Credem supera le aspettative: utile di 621,5 milioni e cedola di 0,75 euro per il 2025

Credem supera le aspettative: utile di 621,5 milioni e cedola di 0,75 euro per il 2025

Credem supera le aspettative: utile di 621,5 milioni e cedola di 0,75 euro per il 2025

Giada Liguori

Febbraio 6, 2026

Reggio Emilia, 6 febbraio 2026 – Credem ha chiuso il 2025 con un utile netto di 621,5 milioni di euro, in leggero aumento rispetto all’anno precedente (+0,2%). Un risultato che conferma la solidità della banca emiliana, nonostante un mercato ancora incerto. Il dato, diffuso ieri dalla sede centrale di via Emilia San Pietro, include anche un guadagno straordinario di 98,6 milioni legato al trasferimento delle attività di merchant acquiring. Senza questo elemento, l’utile si ferma a 522,8 milioni.

Dividendo in crescita: la cedola sale a 0,75 euro

Il consiglio di amministrazione ha proposto un dividendo di 0,75 euro per azione, che, ai prezzi attuali di Borsa, corrisponde a un rendimento del 4,7%. Una scelta che, spiegano fonti interne, “vuole premiare gli azionisti riconoscendo la continuità dei risultati e la capacità della banca di creare valore anche in momenti difficili”. La decisione finale spetterà all’assemblea dei soci, in programma ad aprile.

Prestiti e raccolta: numeri in crescita nel 2025

Durante l’anno, Credem ha aumentato i prestiti alla clientela, che hanno raggiunto i 37,7 miliardi di euro, con un +3,6% rispetto al 2024. A questo si aggiunge l’ingresso di oltre 181 mila nuovi clienti, un dato che il direttore generale Nazareno Gregori ha definito “una prova concreta della fiducia che famiglie e imprese continuano a riporre nel gruppo”.

Sul fronte della raccolta complessiva, il gruppo ha toccato quota 114,1 miliardi di euro, segnando un +8,4% su base annua. A spingere questa crescita sono stati sia i depositi diretti sia quelli indiretti, con un particolare impulso dai servizi di gestione patrimoniale. “Abbiamo puntato molto sulla consulenza e sulla digitalizzazione dei servizi”, ha detto Gregori durante la presentazione dei risultati.

Qualità del credito: indicatori migliori della media

Uno dei punti chiave del bilancio è la qualità degli attivi. Il rapporto tra impieghi problematici lordi e impieghi lordi si è fermato all’1,61%, molto sotto la media delle grandi banche italiane (2,42%) e di quelle europee (2,22%). Anche i crediti deteriorati netti (Npl netti) restano bassi: solo lo 0,67% rispetto agli impieghi netti.

Il costo del credito annualizzato è stato di 13 punti base. “Rimanere prudenti nella gestione del rischio è fondamentale”, ha sottolineato il presidente Lucio Igino Zanon di Valgiurata. “Questi numeri dimostrano la forza del modello Credem”.

Solidità patrimoniale: CET1 Ratio vicino al 17%

Al 31 dicembre 2025, il gruppo mostra un Common Equity Tier 1 Ratio (CET1) del 16,99%, mentre il CET1 Ratio di Vigilanza è al 15,82%. Entrambi i valori sono molto sopra il minimo richiesto dalla BCE, che è l’8,55% (incluso il nuovo buffer SyRB introdotto da Banca d’Italia). “La nostra posizione patrimoniale ci permette di affrontare con tranquillità le sfide regolamentari e di mercato”, ha spiegato il direttore finanziario Paolo Magnani.

Mercato e prospettive: giudizi positivi e prudenza

Gli analisti hanno accolto bene i risultati. Equita Sim ha commentato: “La performance operativa resta solida e la qualità degli attivi è tra le migliori del settore”. A Piazza Affari, il titolo Credem ha chiuso ieri in leggero rialzo a 15,90 euro. Alcuni piccoli azionisti, incontrati davanti alla filiale di via Farini, hanno detto: “Apprezziamo la trasparenza e la stabilità della banca. Il dividendo è un segnale importante”.

In attesa dell’assemblea di primavera, il gruppo guarda al futuro con attenzione. “Continueremo a investire in innovazione e sostenibilità”, ha concluso Gregori. Ma per ora, la prudenza resta la parola d’ordine.