Firenze, 5 febbraio 2026 – Tentativo di fuga dal carcere di Sollicciano nelle prime ore del 4 febbraio: protagonista Vasile Frumuzache, ex guardia giurata rumena di 32 anni, già noto per aver confessato gli omicidi delle escort Ana Andrei e Denisa Paun. L’uomo, in carcere da qualche mese, ha provato a scappare dalla sua cella usando delle lenzuola annodate. Ma il piano è fallito grazie alla prontezza degli agenti penitenziari. Il fatto, avvenuto a poche ore dall’inizio del processo a suo carico, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza della struttura fiorentina.
La fuga fallita con le lenzuola annodate
Secondo la ricostruzione della polizia penitenziaria, Frumuzache ha agito nelle prime ore del mattino, poco dopo l’alba. Ha legato insieme alcune lenzuola, creando una specie di corda improvvisata, e ha iniziato a calarsi dalla finestra della sua cella. Un gesto che sembra uscito da un film, ma che nella realtà si è scontrato con la sorveglianza interna. Quando ha raggiunto la recinzione interna – chiamata “intercinta” – gli agenti di guardia lo hanno subito bloccato.
Durante la perquisizione, è stato trovato addosso a Frumuzache un coltello artigianale. Un dettaglio che ha fatto scattare ulteriori allarmi tra gli operatori: quel coltello avrebbe potuto servire a minacciare o ferire chiunque si fosse messo sulla sua strada. “È successo tutto in un attimo – racconta un agente che preferisce restare anonimo – lo abbiamo visto scendere e siamo intervenuti subito. Non c’è stato tempo per pensarci.”
Processo alle porte, un passato di violenza
La tempistica non è un caso. Proprio oggi, 5 febbraio, Frumuzache doveva presentarsi davanti alla Corte d’Assise di Firenze per la prima udienza del processo per omicidio volontario. I fatti risalgono all’estate scorsa: Ana Andrei fu uccisa a Montecatini, Denisa Paun a Prato. L’ex guardia giurata aveva ammesso entrambi i delitti durante gli interrogatori.
Dopo l’arresto, Frumuzache era stato rinchiuso nel carcere di Prato. Ma un episodio – un’aggressione da parte di un parente di una delle vittime, che gli ha versato addosso dell’olio bollente – ha reso necessario il trasferimento a Sollicciano. Una scelta fatta per proteggerlo, ma che ora solleva nuovi dubbi sulla gestione della sicurezza.
Le critiche: “Sollicciano è una groviera”
Non sono mancate le reazioni dei sindacati di polizia penitenziaria. In una nota diffusa nel pomeriggio, Canio Colangelo, delegato nazionale dell’Osapp, ha elogiato “il pronto intervento dell’agente” che ha fermato Frumuzache. Ma non ha risparmiato critiche al carcere: “La sicurezza a Sollicciano è un problema serio. Anche stavolta è emersa tutta la fragilità della struttura.”
Colangelo si chiede come sia stato possibile che un detenuto considerato ad alto rischio abbia messo in piedi un piano così complicato. “Ci chiediamo – ha scritto – come abbia potuto procurarsi lenzuola e un’arma artigianale senza che nessuno se ne accorgesse, nonostante la sorveglianza rafforzata.” Il sindacato chiede ora interventi urgenti per aumentare i controlli e migliorare le condizioni di lavoro degli agenti.
Sollicciano sotto pressione
Il tentativo di fuga riporta l’attenzione sulle condizioni del carcere di Sollicciano, spesso sotto accusa per sovraffollamento e carenze. Secondo i dati del Ministero della Giustizia aggiornati a gennaio 2026, la struttura ospita più di 900 detenuti, a fronte di circa 500 posti regolamentari. Le denunce su infiltrazioni d’acqua, celle degradate e mancanza di personale sono all’ordine del giorno.
“Lavoriamo in condizioni difficili,” spiega un rappresentante sindacale locale. “Ogni giorno affrontiamo turni pesanti e poche risorse.” Solo ieri, dopo la notizia della fuga mancata, alcuni agenti hanno chiesto un incontro urgente con la direzione per discutere nuove misure di sicurezza.
Processo al via tra tensioni e domande
Intanto, questa mattina Frumuzache è comparso in aula per la prima udienza. Presenti molte famiglie delle vittime, visibilmente provate. L’avvocato difensore ha chiesto tempo per valutare le condizioni mentali dell’imputato, mentre il pubblico ministero ha ribadito la gravità delle accuse.
La vicenda resta aperta su più fronti: da un lato il futuro giudiziario dell’ex guardia giurata, dall’altro le condizioni di detenzione e la sicurezza nelle carceri italiane. Una domanda resta sospesa nell’aria: quanto è davvero sicuro il carcere di Sollicciano?
