Milano, 4 febbraio 2026 – L’ultimo rapporto diffuso oggi dalla Banca d’Italia conferma che in Italia il tasso di frode nei pagamenti digitali resta molto basso. Nel primo semestre del 2025, infatti, per ogni 100.000 euro transati, solo 3 euro risultano coinvolti in truffe. Un segnale chiaro, dicono da Palazzo Koch, che i sistemi di sicurezza adottati da banche e operatori fintech tengono bene, nonostante l’aumento costante delle operazioni digitali.
Frodi nei pagamenti digitali: quasi sotto controllo, ma non dappertutto
Il rapporto, pubblicato questa mattina sul sito della Banca d’Italia, mostra come la maggior parte degli strumenti di pagamento elettronico mantenga un rischio contenuto. Il tasso di frode resta stabile su base annua per carte di credito e debito, bonifici e prelievi dagli sportelli Atm. Nel documento si legge che “il valore delle operazioni fraudolente rispetto al totale delle transazioni è contenuto: 3 euro ogni 100.000 euro (0,003%)”.
Fonti bancarie sentite da alanews.it spiegano che questo dato “rispecchia gli investimenti costanti nei sistemi antifrode e l’attenzione sempre più alta degli utenti”. Tuttavia, non tutti i settori mostrano la stessa solidità.
Carte prepagate e moneta elettronica: il rischio cresce
Il settore più a rischio è quello della moneta elettronica, in particolare le carte prepagate. Qui la frode sale a 31 euro ogni 100.000 euro transati, un dato che preoccupa gli operatori, anche se resta limitato rispetto al totale.
La Banca d’Italia spiega che questa vulnerabilità è legata a diversi fattori: “Le carte prepagate sono spesso usate per acquisti online e da utenti giovani o poco esperti, il che le rende più esposte”, ha detto un dirigente dell’istituto. Le frodi più frequenti riguardano phishing, furto di dati e uso improprio delle credenziali.
Le contromisure delle banche: più controlli e informazione
Le banche italiane hanno intensificato i controlli negli ultimi mesi. “Abbiamo aumentato la vigilanza sulle transazioni sospette e investito in tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per scovare comportamenti strani”, racconta un responsabile sicurezza di un grande gruppo milanese. Sono cresciute anche le campagne di sensibilizzazione rivolte ai clienti, con l’obiettivo di far capire l’importanza di proteggere i propri dati.
L’Associazione Bancaria Italiana (ABI) sottolinea che “la collaborazione tra banche e utenti è fondamentale per abbassare ancora di più il rischio frodi”. Un messaggio rilanciato anche dalla Polizia Postale, che invita a segnalare subito ogni anomalia nei movimenti del conto.
Frodi in Italia sotto la media europea
Nonostante l’aumento nelle carte prepagate, il tasso complessivo di frode nei pagamenti digitali in Italia resta sotto la media europea. Secondo dati della BCE del 2024, nell’area euro le frodi valevano in media 5 euro ogni 100.000 transati. “L’Italia si conferma uno dei Paesi più sicuri”, commenta un analista fintech.
La diffusione dei pagamenti digitali, cresciuta del 12% nell’ultimo anno secondo l’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano, non ha messo a rischio la sicurezza generale. Ma, come ricordano gli esperti, “la minaccia evolve e serve tenere alta la guardia”.
Il futuro: occhi aperti su nuove tecnologie e comportamenti
Guardando avanti, la Banca d’Italia invita a non abbassare la guardia. L’arrivo di nuove tecnologie, dai wallet digitali alle app contactless, apre nuove possibilità anche per i truffatori. “Solo con una vigilanza costante e una formazione continua degli utenti si può mantenere un ambiente sicuro”, si legge nel rapporto.
In sintesi: la situazione è buona, ma le sfide restano. La battaglia per la sicurezza nei pagamenti digitali si gioca ogni giorno, tra innovazione e prudenza.
