Milano, 6 febbraio 2026 – Ieri il Consiglio dei ministri ha dato il via libera allo schema di decreto legislativo che recepisce la Direttiva Ue 2023/970 sulla trasparenza retributiva. Un passo fondamentale per il mercato del lavoro italiano, che rafforza le tutele già introdotte con il recente rinnovo del Contratto dirigenti terziario. A sottolinearlo è Monica Nolo, vicepresidente di Manageritalia e capo della delegazione sindacale della Federazione dei manager del terziario, che ha accolto con favore questa svolta normativa.
Trasparenza salariale e gender pay gap: cosa cambia nelle aziende
Una volta diventato legge, il decreto imporrà alle imprese regole più severe per combattere il gender pay gap e garantirà ai lavoratori il diritto di sapere quali sono i livelli salariali medi per mansioni di pari valore. “Il nostro Contratto – spiega Nolo – mette a disposizione strumenti concreti per accompagnare questo necessario cambiamento culturale”. Secondo la vicepresidente di Manageritalia, si tratta di una tappa decisiva non solo per difendere i diritti, ma anche per migliorare la competitività delle imprese italiane.
Manageritalia rappresenta oltre 47.000 manager del terziario e, insieme a Confcommercio, Confetra e Federalberghi, ha anticipato i contenuti della direttiva europea. Il rinnovo del Ccnl dirigenti terziario 2026-2028, firmato il 5 novembre scorso a Roma, ha infatti inserito un articolo dedicato alla parità di genere e alla trasparenza nelle relazioni di lavoro.
Un osservatorio per tenere d’occhio la parità
In linea con le nuove regole, il Contratto collettivo ha creato l’Osservatorio sulla parità di genere, un organismo bilaterale incaricato di seguire da vicino le dinamiche salariali e le opportunità di carriera nel settore. Secondo fonti sindacali, l’Osservatorio raccoglierà dati aggiornati per individuare eventuali discriminazioni e proporre soluzioni concrete. Un passo importante che, secondo i firmatari, dovrebbe aiutare a garantire più equità nelle promozioni e nell’accesso ai ruoli di vertice.
Oltre al monitoraggio, il nuovo Ccnl ha rafforzato le tutele per il bilanciamento tra vita e lavoro e ha introdotto strumenti per la certificazione della parità di genere, con misure pensate per rendere più facile conciliare impegni professionali e familiari. “Grazie anche alle previsioni del Contratto – aggiunge Nolo – il management del terziario è pronto a guidare questo cambiamento”.
Il settore applaude: “Un atto di civiltà”
L’approvazione del decreto sulla trasparenza salariale è stata definita da Monica Nolo “un atto di civiltà”, decisivo anche per la competitività delle aziende italiane. “Mette l’Italia al passo con le migliori pratiche europee”, ha evidenziato la vicepresidente di Manageritalia, ricordando come il terziario sia già pronto a mettere in campo le novità, grazie al lavoro svolto negli ultimi mesi.
Tra le parti sociali si respira un cauto ottimismo. Da Confcommercio a Federalberghi, passando per Confetra, c’è una generale apertura verso le nuove regole, viste come un incentivo a rendere più trasparenti i rapporti di lavoro e a premiare il merito. “L’Osservatorio che abbiamo lanciato sarà lo strumento chiave per trasformare la norma in pratica quotidiana”, conclude Nolo, “così da garantire che il merito sia l’unico criterio, senza distinzioni di genere”.
Cosa succede adesso: si attende il via libera finale
Il decreto legislativo deve ora completare l’iter in Parlamento prima di entrare in vigore. Nel frattempo, le aziende del terziario si stanno preparando ad adeguarsi ai nuovi standard europei. Le prime stime degli esperti prevedono un impatto significativo sulle pratiche salariali già nei prossimi mesi.
Resta però da capire come se la caveranno le imprese più piccole con gli obblighi previsti dal decreto. La direzione è chiara, però: più trasparenza, dati alla portata di tutti e un controllo costante sono i pilastri su cui costruire un mercato del lavoro più giusto. Come ha ribadito Monica Nolo, “solo allora potremo parlare davvero di pari opportunità”.
