Milano, 6 febbraio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi ha chiuso la giornata a 62,5 punti base, un leggero calo rispetto ai 63 punti dell’apertura e ai 62,6 della chiusura di ieri. Il dato, registrato nel tardo pomeriggio a Piazza Affari, arriva in una giornata di scambi tranquilli e con una certa prudenza sui mercati obbligazionari europei.
Spread Btp-Bund: poco mosso, ma sempre sotto controllo
Nel dettaglio, il rendimento del Btp decennale italiano si è fermato al 3,46%, in discesa di 0,2 punti percentuali rispetto a ieri. Anche il Bund tedesco con scadenza uguale ha registrato un calo, segnando un rendimento del 2,84%, 0,1 punti in meno. La differenza tra i due titoli, che rappresenta uno dei principali segnali per valutare il rischio sull’Italia, resta quindi su livelli bassi rispetto ai picchi visti negli anni scorsi.
Secondo alcuni operatori sentiti nel primo pomeriggio, questo andamento riflette un momento di attesa in vista delle prossime mosse della Banca Centrale Europea. “Il mercato si muove con molta calma – ha detto un trader di una grande banca milanese – e la domanda per i titoli italiani resta solida, anche grazie alle ultime aste che hanno raccolto un buon interesse”.
Mercati europei fermi, occhi puntati sulla politica italiana
La giornata sui mercati obbligazionari europei è stata sostanzialmente stabile. In Germania, il rendimento del Bund ha risentito poco delle recenti notizie macroeconomiche, mentre in Italia l’attenzione è concentrata sulle prospettive di crescita e sulle prossime scelte del governo in tema di finanza pubblica. “Gli investitori seguono con attenzione i dati sul debito e le previsioni economiche”, spiega un analista romano, sottolineando che “uno spread sotto i 65 punti base mostra una fiducia diffusa sulla tenuta dei conti italiani”.
Questa mattina, alcune società di investimento hanno pubblicato report che confermano la solidità del mercato dei titoli di Stato italiani. Una nota di Intesa Sanpaolo evidenzia che “la domanda interna continua a sostenere i prezzi dei Btp, mentre quella estera rimane stabile”. Tra gli operatori si nota anche una minore pressione speculativa rispetto al passato: “Non si registrano movimenti strani o vendite improvvise”, ha spiegato un gestore milanese.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Gli analisti restano cauti guardando ai prossimi mesi. Sarà importante capire se il trend di calo dello spread potrà consolidarsi o se torneranno tensioni legate a fatti politici o eventi internazionali. “Molto dipenderà dalle decisioni della BCE sui tassi e dalla capacità del governo italiano di mantenere la rotta sui conti pubblici”, osserva un economista dell’Università Bocconi.
Non mancano però i rischi esterni. Lo spread è ancora sensibile a eventuali shock: crisi geopolitiche, tagli alle stime di crescita o brutte sorprese sul debito potrebbero far ripartire la volatilità sui mercati. Per ora, però, il clima è tranquillo. “La situazione è sotto controllo – rassicura un funzionario del Tesoro – e il ministero continua a seguire da vicino l’andamento dei mercati”.
Lo spread e l’impatto su famiglie e imprese
Il livello dello spread Btp-Bund pesa direttamente su famiglie e imprese italiane. Un differenziale basso aiuta a mantenere più bassi i costi per lo Stato e, di riflesso, per tutta l’economia. Secondo le stime dell’Abi, ogni punto in meno sullo spread si traduce in risparmi significativi sugli interessi pagati dallo Stato e su quelli richiesti dalle banche per mutui e prestiti.
In serata, a Piazza Affari, l’atmosfera restava prudente. Gli operatori aspettavano segnali dalle piazze asiatiche e i nuovi dati macroeconomici previsti nei prossimi giorni. Per ora, il quadro è quello di un mercato tranquillo, con lo spread stabile e i rendimenti dei titoli italiani a livelli sostenibili.
