In-house regionali: il motore della trasformazione digitale in Italia

In-house regionali: il motore della trasformazione digitale in Italia

In-house regionali: il motore della trasformazione digitale in Italia

Matteo Rigamonti

Febbraio 6, 2026

Roma, 6 febbraio 2026 – Il mercato ICT italiano sta per affrontare una svolta decisiva. L’uso dell’intelligenza artificiale nelle imprese è in crescita: si passa dal 5% all’8,2% nel 2024, con una previsione di salita fino al 16,4% nel 2025. Ma c’è un problema che rischia di bloccare tutto: manca ancora una solida base di competenze digitali, un vuoto che può rallentare la competitività del Paese. A mettere in chiaro la situazione è Pier Paolo Greco, neo-presidente di Assinter Italia, l’associazione che raccoglie le società ICT in-house a livello regionale e nazionale. “La cultura sulle tecnologie digitali, e sull’intelligenza artificiale in particolare, è ancora troppo bassa. Questo genera dubbi e paure, non solo tra i cittadini, ma anche nelle istituzioni”, spiega Greco, sottolineando come la carenza di competenze sia uno degli ostacoli più grandi al progresso digitale.

Le società in-house: dietro le quinte della vita digitale

Dietro servizi come il Fascicolo sanitario elettronico, l’e-government o la gestione dei data center regionali, ci sono le società in-house. Spesso ignorate nel dibattito pubblico, queste realtà impiegano 8.000 persone e muovono un fatturato che si aggira intorno ai 2 miliardi di euro. “Le regioni hanno un ruolo enorme nella gestione digitale di tutti i giorni”, evidenzia Greco. Quando un cittadino riceve un documento online o usa un servizio sanitario digitale, dietro c’è quasi sempre una società in-house regionale. Un lavoro discreto, ma essenziale.

Mercato ICT in crescita: cloud e cybersecurity al centro

Le previsioni dicono che il mercato ICT italiano toccherà i 44,3 miliardi di euro nel 2025, con un aumento del 4,5%. A trainare la crescita sono soprattutto il cloud computing (+16,2%) e la cybersecurity (+7,2%). Su questi fronti, Assinter sta portando avanti progetti innovativi come il Cloud federato, un sistema che permette alle varie strutture regionali di mettere in comune risorse e rinforzare la sicurezza dei dati. “L’idea è creare una potenza di calcolo distribuita, invece di avere tanti data center isolati e più fragili”, spiega Greco.

Il ‘modello Barbarians’: squadra e strategia europea

La visione di Greco si ispira al cosiddetto ‘modello Barbarians’, preso dal rugby: ogni pezzo fa la sua parte per il successo della squadra. Le linee guida sono cinque: fare pressione sulle istituzioni, creare alleanze tra soci, costruire reti con il settore privato, puntare sulla formazione grazie all’academy associativa e innovare per facilitare il dialogo tra pubblico e privato. Un punto fondamentale riguarda il legame con l’Europa. Greco, che è anche vicepresidente di Euritas (l’associazione europea delle società ICT pubbliche), vuole rafforzare il collegamento tra Bruxelles, Roma e le regioni. “Siamo l’unica realtà europea con una rappresentanza unitaria in Euritas. Questo ci dà la forza di portare le richieste dei territori direttamente alla Commissione Europea”, sottolinea.

Cybersecurity e sovranità digitale: una questione urgente

La sicurezza informatica è ormai una priorità assoluta. Assinter sta spingendo per unire i NOC (Network Operations Center) regionali in una rete di monitoraggio più solida e distribuita. “Questi centri lavorano soprattutto sulla difesa cyber, e la loro importanza cresce giorno dopo giorno”, dice Greco. La cybersecurity non è più solo un problema tecnico: è la chiave per la sovranità digitale del Paese. L’associazione raccoglie quasi tutte le società regionali in-house e alcuni grandi nomi nazionali come Aci Informatica e InfoCamere, realtà che lavorano seguendo il modello in-house providing.

Partnership e ruolo chiave nel futuro digitale

Assinter ha messo in piedi una rete con 30 partner tecnologici, instaurando – come racconta Greco – “un dialogo costruttivo” con i grandi fornitori internazionali. L’obiettivo è chiaro: diventare un interlocutore imprescindibile per le decisioni governative sulla digitalizzazione. Guardando avanti, la sfida è ridurre il digital divide italiano rafforzando competenze e infrastrutture pubbliche.

AI, quantum computing e la formazione: la sfida del domani

Con l’arrivo delle Giga Factory europee per l’intelligenza artificiale – che porteranno investimenti per 5 miliardi di euro – e il ruolo sempre più importante del quantum computing, le società in-house regionali si trovano al centro di un cambiamento strategico. “Il sistema quantistico cambierà radicalmente la nostra vita, come la conosciamo oggi”, avverte Greco. La nuova guida di Assinter vuole mettere in luce le competenze pubbliche spesso dimenticate, creando sinergie tra territori e spingendo l’innovazione attraverso la collaborazione tra pubblico e privato.

Il cammino per ridurre il divario digitale passa da qui: non bastano gli investimenti tecnologici, serve soprattutto formazione e consapevolezza, tra cittadini e istituzioni. Un cambio culturale che, secondo Greco, non può più aspettare.