli aiuti

A pesare sulle bollette non è solo il prezzo dell’energia, che vale circa il 60% della spesa totale. Secondo l’Osservatorio, sono tornati a incidere in modo importante anche gli oneri generali di sistema, che ora rappresentano quasi il 20% della bolletta. Questo dopo la fine delle misure straordinarie del governo adottate durante i mesi più duri della crisi energetica. “Con la fine degli aiuti, molte aziende si sono trovate in difficoltà”, spiega un consulente energetico contattato da alanews.it. Per molti esercenti, proprio in questo momento, il peso delle bollette si è fatto sentire di più.

Confcommercio chiede interventi concreti e duraturi

Di fronte a questi numeri, Confcommercio ha scritto al ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, chiedendo “strumenti normativi e politiche di sostegno” per salvaguardare soprattutto le piccole e medie imprese. “Senza interventi mirati – si legge nella nota – rischiamo di vedere chiudere molte attività che già lavorano con margini stretti”. La richiesta è chiara: servono misure strutturali, non solo soluzioni temporanee.

Tutti gli occhi puntati sul nuovo decreto energia

Il settore ora attende con attenzione il prossimo decreto energia, che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. Fonti vicine al dossier dicono che il governo sta valutando nuove forme di aiuto per le imprese più colpite dagli aumenti dei costi. “Ci aspettiamo risposte concrete”, commenta un rappresentante dei commercianti romani, “perché così non si può andare avanti”.

Il rischio è un caro prezzi che arriva fino ai consumatori

L’aumento delle bollette rischia di farsi sentire anche sulle tasche dei consumatori. Confcommercio avverte: se la situazione non migliora, sarà difficile evitare rincari in tutta la filiera dei servizi. Per ora, però, le aziende cercano di resistere. “Tagliamo dove possiamo”, racconta una negoziante di Torino, “ma la luce non si può spegnere”. In attesa delle mosse del governo, la tensione resta alta.