Conte: condanniamo le violenze, ma Meloni deve affrontare il fallimento sulla sicurezza

Conte: condanniamo le violenze, ma Meloni deve affrontare il fallimento sulla sicurezza

Conte: condanniamo le violenze, ma Meloni deve affrontare il fallimento sulla sicurezza

Matteo Rigamonti

Febbraio 8, 2026

Roma, 8 febbraio 2026 – Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, si scaglia contro il governo di Giorgia Meloni in un post pubblicato questa mattina sui suoi canali social. Nel mirino, le tensioni sociali e le difficoltà economiche che stanno mettendo in crisi il Paese. Conte respinge con forza le accuse di ambiguità sulle violenze a Milano e tuona: “Basta distrazioni di massa“, rivolgendosi direttamente all’esecutivo.

Conte contro il governo: “Condannate le violenze, non fate finta di nulla”

La polemica è scoppiata dopo che alcuni esponenti di Fratelli d’Italia avevano chiesto a Conte di prendere una posizione chiara sui disordini degli ultimi giorni a Milano. L’ex premier ha replicato duramente: “È ripartita la solita litania di Fratelli d’Italia per distrarre l’opinione pubblica, usando i media sotto controllo: Conte condanni le violenze a Milano”. Poi ha ricordato che il Movimento 5 Stelle ha sempre condannato “le violenze e i disordini, da Torino a Milano, gli aggressori di ogni colore politico: anarchici, antagonisti, estremisti di sinistra, ma anche i vostri amici nostalgici che assaltavano le sedi sindacali”.

Conte punta il dito contro quella che definisce una doppia morale della maggioranza. “Non ci servono maestri ipocriti”, scrive, citando episodi di violenza attribuiti a gruppi di estrema destra e accusando il governo di restare in silenzio su certi fronti. “Quelle violenze dei vostri alleati, con le mani sporche di sangue, che commettono genocidi mentre voi state muti come pesci in un acquario”, si legge ancora nel suo post.

Lavoro e sicurezza: Conte chiede risposte immediate

Al centro delle critiche di Conte c’è anche il tema della cassa integrazione. Rivolgendosi direttamente a Giorgia Meloni, l’ex presidente del Consiglio chiede di spiegare “il boom di cassa integrazione e il flop sicurezza”, citando i dati pubblicati oggi dal Sole 24 Ore. Per il leader del M5S, “le ore di cassa integrazione straordinaria stanno esplodendo, un chiaro segnale di una crisi che rischia di diventare irreversibile”.

I numeri che Conte porta in evidenza riguardano soprattutto il Nord: Lombardia, Piemonte e Veneto guidano la classifica delle ore di cassa integrazione autorizzate, con milioni di ore senza lavoro e un vero e proprio “esercito di cassintegrati”. Il dato più preoccupante, secondo lui, è la perdita media per i lavoratori: “Perdono in media 6mila euro di stipendio netto”, sottolinea.

Dal passato al presente: Conte accusa la maggioranza di incoerenza

Nel suo intervento, Conte ricorda come, da opposizione, l’attuale maggioranza chiedesse “le dimissioni dei ministri a ogni disordine”. Ora che sono al governo, invece, “i problemi di sicurezza e ordine pubblico sembrano non riguardarli più”. Un cambio netto di atteggiamento che l’ex premier definisce senza mezzi termini “incoerente”. “Din don, vi ricordo che siete al Governo”, scrive con un pizzico di sarcasmo.

Infine, Conte rivolge un appello diretto alla premier: “Abbiamo bisogno di sentire la tua voce su questi dati economici, Presidente”, chiude il suo post.

Tensione alta, nessuna replica per ora dal governo

La presa di posizione di Conte arriva in un momento delicato, con il tema della sicurezza urbana e le difficoltà del mercato del lavoro al centro del dibattito pubblico. Negli ultimi giorni, diversi episodi di violenza hanno acceso lo scontro tra maggioranza e opposizione. Da Palazzo Chigi, però, per ora nessuna risposta ufficiale alle accuse dell’ex premier.

Intanto, i dati sulla cassa integrazione continuano a preoccupare sindacati e associazioni datoriali. Fonti vicine al Ministero del Lavoro confermano che si stanno valutando nuove misure per sostenere i lavoratori colpiti dalla crisi. Ma la richiesta di risposte concrete – sia sulla sicurezza che sul lavoro – resta sul tavolo. E la polemica tra governo e opposizione sembra destinata a non fermarsi qui.