Roma, 7 febbraio 2026 – A ventinove anni, Alberto Palmiero, regista di Aversa, sta per debuttare sul grande schermo con il suo primo film, “Tienimi presente”, in uscita il 26 febbraio. Il lungometraggio, già premiato come Miglior Opera Prima alla Festa del Cinema di Roma, racconta con ironia e delicatezza le difficoltà di una generazione alle prese con le aspettative degli altri e la ricerca di un equilibrio tra realizzazione personale e senso della propria vita.
Esordio tra ironia e crisi di una generazione
Classe 1997, Palmiero ha raccontato all’ANSA che il film nasce da una storia molto personale, ma parla anche di quel rapporto complicato tra i giovani e le pressioni sociali. “È una dinamica che molti conoscono: il difficile equilibrio tra stare bene, dare un senso a quello che fai e riuscire a realizzarti”, ha spiegato il regista, che nel film interpreta se stesso, un giovane cineasta alle prese con il sogno – e le difficoltà – di girare il suo primo lungometraggio.
Il film è prodotto da Kavac Film insieme a Rai Cinema e vede tra i produttori Simone Gattoni, Gianluca Arcopinto e Marco Bellocchio. Proprio Bellocchio, punto di riferimento per Palmiero, fa una breve apparizione in un cameo. “Devo molto a lui e a sua moglie Francesca Calvelli”, ha detto il regista, ricordando che la Calvelli è stata la sua insegnante di montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia. “Mi hanno dato consigli preziosi, soprattutto di non avere fretta nel montare un’opera prima”.
Il ritorno ad Aversa e la ricerca di sé
La storia segue Alberto, ventisette anni, già autore di cortometraggi, che fatica a realizzare il sogno di dirigere un film. Nonostante idee e voglia, i suoi tentativi si scontrano con ostacoli concreti. Deluso, decide di tornare nella sua città natale, Aversa, per ritrovare la famiglia e gli amici d’infanzia. Le scene si alternano tra i ritmi lenti della provincia campana, le chiacchierate con i genitori e i dialoghi con vecchi compagni, tutti interpretati da persone reali, nel ruolo di se stessi.
“Il film racconta in qualche modo il momento della vita in cui mi trovavo”, ha spiegato Palmiero. “Ma è anche un atto di ribellione: il riprendersi il sogno del cinema, il riconquistare il diritto di chiamarmi regista”. La crisi personale viene affrontata con un humour sottile e uno sguardo disilluso, senza mai cadere nella retorica.
Un cast di amici e volti nuovi
Nel cast ci sono Francesco Di Grazia, Gaia Nugnes, Elena Fattore e Carlo Palmiero. Molti attori sono amici o parenti del regista, una scelta che dà autenticità alle storie raccontate. Le riprese si sono fatte tra le strade di Aversa e qualche interno di casa, con una fotografia che punta a toni naturali e ambientazioni di tutti i giorni.
Il viaggio del protagonista si snoda tra dubbi sul futuro, incontri inaspettati e piccoli gesti che segnano il lento ritorno della voglia di andare avanti. Solo così – tra una chiacchierata a notte fonda e una passeggiata in piazza – Alberto sembra ritrovare la spinta per ripartire.
Un finale aperto, senza soluzioni pronte
Palmiero ha deciso di non chiudere la storia con un finale netto. “Non volevo dare un messaggio preciso”, ha detto. “Più che altro volevo mostrare un personaggio che trova la forza dentro di sé per andare avanti”. Il finale resta aperto, proprio come succede nella vita: niente verità assolute, solo la consapevolezza di potersi rialzare.
“Tienimi presente” arriverà nelle sale grazie a Fandango, con anteprime a partire da domenica 8 febbraio. L’attesa è forte: tra giovani registi e appassionati del nuovo cinema italiano, cresce la curiosità per un film che racconta senza filtri le incertezze e le speranze di una generazione in bilico.
