Tokyo, 4 febbraio 2026 – Le Borse asiatiche hanno chiuso oggi con risultati contrastanti, mentre gli investitori restano con gli occhi puntati sulle tensioni tra Iran e Stati Uniti e sulle incognite legate all’intelligenza artificiale e alla politica americana. In Giappone, il Nikkei ha perso lo 0,78%, mentre lo yen si è indebolito ulteriormente sia contro il dollaro (156,30) sia contro l’euro (appena sotto i 185).
Mercati asiatici in bilico tra tensioni internazionali e oscillazioni valutarie
La giornata è partita all’insegna dell’incertezza. A Tokyo, il clima è rimasto prudente. Operatori e analisti spiegano che l’aumento della tensione tra Washington e Teheran pesa sulle decisioni degli investitori, già frenati dalle fluttuazioni delle valute. “Il rischio geopolitico è alto e spinge verso gli asset rifugio”, ha detto un trader di Nomura Securities poco dopo le 10 del mattino. Il calo del Nikkei ha fatto da contraltare a un yen debole, che ha segnato i minimi delle ultime settimane contro le principali valute occidentali.
Cina in rialzo, Seul brilla: l’attesa per i dati economici
In Cina, invece, la Borsa di Shanghai ha chiuso in rialzo dello 0,8%. Anche Shenzhen (+0,3%) e Hong Kong (+0,4%) hanno messo a segno guadagni, spinti dagli acquisti su titoli tecnologici e industriali. “Gli investitori seguono da vicino le mosse del governo cinese per sostenere la crescita”, ha spiegato un analista di CITIC Securities. A Seul, il Kospi ha guadagnato l’1,5%, grazie soprattutto ai titoli dell’elettronica e dell’auto. Diversa la situazione a Mumbai, dove l’indice ha perso lo 0,1% dopo una settimana di rialzi, con le prese di profitto a farla da padrone.
Settimana cruciale per i dati economici: occhi puntati su Europa e Stati Uniti
Sul fronte dei dati macro, questa settimana sarà ricca di appuntamenti. In Europa si attendono i Pmi servizi di Spagna e Italia, indicatori chiave per capire come va il settore terziario. Occhi puntati anche sull’inflazione armonizzata di Italia ed Eurozona: le prime stime suggeriscono un possibile rallentamento dei prezzi al consumo rispetto ai mesi scorsi. In arrivo anche i dati sui prezzi alla produzione europei.
Dagli Stati Uniti, invece, sono in arrivo i numeri sull’occupazione, un dato che spesso muove i mercati, insieme all’indice Ism servizi e alle scorte di greggio secondo i dati dell’Eia. “Gli operatori cercano conferme sulla solidità dell’economia americana”, ha detto un gestore di fondi a New York.
Intelligenza artificiale e politica Usa: il nervosismo degli investitori
Non è solo la geopolitica a tenere alta la tensione. Tra gli operatori resta molta cautela anche sugli investimenti legati all’intelligenza artificiale. Alcuni gestori segnalano una certa instabilità nei titoli del settore, in parte dovuta ai dubbi su come sarà regolamentato e alle strategie delle grandi aziende tech. “Il settore AI è promettente ma resta rischioso”, ha ammesso un analista di Hong Kong.
A pesare sul mercato c’è anche l’incertezza legata alla politica americana. Con le elezioni presidenziali in arrivo e il dibattito su tassi d’interesse e spesa pubblica ancora acceso, molti preferiscono tenere un profilo basso. “La volatilità potrebbe aumentare nei prossimi mesi”, ha confidato un trader a Singapore.
Cosa aspettarsi nelle prossime sedute
In attesa dei dati economici e dei prossimi sviluppi geopolitici, gli operatori si preparano a una settimana di mercato volatile, con movimenti selettivi sui principali listini asiatici. Le prime indicazioni raccolte tra Tokyo e Shanghai confermano che la prudenza sarà la parola d’ordine almeno fino ai dati su occupazione e inflazione.
Intanto, il mercato valutario resta sotto stretta osservazione. La debolezza dello yen potrebbe dare una mano alle esportazioni giapponesi, ma rischia anche di mettere sotto pressione i prezzi interni. Nei prossimi giorni capiremo se le tensioni internazionali lasceranno spazio a una ripresa di fiducia o se prevarrà ancora la cautela.
