Fabrizio Gifuni esplora il legame tra Moro e Pasolini: un viaggio tra cinema e teatro

Fabrizio Gifuni esplora il legame tra Moro e Pasolini: un viaggio tra cinema e teatro

Fabrizio Gifuni esplora il legame tra Moro e Pasolini: un viaggio tra cinema e teatro

Giada Liguori

Febbraio 7, 2026

Bologna, 7 febbraio 2026 – Un viaggio tra teatro, cinema e memoria collettiva prende vita dal 30 marzo al 10 maggio, tra Bologna e Modena, con “Attraversando quei corpi: Moro e Pasolini, i fantasmi della nostra Storia”. L’idea e la cura sono di Fabrizio Gifuni, attore e regista, in collaborazione con Emilia Romagna Teatro Ert/Teatro Nazionale, la Cineteca di Bologna e la Sala Truffaut di Modena. L’obiettivo, dicono gli organizzatori, è mettere a confronto diversi linguaggi per guardare al passato recente del Paese attraverso le figure di Pier Paolo Pasolini e Aldo Moro.

Teatro e cinema per raccontare gli anni Settanta e Ottanta

Al centro del progetto ci sono due spettacoli teatrali, entrambi firmati da Gifuni. Il primo, “Il male dei ricci – Ragazzi di vita e altre visioni”, si concentra sull’aspetto poetico e politico di Pasolini. Il secondo, “Con il vostro irridente silenzio – Studio sulle lettere dalla prigionia e sul memoriale di Aldo Moro”, racconta il dramma umano e politico dello statista democristiano. Le due pièce andranno in scena al Teatro Storchi di Modena dal 15 al 19 aprile e all’Arena del Sole di Bologna dal 6 al 10 maggio. “Sono testi che porto con me da anni – ha raccontato Gifuni – e oggi li sento più urgenti che mai”.

Accanto agli spettacoli, una rassegna cinematografica di dodici film – quattro documentari e otto pellicole di finzione – offrirà nuovi spunti per capire quegli anni. Le proiezioni si terranno tra il Cinema Modernissimo di Bologna e la Sala Truffaut di Modena, con titoli come “Romanzo di una strage”, “Il caso Moro”, “Todo modo” e, in chiusura, la maratona di “Esterno notte” di Marco Bellocchio, prevista per il 30 aprile.

Incontri pubblici con storici, giornalisti e testimoni

Il via è fissato per lunedì 30 marzo al Cinema Modernissimo con l’incontro “70/80, l’Italia cambia volto”, dove Gifuni dialogherà con il giornalista Enrico Deaglio. A seguire, la proiezione del documentario “12 dicembre” (1972), firmato da Pasolini insieme a Giovanni Bonfanti. Nei giorni successivi sono in programma otto appuntamenti aperti al pubblico con storici, registi, scrittori e testimoni dell’epoca. Tra i nomi già confermati ci sono Miguel Gotor, Francesca Comencini, Anna Negri, Marco Damilano, Benedetta Tobagi, Andrea Speranzoni e Daniele Piccione.

“Abbiamo voluto costruire un percorso che non fosse solo memoria – ha spiegato Gifuni – ma anche un modo per interrogare il presente attraverso le domande ancora aperte del passato”. Gli incontri saranno a ingresso libero fino a esaurimento posti e pensati come spazi di confronto, senza formule rigide.

Memoria e attualità a confronto

La rassegna cinema proporrà titoli che hanno segnato il dibattito su quegli anni: da “Colpire al cuore” a “Un eroe borghese”, passando per “Il tempo che ci vuole” e “Un solo errore – Bologna 2 agosto 1980”. La scelta, spiegano alla Cineteca, vuole mostrare la complessità di un periodo segnato da violenza politica, grandi cambiamenti sociali e domande civili profonde.

“Non si tratta solo di ricordare – ha aggiunto Gifuni – ma di capire come quei fantasmi ci parlino ancora oggi”. Il progetto vuole coinvolgere non solo appassionati di teatro e cinema, ma anche studenti, studiosi e cittadini interessati alla storia recente del nostro Paese.

Un’iniziativa tra Bologna e Modena

Grazie alla collaborazione tra le istituzioni culturali delle due città, il progetto si svolge in più sedi: il Teatro Storchi e la Sala Truffaut a Modena, l’Arena del Sole e il Cinema Modernissimo a Bologna. Gli spettacoli saranno accompagnati da momenti di approfondimento prima e dopo le repliche, con la presenza degli artisti in sala.

Il calendario completo degli eventi sarà pubblicato nelle prossime settimane sui siti delle istituzioni coinvolte. Per informazioni su biglietti e prenotazioni è già attiva una mail dedicata presso Emilia Romagna Teatro.

“Attraversando quei corpi” si presenta così come un’occasione per riflettere insieme su due figure chiave della storia italiana del Novecento. Un percorso che unisce teatro, cinema e discussione pubblica per tornare a interrogare il senso della nostra memoria collettiva.