Un viaggio nel tempo: il ritratto di un ecosistema di 512 milioni di anni fa

Un viaggio nel tempo: il ritratto di un ecosistema di 512 milioni di anni fa

Un viaggio nel tempo: il ritratto di un ecosistema di 512 milioni di anni fa

Matteo Rigamonti

Febbraio 7, 2026

Pechino, 7 febbraio 2026 – Un ecosistema marino vecchio 512 milioni di anni, emerso nella cava di Huayuan, nel sud della Cina, sta cambiando la nostra idea sulla storia della vita sulla Terra. A dare l’annuncio è stato oggi il gruppo dell’Accademia Cinese delle Scienze guidato da Maoyan Zhu, con uno studio pubblicato su Nature. Il sito fossile racconta la biodiversità subito dopo una delle peggiori estinzione di massa del Cambriano. Qui sono state trovate ben 153 specie animali divise in 16 gruppi principali, di cui il 59% mai viste prima.

Un tesoro nascosto sotto le rocce del sud della Cina

Tra il 2019 e il 2023, gli scavi hanno portato alla luce centinaia di fossili in uno strato di roccia formatosi subito dopo l’evento del Sinsk, una crisi che circa 513 milioni di anni fa spazzò via quasi metà delle specie marine dell’epoca. “Abbiamo scoperto una varietà incredibile di organismi, tanti completamente nuovi per la scienza”, ha detto Maoyan Zhu, paleontologo e capo del progetto. Il sito di Huayuan si trova nella provincia di Hunan, a circa 800 chilometri a sud-ovest di Pechino. Tra sedimenti finissimi sono riaffiorati resti di artropodi, spugne, tunicati e altri invertebrati, oltre a esemplari interi di radiodonti, i predatori che dominavano i mari cambriani.

Quando la vita ripartì dopo il disastro

Per capire l’importanza di questa scoperta bisogna tornare indietro nel tempo. Circa 540 milioni di anni fa, durante la cosiddetta esplosione del Cambriano, la vita marina si diversificò rapidamente: apparvero i primi animali con corazza, i primi predatori e molte forme sperimentali che avrebbero dato origine agli animali di oggi. Ma tutto si fermò bruscamente con l’evento del Sinsk. “È come se la natura avesse premuto il tasto reset”, ha commentato Zhu. Solo ora, grazie ai fossili di Huayuan, gli scienziati possono vedere come la vita si sia riorganizzata dopo quella crisi.

Specie mai viste e nuovi indizi sull’evoluzione

Secondo lo studio pubblicato su Nature, il 59% delle specie scoperte nel sito cinese non era mai stato documentato. Alcune mostrano caratteristiche miste tra gruppi diversi, segno che dopo l’estinzione la natura ha fatto esperimenti evolutivi intensi. “Abbiamo trovato organismi con tratti mai visti prima: alcune spugne hanno strutture simili a quelle degli attuali tunicati”, ha raccontato uno dei ricercatori. I fossili sono spesso così ben conservati da far vedere non solo l’esterno, ma anche parti molli e organi interni.

Un ecosistema sorprendentemente complesso

La presenza di predatori come i radiodonti dimostra che la catena alimentare si era già ripresa in tempi relativamente brevi dopo l’estinzione. “Non ci aspettavamo una tale complessità così presto”, ha ammesso Zhu durante la presentazione. Sono stati trovati anche resti di piccoli organismi filtratori e detritivori, segno che l’ecosistema si reggeva su più livelli alimentari. In tutto, gli scienziati hanno riconosciuto almeno 16 gruppi animali principali, dagli artropodi agli echinodermi primitivi.

Cosa cambia per la paleontologia mondiale

Il sito di Huayuan offre nuovi elementi per capire come la vita ha superato le grandi crisi del passato. “Questi dati ci aiutano a capire la forza e la capacità di recupero degli ecosistemi marini”, ha spiegato Zhu. Gli autori dello studio pensano che confrontando questo sito con altri cambriani – come il Burgess Shale in Canada o quelli in Australia – si potrà capire se la ripresa della biodiversità è stata un fenomeno globale o limitato a poche zone. Intanto, i ricercatori cinesi stanno catalogando i reperti e organizzando nuove spedizioni.

Guardando avanti: la ricerca continua

Il team dell’Accademia Cinese delle Scienze promette nuovi dettagli nei prossimi mesi. “Abbiamo appena iniziato a grattare la superficie”, ha detto Zhu. Nel frattempo, il sito di Huayuan è diventato una tappa fissa per paleontologi internazionali e studenti universitari. L’obiettivo è che questi fossili raccontino ancora molto sulle origini della vita complessa e sulle strategie che gli organismi hanno usato per superare le grandi crisi ambientali del passato.