Il tassista 73enne che ha salvato un cliente da un infarto: la lezione di Dr. House

Il tassista 73enne che ha salvato un cliente da un infarto: la lezione di Dr. House

Il tassista 73enne che ha salvato un cliente da un infarto: la lezione di Dr. House

Matteo Rigamonti

Febbraio 5, 2026

Padova, 5 febbraio 2026 – Un tassista di 73 anni ha salvato la vita a un cliente colpito da infarto, riconoscendo i segnali e portandolo d’urgenza in ospedale. È successo la mattina del 26 gennaio a Padova, quando Gino Stellini, volto noto tra i tassisti della città, ha cambiato strada all’improvviso per aiutare un passeggero in difficoltà. L’uomo, diretto ad Abano Terme, aveva chiesto una corsa come tante, ma qualcosa non quadrava.

Gino Stellini: “Ho capito che qualcosa non andava grazie ai telefilm”

«Era una mattina come tante, poco dopo le otto», racconta Stellini, seduto al bar vicino alla stazione, dove spesso si ferma tra una corsa e l’altra. «Il cliente è salito in macchina, aveva l’accento napoletano e sembrava sulla sessantina. Mi ha detto che doveva andare in via Cesare Battisti, ad Abano». Ma dopo pochi minuti, il tassista ha capito che non stava bene: «Respirava a fatica, era pallido e sudato. Mi ha detto che aveva un forte dolore al braccio sinistro». In quel momento, Stellini ha pensato a quello che aveva visto in tv: «Sono appassionato di medicina, guardo spesso documentari e soprattutto la serie “Dr. House”. Da lì ho imparato a notare i dettagli, a non sottovalutare nulla».

La scelta veloce: una corsa contro il tempo

Davanti a quei segnali – il respiro affannoso, la bocca leggermente storta riflessa nello specchietto – Gino Stellini ha deciso di cambiare rotta. «Ho capito che ogni secondo contava», dice. Ha avvisato il passeggero che sarebbero andati dritti al pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliera di Padova. Durante il viaggio, ha cercato di tenerlo sveglio e calmo: «Gli dicevo di respirare piano, di non agitarsi. Parlavo per tenerlo cosciente». Il traffico del mattino, le sirene in lontananza, la tensione che cresceva a ogni semaforo.

Arrivo in ospedale e sollievo

All’arrivo al pronto soccorso, intorno alle 8.30, il personale ha subito preso in carico il passeggero. «Non so come si chiami», ammette Stellini, «ma so che aveva bisogno d’aiuto e che siamo arrivati in tempo». Più tardi, l’ospedale ha avvisato la cooperativa dei taxi che l’uomo si era ripreso. «Quella è stata la vera soddisfazione», racconta il tassista. «Sapere che sta bene. Spero davvero di rivederlo, magari per un aperitivo».

Un gesto nato dall’istinto e da una passione insolita

Non è la prima volta che Gino Stellini si trova davanti a situazioni fuori dal comune. «In tanti anni di lavoro ne ho viste di tutti i colori», dice con un sorriso stanco. Ma stavolta è stato diverso: «Mi sono reso conto che anche una passione lontana dal mio mestiere può fare la differenza». La sua conoscenza dei sintomi dell’infarto – dolore al braccio sinistro, pallore, sudorazione fredda – non viene da manuali, ma da ore passate davanti alla tv: «Dr. House mi ha insegnato a mettere insieme i pezzi, a non fermarmi alle apparenze».

L’appello di Gino: “Mi piacerebbe incontrarlo ancora”

Il cliente, diretto ad Abano Terme quella mattina, non ha lasciato il suo nome. Solo un accento napoletano e una destinazione appuntata sul taccuino del tassista. «Se vuole contattarmi, mi farebbe davvero piacere», conclude Stellini. «È stato un piacere poterlo aiutare». Nel frattempo, tra i colleghi della cooperativa Taxi Padova, la storia di Gino si racconta come esempio di prontezza e umanità. Un episodio che ricorda quanto sia importante – anche nei gesti più semplici – saper guardare e ascoltare.

Padova, quella mattina di gennaio, ha visto un tassista trasformarsi per qualche minuto in soccorritore. E forse anche in amico.