Scopri 1.300 curiosità su meduse e anelli galattici nell’archivio di Hubble

Scopri 1.300 curiosità su meduse e anelli galattici nell'archivio di Hubble

Scopri 1.300 curiosità su meduse e anelli galattici nell'archivio di Hubble

Matteo Rigamonti

Febbraio 6, 2026

Roma, 6 febbraio 2026 – Nel silenzio delle immagini raccolte da Hubble, un esercito di galassie-medusa, anelli e code di stelle è emerso grazie a un nuovo strumento basato sull’Intelligenza Artificiale. In poco più di due giorni, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, una rete neurale messa a punto da due ricercatori dell’Agenzia Spaziale Europea ha passato al setaccio oltre 100 milioni di immagini raccolte in 35 anni dal celebre telescopio spaziale. Il risultato? Più di 1.300 oggetti anomali individuati. Per gli esperti, questo apre una nuova strada nell’analisi dei dati astronomici.

AnomalyMatch, l’IA che scova l’insolito tra le stelle

Al centro di questa scoperta c’è AnomalyMatch, una rete neurale sviluppata da David O’Ryan e Pablo Gómez nei laboratori ESA. “Abbiamo cercato schemi e anomalie, un po’ come fa il cervello umano, ma su scala cosmica”, ha spiegato O’Ryan in una nota diffusa ieri. Il sistema ha lavorato senza sosta su decenni di osservazioni, scovando oggetti che sfuggivano all’occhio umano o ai metodi tradizionali.

Lo studio, pubblicato su Astronomy & Astrophysics, ha subito attirato l’attenzione della comunità scientifica mondiale. Gómez ha sottolineato che “questa tecnologia sarà fondamentale per missioni come Euclid, lanciata nel 2023, o per il telescopio Vera Rubin, che ogni notte genera circa 20 terabyte di dati”. Con la quantità enorme di informazioni raccolte oggi, è sempre più complicato affidarsi solo all’analisi manuale.

Più di 800 oggetti mai visti: il tesoro nascosto di Hubble

Tra i 1.300 oggetti anomali trovati da AnomalyMatch, oltre 800 sono completamente nuovi. Si tratta soprattutto di galassie in fusione, forme strane e lenti gravitazionali – cioè galassie che piegano e amplificano la luce di corpi celesti più lontani. Alcuni di questi oggetti, come le galassie-medusa, mostrano tentacoli sottili di stelle e gas che si allungano nello spazio profondo.

Le sorprese non mancano: decine di corpi celesti sfuggono a qualsiasi catalogazione conosciuta. “Abbiamo trovato strutture che ancora non sappiamo spiegare – ha ammesso O’Ryan – e proprio questo rende la scoperta ancora più intrigante”. Ora gli scienziati stanno organizzando osservazioni mirate per capire meglio la natura di questi misteri cosmici.

Un nuovo modo per affrontare la montagna di dati astronomici

L’uso dell’Intelligenza Artificiale in astronomia non è una novità, ma il lavoro del team europeo rappresenta un salto in avanti. Fino a poco tempo fa, cercare anomalie nell’archivio Hubble era un compito affidato a piccoli gruppi di ricercatori o a progetti di citizen science. Oggi, invece, strumenti come AnomalyMatch promettono di velocizzare la scoperta di fenomeni rari o sconosciuti.

Gli autori dello studio spiegano che il metodo può essere esteso anche ad altri archivi, come quello del telescopio James Webb o delle future missioni spaziali. “Solo così potremo davvero mettere a frutto la ricchezza dei dati raccolti”, ha detto Gómez.

La comunità scientifica reagisce: tra entusiasmo e prudenza

La notizia ha suscitato interesse e qualche dubbio tra gli astronomi italiani. “È un passo avanti importante – ha commentato Giovanni Pareschi, astrofisico dell’INAF – ma servirà comunque il lavoro degli esperti per interpretare i risultati”. Molti sottolineano che l’IA può scovare anomalie, ma per capirle davvero serve ancora l’occhio umano.

Intanto, l’archivio Hubble conferma di essere una miniera senza fine. Eppure, come ricordano gli autori dello studio, “il vero lavoro comincia adesso”: ogni oggetto insolito sarà osservato e studiato più da vicino. Solo così, forse, si potrà capire se dietro quei tentacoli luminosi si nasconde una nuova pagina della storia dell’universo.

Galassie-medusa, reti neurali e archivi digitali: la frontiera dell’astronomia passa anche da qui, tra algoritmi e misteri ancora tutti da scoprire.