Roma, 1 febbraio 2026 – Ieri sera al teatro Quirino di Roma, Giorgio Parisi, premio Nobel per la Fisica 2021, ha presentato il suo nuovo libro, “Le simmetrie nascoste. Perché la fisica è alle radici dell’intelligenza artificiale di oggi e di domani“. Scritto insieme ad Anna Paris e pubblicato da Rizzoli, il volume vuole portare il lettore a sentire il vero “profumo della scienza”. Parisi ha spiegato che l’idea è quella di accompagnare il pubblico in un viaggio che parte dalla fisica e arriva fino alle reti neurali e all’intelligenza artificiale.
Dietro le quinte della scienza
Durante la presentazione, con la conduzione di Serena Dandini, Parisi ha voluto mettere in luce l’importanza di capire “come funziona la scienza dall’interno”. Ha invitato tutti a coglierne il “gusto” e il “profumo”. Per il fisico romano, conoscere i meccanismi della ricerca significa anche imparare a fidarsi della scienza. “Capire come funziona la scienza è importante perché aiuta anche a fidarsi di più della scienza”, ha detto davanti a un pubblico attento. Ma non è solo questione di fiducia: “È fondamentale, soprattutto per il futuro, capire quanto conta la ricerca pubblica in Italia, in Europa e nel mondo”.
Dal palco, Dandini ha raccontato come il libro spalanchi “un mondo” e renda la fisica più accessibile: “È come fare un viaggio con un amico attraverso la complessità”, ha confidato la conduttrice.
Dalla fisica statistica all’intelligenza artificiale: un filo rosso
Il libro, lungo 300 pagine e in vendita a 19 euro, parte dalla fisica statistica del XIX secolo. Qui nasce il concetto di probabilità e, con esso, il tema della complessità. Parisi si sofferma su fenomeni diversi: dagli elettroni alla borsa valori, dagli ecosistemi al cervello umano. Ogni sistema complesso, spiega, è unico. Citando Tolstoj, scrive: “I sistemi semplici si somigliano tutti, ogni sistema complesso è complesso a modo suo”.
Per affrontare questa varietà serve una nuova matematica. “Quando si inizia a studiare un sistema – scrive Parisi – la prima domanda che i fisici si pongono è: quali sono le sue simmetrie? Quali trasformazioni posso fare senza cambiare il sistema?”. Solo così, con strumenti adatti, si può provare a capire la natura.
Simmetrie e reti neurali: un puzzle senza immagine
Il viaggio continua con le ricerche sul cervello e sulle reti neurali, che stanno al centro dell’intelligenza artificiale di oggi. Parisi descrive la scienza come un “divertimento intellettuale”, simile a un puzzle che si costruisce senza sapere l’immagine finale. L’IA, dice il Nobel, è ancora agli inizi: “È un’intelligenza fatta di parole, disincarnata”, ha spiegato ieri sera. Eppure, molto resta da capire anche sul cervello umano.
Nonostante i passi avanti, Parisi lancia un campanello d’allarme: “C’è un grande rischio di monopolio”, riferendosi al controllo delle tecnologie da parte di poche aziende private. La soluzione, secondo lui, è diffondere “conoscenze condivise” e costruire un nuovo mondo tecnologico che metta al centro gli interessi di tutti.
Il sogno di un Centro europeo per l’IA
Nel finale, Parisi ha rilanciato una proposta concreta: creare un Centro europeo per l’intelligenza artificiale, ispirato al modello del Cern. “L’Europa, che negli ultimi anni è rimasta indietro, deve prepararsi a partecipare alle nuove rivoluzioni informatiche”, ha detto il fisico. Secondo lui, il continente ha le capacità per farlo e un’istituzione così potrebbe lavorare insieme alle realtà già esistenti.
Il pubblico del Quirino – fatto di studenti, ricercatori e semplici curiosi – ha seguito con attenzione. Qualcuno ha preso appunti, altri hanno ascoltato in silenzio. Alla fine, tra strette di mano e qualche selfie, è rimasta la sensazione di aver assistito a una lezione speciale. Un invito a guardare oltre formule e numeri, a percepire quel “profumo della scienza” che Parisi vuole trasmettere alle nuove generazioni.
