Milano Cortina: l’italianità conquista il 10% del mercato globale degli sportivi

Milano Cortina: l'italianità conquista il 10% del mercato globale degli sportivi

Milano Cortina: l'italianità conquista il 10% del mercato globale degli sportivi

Giada Liguori

Febbraio 4, 2026

Milano, 4 febbraio 2026 – L’Italia resta un protagonista di peso nel mondo degli sport invernali. Con l’11% delle esportazioni globali del settore, si piazza al terzo posto, dietro solo ad Austria (17%) e Cina (13%). Lo rivela un report dell’Area Studi di Mediobanca, appena uscito, a meno di due anni dalle Olimpiadi Milano Cortina. Insomma, almeno uno su dieci prodotti per sport invernali venduti nel mondo arriva da un’azienda italiana.

Italia, un pilastro negli sport invernali

Il dossier di Mediobanca mette in luce come il settore italiano degli articoli per sport invernali – dagli sci agli scarponi, dall’abbigliamento tecnico agli accessori – mantenga un ruolo di primo piano a livello globale. “L’Italia è conosciuta per la qualità delle sue produzioni e per la capacità di innovare”, si legge nel report, che sottolinea come il nostro Paese sia ormai un punto di riferimento stabile per tutta la filiera. Solo Austria e Cina fanno meglio, ma la differenza non è così ampia: Vienna guida con il 17%, Pechino segue con il 13%, e l’Italia si attesta all’11%.

Dietro questi numeri c’è una tradizione forte, radicata nelle regioni alpine – dal Trentino all’Alto Adige, passando per Veneto e Lombardia – dove marchi storici come Tecnica, Nordica e Dolomite continuano a esportare in tutto il mondo. “La domanda dall’estero resta solida, soprattutto in Nord America e nei mercati emergenti dell’Asia”, racconta un manager del settore che preferisce non farsi nominare.

Sport & Outdoor: numeri in crescita

Mediobanca segnala anche una buona spinta per tutta la Sport & Outdoor industry mondiale. Nel 2025, il fatturato delle multinazionali del settore dovrebbe arrivare a 385 miliardi di euro, con una crescita del +3,2% rispetto al 2024. Un dato che spicca se confrontato con quello del fashion system, ancora in calo: i grandi gruppi del lusso, infatti, segnano un -2,6% nello stesso periodo.

“Il settore sportivo ha mostrato una tenuta migliore rispetto ad altri comparti”, commenta un analista di Mediobanca. “La pandemia ha cambiato le abitudini, portando più persone a cercare attività all’aria aperta e a prendersi cura del proprio corpo. E questa tendenza non è finita con la fine dell’emergenza sanitaria”. Infatti, le vendite di sci, snowboard e abbigliamento tecnico per sport invernali hanno beneficiato della riscoperta della montagna, anche tra i più giovani.

Olimpiadi Milano Cortina, la grande occasione

Con le Olimpiadi Milano Cortina 2026 alle porte, il settore si prepara a un’ulteriore spinta. Le aziende italiane puntano a sfruttare la visibilità mondiale dell’evento per rafforzare la loro presenza all’estero. “Stiamo investendo molto su materiali innovativi e sostenibili”, spiega il direttore commerciale di un noto marchio veneto. “Le richieste arrivano dagli Stati Uniti, dal Canada, dal Giappone, ma anche da paesi come Corea del Sud e Australia”.

Non sono solo le grandi aziende a beneficiare di questa crescita. Anche le piccole realtà artigianali si stanno ritagliando uno spazio importante. A Montebelluna, in provincia di Treviso, diversi laboratori lavorano su commesse su misura per atleti professionisti e squadre nazionali. “Il made in Italy è ancora sinonimo di affidabilità”, racconta un imprenditore locale.

Sfide da affrontare, opportunità da cogliere

Non mancano però le difficoltà. L’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime mette sotto pressione i margini delle imprese. E la concorrenza asiatica – in particolare dalla Cina – si fa sentire anche nel segmento premium. Ma Mediobanca sottolinea che le aziende italiane hanno ancora una buona capacità di adattarsi: “Innovare e puntare sulla qualità sono le chiavi per restare ai vertici”, si legge nel report.

In sostanza, l’industria italiana degli sport invernali guarda al futuro con un cauto ottimismo. Le esportazioni reggono, la domanda cresce e le Olimpiadi si avvicinano, offrendo una vetrina unica. Solo allora si vedrà se l’Italia riuscirà a colmare il gap con Austria e Cina o dovrà accontentarsi del terzo posto. Per ora, almeno uno sci su dieci che scivola sulle piste del mondo è italiano.