Nizza Monferrato, 8 febbraio 2026 – Zoe Trinchero, 17 anni, è stata trovata morta ieri sera in un corso d’acqua a Nizza Monferrato, provincia di Asti. A confessare l’omicidio è stato Alex Manna, 20 anni, fermato dai carabinieri e ora in carcere ad Alessandria. Secondo gli investigatori, tutto sarebbe nato da un rifiuto della ragazza a un suo approccio, cui il giovane avrebbe risposto con violenza.
La confessione di Manna: “L’ho picchiata e buttata nel canale”
Durante l’interrogatorio davanti al pubblico ministero Giacomo Ferrando, che guida le indagini per la procura di Alessandria, Manna ha ammesso di aver colpito Zoe. “Le ho dato dei pugni, poi l’ho gettata nel canale”, ha detto il ventenne. Ex pugile, ha spiegato di aver reagito così dopo che la ragazza lo aveva respinto. Solo dopo, preso dal panico, avrebbe trascinato il corpo verso il fiume Belbo e lo avrebbe abbandonato in acqua.
Gli inquirenti però non si fermano alla sua versione. Sul corpo della giovane sono state trovate percosse su tutto il corpo, ferite al collo e lividi sul volto. Segni che fanno pensare a un tentativo di difesa da parte di Zoe. Secondo le prime ricostruzioni, la ragazza avrebbe provato a urlare e a scappare, ma senza successo.
Le ultime ore di Zoe: da lavoro alla tragedia
La giornata di Zoe era iniziata come tante altre. Aveva finito il turno serale al Bar della Stazione intorno alle 21, poi si era unita agli amici nel centro di Nizza Monferrato. A un certo punto, per ragioni che restano da chiarire, si è allontanata da sola. Sono stati proprio i suoi amici a trovare il corpo, poco lontano da un distributore di benzina, verso le 23, dando subito l’allarme.
Sul posto sono arrivati i carabinieri della compagnia di Canelli e il medico legale. Le prime analisi hanno rilevato un trauma cranico e segni di strangolamento. “Stiamo raccogliendo ogni dettaglio per capire come sono andate le cose”, ha detto una fonte vicina alle indagini.
Il tentativo di depistaggio e la tensione in città
Dalle indagini emerge che, dopo l’aggressione, Manna sarebbe tornato a casa per cambiarsi, cercando di togliersi gli abiti macchiati di sangue. Poi avrebbe provato a spostare i sospetti su un altro giovane del paese con problemi psichiatrici. Una versione che però non ha convinto gli investigatori.
Nel frattempo, la notizia della morte di Zoe ha scosso profondamente la comunità. Un gruppo di residenti si è radunato davanti alla casa del ragazzo indicato da Manna. Per precauzione i carabinieri lo hanno portato in caserma: “Non risulta coinvolto in alcun procedimento”, hanno spiegato gli inquirenti. Il giovane sembra estraneo alla vicenda.
Il dolore della famiglia e della comunità
Mariangela, la madre di Zoe, ha parlato con la voce rotta dal pianto: “Non doveva finire così. Mia figlia era una ragazza d’oro, lavorava, si impegnava, tutti in paese le volevano bene”. Ha raccontato che Zoe era uscita dal lavoro per incontrare alcuni amici: “La aspettavo a casa, forse ha visto qualcuno”, ha detto.
La procura di Alessandria ha aperto un fascicolo per omicidio. Gli investigatori stanno ascoltando amici e conoscenti per ricostruire le ultime ore di Zoe. In paese si respira un’atmosfera carica di dolore e incredulità. Molti si sono stretti intorno alla famiglia Trinchero, colpiti da una tragedia che ha scosso una comunità abituata alla calma.
Indagini senza sosta
Le verifiche continuano senza sosta. Gli inquirenti stanno mettendo alla prova ogni dettaglio del racconto di Manna e analizzando i reperti trovati sulla scena del delitto. “Cerchiamo di capire se ci sono altri elementi da approfondire”, ha spiegato una fonte vicina all’inchiesta.
Rimane il dolore per una giovane vita spezzata e tante domande senza risposta. Nizza Monferrato si prepara a dare l’ultimo saluto a Zoe Trinchero, mentre la giustizia cerca di fare chiarezza su quanto è accaduto lungo il Belbo.
