Licenziamenti negli Usa: gennaio 2023 segna il picco peggiore dal 2009

Licenziamenti negli Usa: gennaio 2023 segna il picco peggiore dal 2009

Licenziamenti negli Usa: gennaio 2023 segna il picco peggiore dal 2009

Giada Liguori

Febbraio 6, 2026

New York, 6 febbraio 2026 – Negli Stati Uniti gennaio si è chiuso con un dato che ha colto di sorpresa analisti e osservatori: secondo il rapporto di Challenger, Gray & Christmas, le aziende americane hanno annunciato 108.345 licenziamenti, il peggior gennaio dal 2009. Il dato, diffuso nelle prime ore di oggi, mette a fuoco un mercato del lavoro sotto pressione, con un aumento dei tagli del 118% rispetto a gennaio 2025 e addirittura del 205% rispetto a dicembre scorso. Per molti economisti, questo potrebbe essere il segnale di un rallentamento più deciso dell’economia americana.

Licenziamenti in aumento: i numeri dietro la crisi

Il rapporto di Challenger, Gray & Christmas, società esperta nelle dinamiche del lavoro, non lascia dubbi: i licenziamenti annunciati hanno raggiunto livelli che non si vedevano da oltre quindici anni. Nel dettaglio, le aziende hanno comunicato la decisione di tagliare più di centomila posti in un solo mese. “È un dato che fa tornare alla mente i momenti più duri della crisi finanziaria globale”, ha detto Andrew Challenger, vicepresidente dell’azienda che ha redatto il report.

Sorprende anche il confronto con i dati recenti: lo scorso gennaio i licenziamenti erano meno della metà. E se si guarda a dicembre 2025, l’aumento è ancora più netto. “Il salto è stato improvviso”, ha ammesso una fonte interna a una delle principali società di consulenza di Manhattan, che ha preferito restare anonima.

Assunzioni al minimo da 17 anni

Non solo tagli: anche le assunzioni sono in forte calo. Sempre secondo Challenger, Gray & Christmas, le nuove posizioni aperte dalle aziende sono state appena 5.306, il livello più basso dal 2009. Un segnale che preoccupa sia chi cerca lavoro, sia chi segue i trend dell’economia. “Quando le imprese frenano così tanto le assunzioni, vuol dire che la fiducia nel futuro è scesa”, ha spiegato Lisa Martinez, analista del mercato del lavoro alla Columbia University.

La combinazione di licenziamenti e poche nuove opportunità crea un clima di incertezza palpabile. Nei quartieri finanziari di New York e Chicago la notizia ha iniziato a circolare già ieri sera. Alcuni dipendenti di grandi multinazionali hanno raccontato di aver ricevuto email con annunci di ristrutturazioni in arrivo. “Non è mai piacevole leggere queste cose”, ha confidato un manager del settore tech.

Le cause: inflazione e incertezze globali

Gli esperti sentiti da alanews.it indicano diverse ragioni dietro l’aumento dei licenziamenti. Da un lato c’è la pressione dell’inflazione che, negli ultimi mesi, ha eroso i margini delle aziende. Dall’altro, le incertezze legate al contesto internazionale e alle tensioni geopolitiche. “Molte imprese stanno rivedendo i loro piani e tagliando i costi in attesa di tempi migliori”, ha spiegato John Peterson, economista della Federal Reserve Bank di New York.

A pesare sono anche i cambiamenti tecnologici: l’automazione e l’intelligenza artificiale stanno cambiando la richiesta di lavoro in settori chiave come la finanza e i servizi. “Alcuni ruoli sono diventati superflui”, ha aggiunto Peterson.

Reazioni: preoccupazione tra lavoratori e sindacati

L’aumento dei licenziamenti ha scatenato reazioni immediate tra i rappresentanti dei lavoratori. I sindacati hanno chiesto un incontro urgente con il Dipartimento del Lavoro per discutere misure di supporto e politiche attive per ricollocare chi perde il lavoro. “Non possiamo permettere che questa ondata lasci migliaia di famiglie senza tutele”, ha detto in una nota la United Auto Workers.

Anche la politica ha iniziato a muoversi. Alcuni membri del Congresso hanno chiesto al governo di valutare nuovi incentivi per l’occupazione e programmi di formazione professionale. “Serve una risposta rapida e concreta”, ha dichiarato la senatrice democratica Elizabeth Warren.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Gli analisti invitano a non sottovalutare i segnali: il mercato del lavoro americano resta uno dei più dinamici al mondo, ma questi numeri sono un campanello d’allarme. “Bisogna tenere gli occhi aperti nei prossimi mesi”, ha concluso Martinez. Per ora, gennaio 2026 resta segnato da un dato: 108.345 licenziamenti e pochissime nuove assunzioni. Un segnale che gli Stati Uniti non vedevano da tempo.