Censura sui social: il legale di Corona rimosso e la denuncia di Chiesa scuote Mediaset

Censura sui social: il legale di Corona rimosso e la denuncia di Chiesa scuote Mediaset

Censura sui social: il legale di Corona rimosso e la denuncia di Chiesa scuote Mediaset

Matteo Rigamonti

Febbraio 8, 2026

Milano, 8 febbraio 2026 – Dopo alcune ore di silenzio, l’account Instagram di Ivano Chiesa, storico avvocato di Fabrizio Corona, è tornato attivo nella serata di ieri. Il profilo era stato sospeso nel pomeriggio di sabato 7 febbraio, scatenando subito reazioni forti sia da parte del legale che del suo assistito. Un clima già molto teso, considerando le recenti vicende giudiziarie e mediatiche che coinvolgono l’ex fotografo dei vip. Come spesso accade quando si parla di social e libertà di parola, la questione ha acceso un acceso dibattito tra utenti e addetti ai lavori.

Instagram blocca l’account, Meta risponde

Ivano Chiesa ha raccontato di aver ricevuto da Meta una comunicazione che accusava la violazione degli standard della community. “Mi hanno sospeso l’account perché non avrei rispettato le regole di Meta”, ha detto il legale, raggiunto telefonicamente nel suo studio a Milano. Chiesa, che usa da tempo i social per commentare le vicende giudiziarie dei suoi assistiti, ha definito la sospensione “una forma di censura ancora più grave di quella subita da Corona”.

Fonti vicine a Meta hanno spiegato che la sospensione è scattata in automatico: i contenuti pubblicati dall’avvocato avrebbero provocato una “crisi virale”, spingendo la piattaforma a intervenire per proteggere la propria immagine. Una procedura, dicono gli esperti, che non tiene conto del ruolo pubblico o professionale di chi gestisce l’account.

Mediaset smentisce ogni ruolo nella vicenda

Nel mezzo della polemica, alcuni avevano ipotizzato un coinvolgimento diretto di Mediaset nella segnalazione dell’account di Chiesa. Ma l’azienda ha subito messo le cose in chiaro con una nota: “Mediaset non ha nulla a che vedere con la sospensione dell’avvocato Ivano Chiesa su Instagram. Il profilo non è mai stato segnalato da noi”, hanno spiegato fonti del gruppo. “Spetta alle piattaforme decidere cosa sospendere e cosa no”, si legge ancora nel comunicato.

Nonostante questo chiarimento, la discussione sui social non si è affievolita. “Silenziare i difensori è roba da dittature, le peggiori”, aveva commentato Chiesa poche ore prima che il suo profilo venisse riattivato. Il dibattito si è così spostato tra chi parla di censura e chi invece sottolinea l’importanza di rispettare le regole delle piattaforme digitali.

Corona e la battaglia sui social continua

La sospensione dell’account di Chiesa arriva in un momento già complicato per Fabrizio Corona. Nei giorni scorsi erano spariti anche i suoi profili social e il canale YouTube. L’ex agente fotografico aveva provato a tornare su X (ex Twitter), ma anche lì la pagina è stata oscurata in poche ore. Il primo post di Corona su quella piattaforma conteneva un attacco diretto a Mediaset, accusata di aver messo in piedi una “censura” contro di lui e di aver chiesto 160 milioni di euro in una causa civile, dopo le puntate di Falsissimo dedicate a personaggi come Alfonso Signorini e Pier Silvio Berlusconi.

Nelle ultime ore è spuntato un nuovo profilo che potrebbe essere di Corona. L’ultimo post parla proprio della sospensione del profilo Instagram del suo avvocato. “La dittatura dei Berlusconi e Mediaset si fa sentire chiudendo senza motivo il profilo IG del mio avvocato Ivano Chiesa. Una vergognosa censura in uno Stato che si dice democratico”, si legge nel messaggio.

Falsissimo sbarca nei teatri italiani

Mentre la polemica sui social prosegue, Fabrizio Corona annuncia il debutto teatrale di Falsissimo, il format che lo ha visto protagonista di molte controversie negli ultimi mesi. “Fabrizio Corona nei teatri italiani. ‘Falsissimo in teatro – Scacco matto al potere dei media’”, recita il comunicato diffuso dal Gruppo Anteprima ieri sera.

Il tour parte da Milano il 7 maggio all’Eco Teatro (inizio alle 21), poi si sposta a Catania il 14 maggio, a Napoli il 21, a Roma il 22 e chiude a Padova il 23 maggio. Un calendario fitto, che conferma la voglia dell’ex paparazzo di portare la sua storia fuori dai social e dentro i teatri italiani.

Un caso che fa discutere

La sospensione e la riattivazione dell’account Instagram di Ivano Chiesa riaccendono il dibattito sul rapporto tra libertà di espressione, regole dei social e diritto di cronaca. In attesa delle prossime mosse giudiziarie e mediatiche, resta la sensazione che il confine tra informazione, spettacolo e censura si stia assottigliando sempre di più. Ogni episodio si trasforma in un terreno di scontro pubblico, tra aule di tribunale e palcoscenici, reali o digitali.