Giornata internazionale dell’Amatriciana: celebriamo il 6 marzo con gusto

Giornata internazionale dell'Amatriciana: celebriamo il 6 marzo con gusto

Giornata internazionale dell'Amatriciana: celebriamo il 6 marzo con gusto

Matteo Rigamonti

Febbraio 5, 2026

Roma, 5 febbraio 2026 – Oggi, nella Sala Tatarella della Camera dei Deputati, è stato svelato il logo ufficiale e il programma della “Prima giornata internazionale dell’Amatriciana”, che si terrà ad Amatrice dal 6 all’8 marzo 2026. L’iniziativa nasce dall’Associazione dei ristoratori e degli albergatori di Amatrice (Aram), con il sostegno del Comune, dell’Università Roma Tre, della Regione Lazio e della Camera di commercio di Rieti e Viterbo. L’obiettivo è uno solo: celebrare e mettere sotto i riflettori uno dei piatti più iconici della cucina italiana.

Amatrice al centro di una festa che va oltre il cibo

Il vero protagonista è proprio Amatrice, la culla della ricetta originale. Il programma, presentato in conferenza stampa, prevede tre giorni fitti di convegni, laboratori pratici, visite ai cantieri della ricostruzione, passeggiate a piedi e in e-bike, e tante degustazioni. Giovanni Apa, presidente di Aram, ha spiegato chiaramente la missione: “Mettere in luce le ricchezze, le eccellenze e le caratteristiche uniche del territorio”. Al suo fianco, il consiglio direttivo e gli associati.

Ma non si parlerà solo di cucina. Questa tre giorni vuole raccontare anche la storia di una comunità che, dopo il terremoto del 2016, ha saputo rialzarsi. “Per noi l’Amatriciana non è solo un simbolo gastronomico – ha detto il sindaco di Amatrice, Giorgio Cortellesi – ma è la spinta per la ripresa economica e sociale di Amatrice e delle sue frazioni”.

Una data che conta e un riconoscimento europeo

Il 6 marzo non è una data scelta a caso. Proprio in quel giorno, nel 2020, la Commissione europea ha conferito all’Amatriciana la certificazione di Specialità Tradizionale Garantita (STG). In Italia, solo altri tre prodotti hanno ottenuto questo riconoscimento: la mozzarella, la pizza napoletana e i vincisgrassi alla maceratese. “Un motivo in più per essere orgogliosi”, ha sottolineato Cortellesi.

Il logo presentato oggi è semplice e d’impatto: una forchetta stilizzata, i cui quattro denti diventano spaghetti intrecciati. I colori – arancione, oro e rosso – richiamano il sole, la pasta e la qualità dei prodotti locali. Un cerchio chiude il tutto, a sigillare la manifestazione.

Le istituzioni e l’università in prima fila

Alla presentazione erano presenti anche il parlamentare Luciano Ciocchetti, il questore della Camera Paolo Trancassini, il commissario per la Ricostruzione Guido Castelli e l’assessore alla Cultura della Regione Lazio, Simona Baldassarre. Quest’ultima ha ricordato come la Regione sia “vicina all’iniziativa”, soprattutto dopo il recente riconoscimento dell’Unesco alla cucina italiana come patrimonio immateriale. “Non poteva mancare il ‘primo dei primi’, un piatto che il mondo ci invidia”, ha aggiunto Baldassarre.

Massimiliano Fiorucci, rettore dell’Università Roma Tre, ha sottolineato il ruolo dell’ateneo come partner scientifico: “Formare i ricercatori e gli operatori di domani significa dare corpo a una parte fondamentale della nostra identità culturale. La storia di Amatrice è una storia di resilienza che continua a ispirare”.

Amatriciana, numeri e curiosità

Una ricerca dell’Arsial del 2020 dice che, nei comuni di Amatrice e Accumoli, ogni punto di ristorazione produce in media circa 150 kg di sugo all’Amatriciana a settimana. Su base annua si arriva a circa 100 tonnellate, cioè circa 25.000 porzioni solo in quella zona. Nel Lazio, invece, si stimano più di un milione di piatti serviti.

Perché una giornata internazionale? Giovanni Apa lo spiega così: “Se c’è il ‘Carbonara Day’ che si festeggia in tutto il mondo il 6 aprile, perché non creare anche un ‘Amatriciana Day’? L’importante è che ovunque si parli di questa ricetta, con l’hashtag che preferiscono, ma che ci sia la parola ‘Amatriciana’”.

Una festa mondiale per un simbolo italiano

L’iniziativa vuole essere anche un segnale di rinascita per la comunità. “L’orologio che si era fermato con il sisma del 24 agosto 2016 ha ricominciato a muoversi”, dicono dall’Aram. La giornata internazionale punta a far conoscere uno dei piatti più famosi al mondo, coinvolgendo ristoranti e appassionati in tutti i continenti.

Per spingere la diffusione online, Aram ha lanciato oggi il sito www.giornatadellamatriciana.it e tre profili social dedicati. Da qui al 6 marzo sono in programma campagne con testimonial e chef.

Quando arriverà il momento, tra laboratori, assaggi e incontri, Amatrice sarà di nuovo la capitale della convivialità italiana. E l’Amatriciana racconterà ancora una volta la forza di un territorio che non si arrende.