Roma, 3 febbraio 2026 – Un team internazionale di astronomi guidato da Alexander Venner dell’Università del Queensland Meridionale ha annunciato la scoperta di un pianeta roccioso leggermente più grande della Terra, a circa 146 anni luce da noi. Il nuovo corpo celeste, chiamato HD 137010 b, ha circa il 50% di possibilità di trovarsi nella cosiddetta zona abitabile attorno a una stella simile al Sole. La notizia, pubblicata su The Astrophysical Journal Letters, riaccende il dibattito su mondi potenzialmente ospitali oltre il nostro Sistema solare.
Un pianeta freddo, ma con qualche speranza
Le prime stime indicano che HD 137010 b potrebbe essere più freddo di Marte, con una temperatura superficiale intorno ai -68 °C, almeno se privo di un’atmosfera significativa. Ma gli scienziati non escludono che il pianeta possa essere più mite, o addirittura avere acqua liquida, se fosse avvolto da un’atmosfera ricca di anidride carbonica. “Una coltre gassosa più spessa di quella terrestre potrebbe trattenere il calore e cambiare drasticamente le condizioni sulla superficie”, ha spiegato Venner in una conferenza stampa online. Se confermato, questo dettaglio potrebbe rivoluzionare l’idea di abitabilità per questo mondo.
Come è stato scoperto: i dati del telescopio Kepler
La scoperta di HD 137010 b arriva dall’analisi dei dati raccolti dal telescopio spaziale Kepler, operativo fino al 2018. Gli astronomi hanno notato variazioni regolari nella luminosità della stella madre, causate dal passaggio del pianeta davanti al disco stellare. Il periodo orbitale si aggira intorno a un anno, simile a quello della Terra. Tuttavia, la quantità di luce e calore che arriva sulla superficie è meno di un terzo di quella terrestre, perché la stella HD 137010 è più fredda e meno luminosa del nostro Sole.
La zona abitabile: il confine sottile tra vita e gelo
La zona abitabile resta un concetto chiave nella ricerca di esopianeti. In questo caso, HD 137010 b si troverebbe al limite esterno di questa fascia, dove l’acqua liquida potrebbe esistere solo con un’atmosfera adatta. “Non possiamo ancora dire con certezza se sia abitabile”, ha ammesso Venner, “ma la sua posizione e dimensione lo rendono un candidato interessante da studiare”. Per fare un paragone, la temperatura media su Marte è circa -65 °C, quindi qui le condizioni sarebbero ancora più rigide, a meno che non ci sia un effetto serra molto intenso.
I prossimi passi: occhi puntati su Tess e Cheops
Per confermare definitivamente l’esistenza di HD 137010 b, gli astronomi aspettano i dati dei satelliti Tess della Nasa e Cheops dell’Agenzia Spaziale Europea, entrambi specializzati nell’individuare e analizzare esopianeti. Se questi strumenti non daranno risposte chiare, toccherà attendere la nuova generazione di telescopi spaziali per avere informazioni più precise. “Siamo solo all’inizio”, ha detto uno dei ricercatori, “ma ogni scoperta ci avvicina a capire quanto siano comuni i pianeti simili alla Terra nella galassia”.
Una scoperta che fa discutere
La notizia ha acceso l’interesse della comunità scientifica internazionale. Alcuni esperti invitano alla prudenza. “Servono conferme indipendenti”, ha sottolineato Elisa Molinari, astrofisica dell’INAF, “ma è un passo avanti nella mappatura dei pianeti che potrebbero essere abitabili”. In attesa di nuovi dati, HD 137010 b si aggiunge alla lista di quei mondi lontani che potrebbero – forse – avere condizioni favorevoli alla vita. Come spesso accade in astronomia, solo il tempo e ulteriori osservazioni potranno dire se è davvero un altro piccolo mondo blu o solo una roccia ghiacciata persa nel cosmo.
