La torcia olimpica: la leggerezza incontra l’innovazione sostenibile

La torcia olimpica: la leggerezza incontra l'innovazione sostenibile

La torcia olimpica: la leggerezza incontra l'innovazione sostenibile

Matteo Rigamonti

Febbraio 6, 2026

Milano, 6 febbraio 2026 – La torcia olimpica di Milano Cortina 2026, che nelle ultime settimane ha attraversato l’Italia da nord a sud, sarà la grande protagonista della cerimonia d’apertura allo stadio San Siro. Lì accenderà il braciere, dando ufficialmente il via ai Giochi. Dietro il suo design c’è l’architetto Carlo Ratti, docente al Massachusetts Institute of Technology. La torcia è la più leggera mai realizzata nella storia delle Olimpiadi. Un oggetto pensato per unire il “design italiano del passato” con le “tecnologie del futuro”.

Un ponte tra storia e innovazione

“Quando si pensa all’Italia, si pensa spesso al passato: dagli antichi Romani al Rinascimento o al Barocco”, ha detto Ratti in una nota sul sito del MIT. “È un Paese con una storia enorme. Ma oggi è anche la seconda potenza industriale in Europa, leader in molti campi dell’innovazione e della tecnologia. La torcia del 2026 vuole mettere insieme queste due anime. Prende ispirazione dal design italiano di una volta, ma guarda anche alle tecnologie più avanzate”. Questo equilibrio si vede nelle forme semplici e nei materiali scelti per la torcia, chiamata ufficialmente ‘Essenziale’.

Resistente e sostenibile

La torcia è stata pensata per resistere a qualsiasi condizione: vento forte, pioggia o alta quota non la fermano. Al centro c’è un bruciatore potente che funziona con bio-Gpl prodotto da Eni, ottenuto da materie prime rinnovabili al 100%. Un segnale chiaro: si punta su sostenibilità e innovazione, temi fondamentali per questi Giochi.

Una novità importante è che la torcia può essere ricaricata fino a dieci volte. Prima ogni torcia veniva usata una sola volta, con un impatto notevole sulla produzione. “Così abbiamo ridotto di dieci volte il numero di torce da costruire”, ha spiegato Ratti. Un passo avanti per risparmiare risorse e rispettare l’ambiente.

Leggera e curata nei dettagli

La torcia pesa poco più di un chilo: 1,1 chilogrammi, per la precisione. È realizzata soprattutto in alluminio riciclato. È la più leggera mai fatta, un vantaggio per chi la porterà lungo il percorso. All’esterno c’è un rivestimento in Pvd resistente al calore, che cambia colore riflettendo l’ambiente intorno – dalle montagne innevate alle luci delle città attraversate dal corteo.

Un dettaglio tecnico curioso è l’apertura verticale lungo il lato della torcia, che lascia vedere il bruciatore acceso. “Abbiamo voluto tenere l’attenzione sulla fiamma, non sull’oggetto”, ha raccontato l’architetto. Così si dà spazio al simbolo olimpico per eccellenza.

Colori e premi

La torcia per i Giochi Olimpici è di un blu-verde intenso, mentre quella paralimpica è dorata. I colori richiamano le montagne che ospitano le gare e i valori di inclusione dell’evento. La ‘Essenziale’ ha già ricevuto una menzione d’onore al Compasso d’Oro, il più prestigioso premio italiano per il design industriale.

Un simbolo che guarda avanti

A pochi giorni dall’inizio dei Giochi, la torcia di Milano Cortina 2026 è pronta a entrare nella storia. Non solo per la sua tecnologia, ma anche come simbolo di un’Italia che va avanti senza dimenticare le sue radici. “Abbiamo voluto raccontare il Paese con un oggetto semplice, ma pieno di significati”, ha concluso Ratti. E sarà solo quando la fiamma si accenderà a San Siro, davanti a migliaia di persone, che tutti capiranno davvero il valore di questa scelta.