Milano, 4 febbraio 2026 – La Borsa di Milano chiude in netto rialzo, guadagnando l’1% e portando il Ftse Mib a 46.986 punti. Un livello che non si vedeva da novembre 2000. Un traguardo importante che, secondo molti operatori, conferma un momento positivo per i mercati italiani, spinti sia da fattori interni che da un clima internazionale più tranquillo rispetto alle ultime settimane.
Piazza Affari vola ai massimi dopo vent’anni
La giornata a Piazza Affari è stata animata da movimenti decisi sui titoli principali. A spiccare è stata Mediobanca, che ha messo a segno un rialzo del 7,2%. Il titolo è stato protagonista durante l’assemblea straordinaria di Mps, che ha visto la banca senese salire del 2,4% mentre i soci discutevano la modifica dello statuto. “C’è fiducia nella nuova guida e nelle prospettive di consolidamento”, spiega un analista di una delle principali sim milanesi, sottolineando come il settore bancario resti sotto la lente in questa fase.
Non solo banche. Inwit ha chiuso con un +5%, sospinta da voci su possibili operazioni straordinarie nel settore delle infrastrutture per le telecomunicazioni. Bene anche Lottomatica, in crescita del 3%, mentre tra i titoli industriali si sono messi in evidenza Stellantis (+2,7%) e Stm (+2,4%). Sotto pressione, invece, Buzzi Unicem ha perso l’1,9% in una giornata difficile per il comparto dei materiali da costruzione.
Cosa ha spinto il mercato oggi
Gli operatori sentiti stamattina indicano una serie di motivi dietro il rally di oggi. Da una parte, dati macroeconomici europei migliori del previsto, soprattutto sulla produzione industriale tedesca, hanno tranquillizzato gli investitori. Dall’altra, l’idea che la Banca Centrale Europea possa mantenere una politica monetaria meno rigida continua a sostenere i titoli più sensibili ai tassi.
“Il mercato sta scontando una fase di maggiore stabilità sui tassi”, spiega un gestore di portafoglio di una società milanese, aggiungendo che “le banche italiane sono tra le principali beneficiarie”. Ma non mancano le cautele: alcuni investitori ricordano che le tensioni geopolitiche e i dubbi sulle mosse della Federal Reserve restano fattori da tenere d’occhio.
Tra ottimismo e prudenza: cosa dicono gli operatori
Nel pomeriggio, nei corridoi di Borsa Italiana, si respirava un cauto ottimismo. “Siamo tornati a livelli che non vedevamo da oltre vent’anni”, commenta un trader di lunga esperienza indicando il tabellone elettronico con il nuovo massimo. Ma tra i professionisti più navigati c’è consapevolezza che la volatilità potrebbe tornare a farsi sentire già nelle prossime settimane.
Tutti guardano alle prossime trimestrali delle società quotate e alle decisioni delle banche centrali. Il settore bancario – con Mediobanca e Mps in prima linea – sarà ancora al centro dell’attenzione, anche per le possibili fusioni e acquisizioni che potrebbero cambiare il volto del credito italiano.
Milano brilla nel confronto con l’Europa
Rispetto agli altri mercati europei, Milano si è distinta per la performance migliore. A Parigi e Francoforte i rialzi sono stati più modesti, con gli indici che hanno chiuso appena sopra la parità. “Il listino italiano beneficia in questo momento di una composizione settoriale favorevole”, osserva un analista londinese contattato nel tardo pomeriggio.
Chiudere a 46.986 punti non è solo un record tecnico, ma anche un segnale di fiducia degli investitori nell’economia italiana. Ora resta da vedere se questo slancio riuscirà a reggere nei prossimi giorni o se arriveranno prese di beneficio dopo una corsa così veloce.
