Roma, 5 febbraio 2026 – La Russia avrebbe spiato per anni le comunicazioni di almeno una dozzina di satelliti europei, secondo quanto riporta il Financial Times. La notizia ha subito acceso un campanello d’allarme tra le istituzioni europee. Al centro della vicenda ci sono due satelliti russi, Luch-1 e Luch-2, ufficialmente dedicati a scopi civili, ma sospettati di aver intercettato anche dati sensibili, inclusi quelli militari. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha subito contattato il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea, Josef Aschbacher, per affrontare la questione e ribadire l’attenzione dell’Italia sul tema.
Satelliti europei sotto tiro: cosa è successo davvero
Secondo quanto ricostruito dal Financial Times, due satelliti russi avrebbero intercettato per lungo tempo le comunicazioni di almeno dodici satelliti chiave in orbita sopra l’Europa. Le fonti citate dal giornale britannico parlano di una minaccia concreta: Mosca potrebbe non solo leggere dati riservati, ma anche manipolare le traiettorie degli stessi satelliti. I due veicoli, Luch-1 e Luch-2, sono conosciuti per le comunicazioni televisive, ma nel tempo hanno trasportato anche informazioni governative e militari.
Gli addetti alla sicurezza europea esprimono preoccupazione: questi strumenti potrebbero servire non solo per spiare, ma anche per interferire attivamente con le infrastrutture spaziali. “Non si tratta solo di privacy o segreti: qui è in gioco la sicurezza operativa dei nostri asset strategici”, spiega un esperto del settore, che ha chiesto di restare anonimo.
Italia in prima linea: Urso chiama l’Agenzia Spaziale Europea
Subito dopo la pubblicazione dell’inchiesta, il ministro Adolfo Urso ha preso contatto diretto con il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher. La telefonata, confermata con una nota ufficiale dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, aveva un obiettivo chiaro: “L’Italia segue con grande attenzione l’evolversi della situazione, lavorando a stretto contatto con i partner europei per proteggere le infrastrutture spaziali e le comunicazioni strategiche”, ha sottolineato Urso.
Il colloquio si è svolto nel pomeriggio di ieri. Fonti ministeriali raccontano che il ministro ha chiesto aggiornamenti precisi sulle misure di sicurezza adottate dall’ESA e sulle possibili contromisure da mettere in campo. “Siamo consapevoli della delicatezza del momento”, ha detto un funzionario vicino al dossier.
L’Unione Europea reagisce: “Pronti a difendere i nostri spazi”
La Commissione europea non ha perso tempo. Thomas Regnier, portavoce dell’esecutivo UE, ha spiegato che la Russia punta da anni alle risorse spaziali europee. “Non è una novità”, ha detto Regnier durante un briefing a Bruxelles. “Siamo ben consapevoli del problema e pronti a reagire”.
Regnier ha ricordato che l’Unione ha già a disposizione strumenti come Galileo, il sistema europeo di navigazione satellitare, pensato anche per individuare e bloccare attacchi informatici o interferenze. “Abbiamo fatto un passo avanti con le nostre quattro navi ammiraglie nella roadmap di difesa”, ha aggiunto, riferendosi ai nuovi progetti per rafforzare le difese spaziali europee. L’obiettivo è chiaro: proteggere satelliti e infrastrutture critiche da minacce esterne.
Lo scenario internazionale: tensioni che salgono anche nello spazio
Questo episodio si inserisce in un clima già teso tra Mosca e Bruxelles sul fronte tecnologico e della sicurezza. Negli ultimi anni, lo spazio è diventato un terreno sempre più conteso tra le grandi potenze. Gli esperti avvertono che la capacità di intercettare o manipolare segnali satellitari rappresenta un rischio crescente, non solo per la privacy, ma anche per la sicurezza nazionale degli Stati membri.
Fonti diplomatiche europee spiegano che questa vicenda potrebbe accelerare il dibattito su nuove regole internazionali per difendere le infrastrutture spaziali. “Serve una risposta unita e coordinata”, ha detto un diplomatico italiano, parlando a margine di una riunione tecnica a Bruxelles.
Cosa succederà ora: sorveglianza continua e cooperazione europea
Per il momento, le autorità italiane ed europee mantengono un atteggiamento prudente. Il monitoraggio delle attività russe nello spazio continua senza sosta, mentre i governi valutano nuove misure di difesa. “La collaborazione tra i Paesi membri è fondamentale”, ha ribadito Urso al termine della telefonata con Aschbacher.
L’attenzione resta alta sulle possibili conseguenze politiche e operative. Solo nelle prossime settimane si capirà se l’episodio spingerà a nuove iniziative comuni per rafforzare la sicurezza delle comunicazioni satellitari europee. Nel frattempo, il caso riporta al centro del dibattito la vulnerabilità delle infrastrutture critiche in orbita e la necessità di investire in tecnologie di protezione più avanzate.
