Gas italiano in crescita: l’indice Gme raggiunge 41,49 euro a megawattora

Gas italiano in crescita: l'indice Gme raggiunge 41,49 euro a megawattora

Gas italiano in crescita: l'indice Gme raggiunge 41,49 euro a megawattora

Giada Liguori

Febbraio 4, 2026

Milano, 4 febbraio 2026 – L’indice Igi (Italian gas index), calcolato dal Gestore dei Mercati Energetici (Gme), ha chiuso oggi a 41,49 euro a megawattora, segnando un piccolo rialzo rispetto ai 41,00 euro a MWh di ieri. Il dato, pubblicato questa mattina alle 9.30 sul sito del Gme, è seguito con attenzione da chi lavora nel settore energetico e dagli analisti, che lo considerano un termometro affidabile delle tendenze del mercato del gas in Italia.

Indice Igi: cosa misura e perché conta

L’Igi viene aggiornato ogni giorno dal Gme e rappresenta la media ponderata dei prezzi delle transazioni concluse sul mercato all’ingrosso del gas naturale. In pratica, dà uno scatto aggiornato – e verificabile – dell’andamento dei prezzi, offrendo agli operatori uno strumento trasparente per decidere come muoversi tra acquisti e vendite. “L’indice serve a garantire trasparenza e stimolare la concorrenza”, ha spiegato un portavoce del Gme, raggiunto telefonicamente nel primo pomeriggio.

Il prezzo di oggi, pur in lieve crescita, resta su livelli considerati stabili dagli esperti. “Non ci sono variazioni significative rispetto alle settimane scorse”, ha detto un trader attivo a Milano. Secondo gli analisti, il prezzo del gas in Italia è influenzato da una serie di fattori stagionali e geopolitici: il freddo invernale, la domanda delle industrie più energivore e le tensioni sui principali corridoi di approvvigionamento.

Cosa significa per contratti e strategie

L’indice Igi è il punto di riferimento nei contratti di fornitura tra produttori e distributori, ma anche nelle operazioni di copertura contro le oscillazioni di prezzo. Insomma, aiuta a fissare condizioni più chiare e prevedibili nei rapporti commerciali. “Avere un indice affidabile è fondamentale per chi deve pianificare gli acquisti a medio termine”, ha detto una fonte dentro una delle principali utility italiane.

Il piccolo aumento di oggi – appena 0,49 euro a MWh – non ha scatenato reazioni particolari tra gli operatori. “È una variazione normale, fisiologica”, ha ammesso un responsabile commerciale di una società di trading con sede a Torino. Però, anche piccoli movimenti possono pesare sui margini di chi è più esposto alle fluttuazioni del mercato.

Il quadro europeo e cosa aspettarsi

Il prezzo del gas in Italia segue quello degli altri grandi mercati europei, come il TTF olandese e il NBP britannico. I dati dell’European Energy Exchange mostrano che nelle ultime settimane i prezzi in Europa sono rimasti sostanzialmente stabili, grazie a una domanda più bassa del previsto e a scorte ancora alte dopo un autunno più mite.

Gli esperti avvertono però che la situazione può cambiare in fretta, in caso di ondate di freddo o interruzioni nelle forniture. “Il mercato resta molto sensibile a ogni segnale di tensione geopolitica”, ha ricordato un analista di Ref-E, società specializzata in energia. Per ora, però, il quadro è tranquillo: “Non ci sono segnali di impennate improvvise”, ha concluso.

Trasparenza e il ruolo del Gme nel mercato italiano

Il Gestore dei Mercati Energetici, con sede a Roma in via Ostiense, pubblica ogni giorno l’indice Igi insieme ad altri indicatori utili per seguire l’andamento dei mercati dell’energia elettrica e del gas. L’obiettivo è offrire strumenti chiari e affidabili, utili sia a chi lavora nel settore sia agli osservatori esterni.

Secondo il Gme, l’indice è ormai un punto di riferimento solido per chi opera nel campo. “La trasparenza è la chiave per un mercato funzionante”, ha ribadito il portavoce dell’ente. Proprio sulla trasparenza si gioca una partita importante: solo così – dicono gli addetti ai lavori – si possono garantire condizioni eque per tutti i soggetti della filiera energetica.

In conclusione, il valore dell’indice Igi di oggi conferma una fase di relativa calma per il mercato italiano del gas naturale. Gli operatori restano all’erta, consapevoli che il contesto internazionale può cambiare in fretta. Ma per ora – almeno secondo i dati ufficiali – non si vedono scossoni all’orizzonte.