Pasadena, 5 febbraio 2026 – Il rover Perseverance della Nasa ha fatto un passo importante lo scorso 8 dicembre su Marte: ha completato il primo percorso completamente pianificato da un modello di intelligenza artificiale. Ha attraversato 210 metri senza alcun intervento umano diretto. Due giorni dopo, ha proseguito con un altro spostamento di 246 metri, sempre seguendo le indicazioni dell’IA. La notizia, resa pubblica solo ora dall’agenzia spaziale americana, segna un traguardo fondamentale nell’esplorazione robotica del Pianeta Rosso.
Marte, il primo viaggio deciso dall’intelligenza artificiale
Per la prima volta un robot ha camminato sul suolo marziano seguendo un percorso tracciato da un modello IA che unisce linguaggio e immagini. Gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory (Jpl) di Pasadena hanno lasciato che fosse questo sistema a scegliere la strada da percorrere. Il modello ha esaminato immagini ad alta risoluzione scattate dall’orbita, grazie alla telecamera HiRISE del Mars Reconnaissance Orbiter, e ha valutato la pendenza del terreno con l’aiuto di modelli digitali. Così, l’IA ha riconosciuto rocce, massi e zone sabbiose, individuando un percorso sicuro per il rover.
Prima di mandare i comandi a Perseverance, il team ha testato tutto nei laboratori californiani usando un gemello digitale del rover. In questa fase sono state controllate oltre 500.000 variabili di telemetria per assicurarsi che tutto fosse a posto. Solo dopo questi test, l’8 dicembre, il rover ha percorso i primi 210 metri seguendo il piano dell’IA. Due giorni più tardi, ha continuato con altri 246 metri lungo il bordo del cratere Jezero.
Come lavora l’IA per muoversi su Marte
“Gli elementi base dell’IA generativa stanno dimostrando di essere molto utili per rendere più semplice la navigazione autonoma fuori dalla Terra: vedere gli ostacoli, capire dove siamo, pianificare e seguire il percorso più sicuro”, ha spiegato Vandi Verma, esperta di robotica spaziale al Jpl e membro del team di Perseverance. Secondo Verma, questa tecnologia permette ai rover di “muoversi su distanze anche chilometriche”, alleggerendo il lavoro degli operatori a Terra e segnalando da sola le zone più interessanti per la ricerca.
Il sistema combina visione artificiale e analisi del linguaggio naturale: osserva immagini e dati del terreno, individua ostacoli e punti d’interesse, e poi traduce tutto in istruzioni chiare per il rover. Fino a poco tempo fa, questo richiedeva ore di lavoro umano e continui controlli.
Il futuro è una presenza umana fissa su Luna e Marte
Matt Wallace, capo dell’Exploration Systems Office del Jpl, ha sottolineato che questa tecnologia è “la svolta necessaria per costruire le basi e i sistemi indispensabili a una presenza umana stabile sulla Luna e per portare gli Stati Uniti su Marte e oltre”. Wallace immagina un domani in cui “sistemi intelligenti non solo sulla Terra, ma anche nei nostri rover, elicotteri, droni e altri mezzi di superficie” saranno guidati dalla “saggezza collettiva” di ingegneri, scienziati e astronauti Nasa.
Il test di dicembre è solo l’inizio: l’idea è quella di affidare all’intelligenza artificiale sempre più decisioni, specialmente nelle missioni dove la distanza rende impossibile un controllo diretto in tempo reale. “Ci stiamo spostando verso un futuro in cui l’IA generativa e altri strumenti intelligenti aiuteranno i rover a muoversi su distanze molto più grandi”, ha ribadito Verma.
Tra entusiasmo e prudenza: l’attenzione degli ingegneri
Nonostante i risultati promettenti, gli ingegneri del Jpl insistono sul fatto che ogni piano creato dall’IA viene ancora controllato con attenzione prima di essere messo in pratica. “La sicurezza è sempre la priorità”, spiegano. Solo dopo aver esaminato ogni dettaglio – dal terreno a possibili errori nei dati – viene dato il via libera alle manovre.
Questo successo apre nuove strade per l’esplorazione dello spazio. Ma, come ricordano gli esperti della Nasa, la strada verso una completa autonomia dei robot spaziali è ancora lunga. Per ora, Perseverance continua a muoversi sul suolo marziano, con occhi e sensori puntati dritti al futuro.
