Stellantis annuncia: la gigafactory di Termoli non si farà, ma il futuro è garantito

Stellantis annuncia: la gigafactory di Termoli non si farà, ma il futuro è garantito

Stellantis annuncia: la gigafactory di Termoli non si farà, ma il futuro è garantito

Giada Liguori

Febbraio 7, 2026

Termoli, 7 febbraio 2026 – La tanto attesa Gigafactory di batterie a Termoli non si farà. A decidere è stata oggi Acc, la joint venture tra Stellantis, Mercedes e Total. Una doccia fredda per il Molise e per chi sperava in un rilancio industriale del sito. “Non ci sono le condizioni”, hanno spiegato i vertici di Acc, aggiungendo che “nel corso della nostra riorganizzazione industriale, non si prevedono le condizioni per ripartire con i progetti di Acc in Germania e in Italia, fermi ormai dal maggio 2024”. La produzione resterà quindi concentrata in Francia.

Sindacati in allarme: futuro incerto per lo stabilimento

La notizia ha confermato un timore che circolava da tempo. “Ci è stato ufficializzato ciò che già temevamo”, ha detto Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm per il settore auto. Al suo fianco, Francesco Guida, segretario generale Uilm Campobasso, ha ribadito che “il futuro dello stabilimento deve passare per motori, meccaniche e cambi”. I due sindacalisti hanno chiesto un incontro urgente con la direzione di Stellantis e si aspettano “risposte immediate”.

Anche la Fiom-Cgil si è mossa in questa direzione. Samuele Lodi, segretario nazionale responsabile mobilità, insieme a Ciro D’Alessio, coordinatore automotive Fiom-Cgil Termoli, hanno chiesto “chiarezza sul piano industriale” e un intervento diretto del governo. “Serve sapere cosa succederà davvero, sia sul lavoro che sulla produzione”, hanno spiegato, ricordando la preoccupazione per i circa 1.800 operai coinvolti.

Stellantis rassicura: “Garanzia di continuità per i lavoratori”

Nel tardo pomeriggio, Stellantis ha diffuso una nota in cui assicura di essere “pronta a garantire il futuro dello stabilimento di Termoli”. L’azienda ha spiegato che “ai dipendenti di Acc sarà garantita continuità lavorativa all’interno di Stellantis” e ha preso atto “della decisione di Acc di avviare il confronto con i sindacati per fermare i progetti delle gigafactory in Germania e Italia”.

“Stiamo seguendo la situazione con attenzione e restiamo impegnati a valutare le conseguenze industriali e sociali”, si legge ancora. Stellantis ha ricordato poi che lo scorso 30 gennaio è stato confermato l’arrivo della linea di produzione del cambio e-Dct entro fine 2026. Un investimento che, secondo il gruppo, dovrebbe dare stabilità e prospettive allo stabilimento molisano.

Motori Euro 7 e produzione: gli investimenti futuri

Oltre alla linea dei cambi, Stellantis ha annunciato un investimento sui motori Gse conformi alla normativa Euro 7. Questi motori potranno essere utilizzati pienamente anche dopo il 2030, sia sulle vetture attuali che su quelle future. Una mossa pensata per tranquillizzare lavoratori e territorio sulla volontà di tenere vivo lo stabilimento di Termoli.

Ma i sindacati restano cauti. “Non basta una promessa vaga”, ha commentato un delegato Fiom uscendo dallo stabilimento poco dopo le 17. “Vogliamo un piano chiaro, con numeri e tempi precisi”. La richiesta di un confronto urgente con Stellantis resta dunque sul tavolo.

Sindacati e azienda a confronto: la partita è aperta

Secondo Acc, è stato “avviato un dialogo costruttivo con i sindacati”. Ma tra i lavoratori la sensazione è che la partita sia tutt’altro che chiusa. Nei corridoi, tra le tute blu in pausa, si respira un mix di delusione e attesa. “Speravamo in una svolta – confida un operaio con vent’anni di servizio – invece siamo ancora qui a chiederci che ne sarà di noi”.

Il governo per ora tace. Ma la richiesta di intervento dei sindacati potrebbe spingere a un tavolo istituzionale nei prossimi giorni. Intanto, a Termoli resta un grande interrogativo: quale sarà il futuro dell’industria automobilistica italiana senza la Gigafactory?