Roma, 3 febbraio 2026 – Dieci anni di impegno per mettere lo sviluppo sostenibile al centro della vita pubblica italiana. Oggi l’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) spegne dieci candeline, superando quota 300 organizzazioni aderenti tra associazioni imprenditoriali, sindacati, enti del Terzo settore, università, centri di ricerca e fondazioni. A queste si aggiungono altrettante realtà “alleate”, a dimostrazione di una rete che nel tempo si è allargata, coinvolgendo settori diversi e trasversali.
ASviS, un modello riconosciuto in tutto il mondo
Fondata nel 2016, l’ASviS è stata definita in una nota ufficiale come “la più grande iniziativa della società civile mai realizzata in Italia”. Le Nazioni Unite e il Parlamento europeo la indicano come un esempio unico a livello internazionale. Il suo obiettivo è chiaro: costruire un’Italia, un’Europa e un mondo più giusti e sostenibili. In questi anni, l’Alleanza ha spinto per mobilitare quante più persone possibile attorno all’Agenda 2030 dell’Onu. Il motto resta sempre lo stesso: “non lasciare nessuno indietro”.
Risultati concreti, dalla Costituzione alle leggi di domani
Tra i risultati più importanti dell’ASviS c’è la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile e la riforma costituzionale del 2022. Fin dall’inizio, l’Alleanza ha chiesto di modificare gli articoli 9 e 41 della Costituzione, inserendo tra i compiti della Repubblica la tutela dell’ambiente “anche nell’interesse delle future generazioni”. Un cambiamento che, secondo molti esperti, ha segnato una svolta nel modo in cui le istituzioni italiane affrontano le questioni ambientali.
Nel 2025, grazie a una proposta dell’ASviS, è stata approvata una legge che obbliga il governo a valutare prima di tutto l’impatto sociale e ambientale di ogni nuova norma, con particolare attenzione ai giovani e a chi verrà dopo di noi. Un meccanismo pensato per rendere le scelte politiche più responsabili e lungimiranti.
Il metodo ASviS: dialogo, apertura e rispetto
“Uno dei nostri punti di forza è il ‘metodo ASviS’”, spiega Marcella Mallen, presidente dell’Alleanza. “Un modo di lavorare che stimola il confronto, la collaborazione, la parità di genere e di generazioni, l’apertura alla diversità e la generosità”. Questo si traduce in tavoli di lavoro condivisi, incontri aperti a tutti e iniziative diffuse in tutta Italia.
Pierluigi Stefanini, co-fondatore e presidente dell’ASviS, sottolinea che “le risposte alle crisi che stiamo vivendo – climatica, bellica, economica e democratica – sono racchiuse nello spirito e nella concretezza degli Obiettivi di sviluppo sostenibile”. L’Agenda 2030, aggiunge, “non è un programma utopico o irraggiungibile, come qualcuno sostiene, ma la strada da seguire per uscire da questa policrisi che ci attanaglia”.
Guardare avanti: Ecosistema Futuro e il Patto ONU
Consapevole che la strada è ancora lunga, l’ASviS ha lanciato “Ecosistema Futuro”, un progetto che coinvolge più di 60 realtà tra università, centri di ricerca, imprese e media. L’obiettivo è aprire un dibattito nazionale sui possibili futuri da costruire, usando strumenti concreti per anticipare e gestire i cambiamenti.
“Il Patto sul Futuro dell’ONU, firmato anche dall’Italia nel settembre 2024, ci indica come affrontare il cambiamento senza paura, puntando a un futuro più giusto e sostenibile”, dice Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS. “L’Alleanza vuole continuare a lavorare per il Paese, costruendo una visione per il domani – aggiunge – invece di subire passivamente scelte pericolose, ingiuste e violente”.
Una sfida che continua
A dieci anni dalla sua nascita, l’ASviS guarda avanti. La varietà delle realtà coinvolte – dalle università alle imprese sociali – dimostra la voglia di incidere sulle decisioni che riguardano tutti. Ma la sfida resta: portare lo sviluppo sostenibile fuori dai convegni e dentro la vita di ogni giorno, delle persone e delle istituzioni. Solo così si potrà davvero dire di aver raggiunto il traguardo.
