Washington, 6 febbraio 2026 – Dopo quattro mesi di viaggio, la sonda Imap della Nasa ha ufficialmente acceso i motori della sua missione scientifica. Per i prossimi due anni, si dedicherà a studiare i confini dell’eliosfera, quella grande bolla magnetica che circonda e protegge il nostro sistema solare dai raggi cosmici e dalle particelle ad alta energia provenienti dallo spazio interstellare. L’annuncio è arrivato nelle ultime ore direttamente dall’agenzia spaziale statunitense, che ha pubblicato una nota dettagliata sul proprio sito.
Imap si sistema al punto di Lagrange 1
In questo momento, la sonda Imap orbita intorno al punto di Lagrange 1, lungo la linea immaginaria che unisce Terra e Sole. Una posizione chiave: a circa 1,6 milioni di chilometri dalla Terra, le forze di gravità dei due corpi si bilanciano, permettendo alla sonda di restare stabile senza consumare troppa energia. Da qui, Imap inizierà a raccogliere dati fondamentali per capire meglio com’è fatta e come funziona l’eliosfera.
La missione si basa su dieci strumenti scientifici a bordo, pensati per dipingere un quadro completo di tutto quello che si muove nello spazio vicino e lontano: dalle particelle cariche lanciate dal Sole ai campi magnetici che si estendono tra i pianeti, fino alla polvere lasciata dalle stelle esplose. “Studiando questa vasta gamma di particelle e i campi magnetici che le guidano, Imap affronterà due grandi questioni della fisica solare”, ha spiegato la Nasa. In particolare, l’attenzione sarà tutta sull’energizzazione delle particelle cariche provenienti dal Sole e su come il vento solare si mescola con lo spazio interstellare.
Dati in tempo reale per proteggere la Terra
Con l’inizio delle operazioni, una parte dei dati raccolti da Imap verrà trasmessa tramite il sistema Imap Active Link for Real-Time (I-ALiRT). Si tratta di una piattaforma che permette di ricevere quasi subito informazioni sulle condizioni del meteo spaziale: vento solare, particelle energetiche dirette verso la Terra e altri parametri essenziali.
Questi dati, spiega l’agenzia, potranno essere usati per lanciare avvisi e allerte sugli eventuali rischi legati alle condizioni spaziali. Un punto cruciale riguarda la salute degli astronauti e la sicurezza dei satelliti: tempeste solari e flussi di particelle possono infatti mettere a rischio sia le missioni in orbita sia le infrastrutture tecnologiche in cielo.
Un laboratorio volante per la fisica solare
La missione Imap – che sta per Interstellar Mapping and Acceleration Probe – è un vero e proprio laboratorio volante per gli scienziati che vogliono capire come si comporta il Sole e come interagisce con lo spazio intorno a noi. L’eliosfera, spesso descritta come uno “scudo invisibile”, è fondamentale per proteggere la Terra dai raggi cosmici galattici. Eppure, molti dettagli su come si forma questa barriera e su come cambia nel tempo sono ancora un mistero.
“Solo osservando direttamente e senza sosta potremo capire cosa succede quando il vento solare arriva ai confini del sistema solare”, ha detto uno dei ricercatori coinvolti nel progetto. I dati raccolti da Imap saranno messi a disposizione della comunità scientifica di tutto il mondo, per migliorare i modelli previsionali e preparare meglio le future missioni spaziali.
Perché Imap conta anche per noi
Oltre all’interesse scientifico, la missione Imap potrebbe avere effetti concreti anche sulla vita di tutti i giorni. Le tempeste solari più forti sono note per disturbare le comunicazioni radio, il GPS e persino le reti elettriche sulla Terra. Tenere d’occhio in tempo reale l’attività del Sole e i cambiamenti dell’eliosfera significa poter intervenire prima che succeda il peggio.
Per i prossimi due anni, dunque, gli occhi degli scienziati resteranno fissi su questa sonda silenziosa, sospesa tra la Terra e il Sole. Un viaggio partito a settembre scorso, discreto ma pieno di aspettative, che promette di portarci nuovi dati e immagini su una delle frontiere meno conosciute del nostro sistema planetario.
