La torcia olimpica: un capolavoro di leggerezza, sostenibilità e tecnologia avanzata

La torcia olimpica: un capolavoro di leggerezza, sostenibilità e tecnologia avanzata

La torcia olimpica: un capolavoro di leggerezza, sostenibilità e tecnologia avanzata

Matteo Rigamonti

Febbraio 7, 2026

Milano, 7 febbraio 2026 – La torcia olimpica di Milano Cortina 2026, che nelle ultime settimane ha attraversato l’Italia da nord a sud, è pronta a infiammare il braciere dello stadio San Siro per l’apertura dei Giochi. Firmata dall’architetto Carlo Ratti, docente al Massachusetts Institute of Technology, è la torcia più leggera mai realizzata nella storia delle Olimpiadi. Un oggetto pensato per unire “il design italiano del passato” alle “tecnologie del futuro”, come ha voluto il suo creatore.

Il dialogo tra storia e innovazione

“Quando si parla d’Italia, la mente corre subito al passato: dagli antichi Romani al Rinascimento, fino al Barocco”, ha spiegato Ratti in un comunicato sul sito del MIT. “È un Paese con una storia enorme. Ma oggi l’Italia è anche la seconda potenza industriale in Europa, un punto di riferimento per innovazione e tecnologia in tanti settori. La torcia del 2026 vuole mettere insieme queste due anime: il design tradizionale e le tecnologie più avanzate”. Da qui il nome scelto: ‘Essenziale’, un omaggio alla semplicità delle forme e alla funzionalità senza fronzoli.

Tecnologia e sostenibilità al centro

La torcia ‘Essenziale’ è stata progettata per resistere a ogni tipo di clima: vento forte, pioggia, alta quota. Al cuore del dispositivo c’è un bruciatore ad alte prestazioni, alimentato da bio-Gpl prodotto da Eni con materie prime completamente rinnovabili. Un dettaglio importante, che risponde alle crescenti esigenze di rispetto ambientale nel mondo olimpico.

Una delle novità più interessanti è che la torcia può essere ricaricata fino a dieci volte. In passato, ogni staffetta richiedeva una torcia nuova; stavolta, gli esemplari prodotti sono stati ridotti di dieci volte. “Abbiamo voluto abbassare l’impatto ambientale anche così”, ha raccontato uno dei tecnici del progetto.

Un design che lascia vedere il fuoco

Un’altra caratteristica che salta subito all’occhio è il meccanismo interno, visibile attraverso una sottile finestra verticale sul lato. Così il pubblico può guardare direttamente la fiamma e il funzionamento del bruciatore, spostando l’attenzione dall’oggetto in sé al suo significato simbolico. “Volevamo che la fiamma fosse la vera protagonista”, ha detto Ratti.

La torcia è fatta soprattutto di alluminio riciclato. Pesa meno di 1,1 chilogrammi: un record per le Olimpiadi moderne. La superficie è trattata con un rivestimento Pvd resistente al calore, capace di riflettere l’ambiente intorno – che siano le montagne o le luci della città – e di cambiare colore a seconda della luce. La versione olimpica è in un elegante blu-verde, mentre quella paralimpica sfoggia un tono dorato.

Premi e reazioni dal pubblico

La ‘Essenziale’ non è passata inosservata agli esperti di design industriale. Ha ricevuto una menzione d’onore al Compasso d’Oro, il premio più importante in Italia per questo settore. Un riconoscimento che conferma la volontà di Milano Cortina 2026 di lasciare un segno anche sul piano culturale e creativo.

Dalle prime reazioni raccolte durante il passaggio della staffetta, ieri pomeriggio in piazza Duomo a Milano, tra selfie e applausi, la torcia ha colpito per la sua leggerezza e le forme pulite. “Sembra quasi un pezzo d’arte”, ha detto una studentessa di architettura. Un volontario della Protezione Civile ha aggiunto: “È facile da tenere in mano, anche per chi non è abituato”.

Verso l’accensione a San Siro

Mancano poche ore all’accensione ufficiale del braciere allo stadio San Siro. La torcia ‘Essenziale’, dopo aver percorso migliaia di chilometri e attraversato decine di città italiane, è pronta a diventare il simbolo di questa nuova edizione dei Giochi. Un oggetto che, tra memoria e innovazione, racconta l’Italia di oggi: saldamente legata al passato, ma con lo sguardo fisso sul futuro.