Torino, 1 febbraio 2026 – Un agente di polizia è stato aggredito a calci e colpito con un martello da un gruppo di manifestanti al termine del corteo per il centro sociale Askatasuna, ieri sera in corso Regina Margherita, vicino al campus universitario Einaudi. Le immagini dell’aggressione, girate in un video che ha subito fatto il giro dei social, hanno scatenato una reazione immediata delle istituzioni. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha parlato di “attacco allo Stato”, mentre i ministri della Difesa, Guido Crosetto, e dell’Interno, Matteo Piantedosi, hanno duramente condannato l’episodio.
Scontri e violenze in corso Regina Margherita
Intorno alle 19 di ieri, la tensione tra i manifestanti e le forze dell’ordine è degenerata in scontri violenti. Una decina di persone, con volto coperto e vestiti scuri, ha accerchiato un poliziotto, colpendolo più volte con calci, pugni e almeno un martello. L’agente è stato soccorso dai colleghi e dal personale sanitario, riportando contusioni multiple e una ferita lacero-contusa alla coscia sinistra. Le sue condizioni non sono gravi, ma la violenza dell’attacco è stata evidente.
Sul luogo della guerriglia restano i segni della battaglia: sampietrini divelti, cartelli piegati, bottiglie rotte. Alcuni residenti raccontano di aver sentito urla e rumori metallici mentre la polizia cercava di allontanare i gruppi più violenti.
Meloni: “Un colpo allo Stato”
La premier Meloni ha affidato il suo commento a un post sui social: “Questa non è protesta né dissenso, ma violenza pura con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta”. Ha chiesto che i responsabili vengano “trattati per quello che sono, senza sconti e senza giustificazioni”. Un appello diretto anche alla magistratura: “Il Governo ha fatto la sua parte, ora tocca alla Magistratura agire fino in fondo”.
Nel video, breve ma chiaro, si vedono almeno dieci persone accanirsi sull’agente. Un martello spunta tra le mani di uno dei manifestanti. La scena si interrompe solo quando arrivano rinforzi della polizia.
Crosetto e Piantedosi: “Non sono manifestanti pacifici”
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, non le manda a dire: “Questi non sono manifestanti. Neanche semplici delinquenti. Si comportano come nemici, terroristi, guerriglieri”. Crosetto esprime solidarietà alle forze dell’ordine e avverte: “Non si può affrontare chi si considera in guerra con lo Stato trattandolo come un civile pacifico”.
Sulla stessa linea il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che indica negli “antagonisti dei centri sociali occupati abusivamente” i responsabili della violenza. Piantedosi punta il dito anche contro alcune coperture politiche e avverte: “Ancora una volta sentiremo a sinistra tentativi di minimizzare”.
Dal Quirinale, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha telefonato a Piantedosi per esprimere solidarietà all’agente aggredito e a tutte le forze dell’ordine coinvolte.
Opposizioni unite nella condanna
Anche le opposizioni hanno condannato senza esitazioni. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, parla di immagini “inqualificabili” e ribadisce che “atti del genere non c’entrano nulla con il dissenso democratico”. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, esprime solidarietà agli agenti e ai giornalisti colpiti, definendo l’episodio una “aggressione delinquenziale da parte di frange violente, organizzate e a volto coperto”. Schlein chiede che i responsabili vengano individuati in fretta.
Carabinieri: “Attacco allo Stato”
Il comandante generale dei Carabinieri, Salvatore Luongo, interviene con una nota netta: “Un attacco a chi lavora per mantenere l’ordine pubblico è un attacco allo Stato”. Luongo esprime vicinanza all’agente ferito “ignobilmente aggredito durante i disordini di Torino”.
Le indagini sono in corso. Gli investigatori stanno passando al setaccio i filmati delle telecamere di sicurezza e i video pubblicati sui social per identificare i responsabili. Nel frattempo, Torino resta a riflettere sulle tensioni che attraversano la città e su come la protesta possa trasformarsi in violenza.
