Bruxelles, 8 febbraio 2026 – Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano, insieme al leader tedesco della CDU, Friedrich Merz, e al premier belga Bart De Wever, ha lanciato un appuntamento importante: giovedì 12 febbraio, a margine del vertice informale dell’UE sulla competitività ad Alden Biesen in Belgio, si incontreranno diversi leader europei con idee simili. L’obiettivo, secondo fonti diplomatiche, è trovare un’intesa su temi caldi come deregolamentazione, rafforzamento del mercato unico e centralità del commercio.
Un vertice parallelo per una strategia condivisa
La riunione, che anticipa di poche ore il summit ufficiale dell’Unione europea, metterà insieme più di una decina di capi di governo e di Stato. Tra loro, spiccano i nomi di diversi leader dell’Europa orientale e settentrionale: da Mette Frederiksen, premier danese, a Dilan Yeşilgöz-Zegerius, primo ministro olandese. La presenza della Commissione europea è probabile, anche se non è ancora chiaro se sarà la presidente Ursula von der Leyen o un suo rappresentante a partecipare.
Da quanto si apprende, questa iniziativa nasce dalla volontà di “mettere in fila le posizioni dei governi che condividono una visione pragmatica e liberale dell’economia europea”, come ha spiegato un funzionario belga. Al centro del dibattito c’è la deregolamentazione, cioè la riduzione degli oneri burocratici per le imprese, vista come una leva fondamentale per rilanciare la competitività del continente, soprattutto in un momento di forte concorrenza globale e tensioni commerciali con Stati Uniti e Cina.
Francia: un’assenza che pesa
Un elemento che non passa inosservato riguarda la Francia. Parigi sarebbe stata invitata, ma – almeno fino a questa mattina – non ha ancora dato una risposta definitiva. Questa esitazione, secondo alcuni osservatori, riflette le divergenze con i promotori del vertice su temi delicati, come le regole europee sugli aiuti di Stato e la protezione delle filiere strategiche.
“Stiamo ancora valutando se partecipare”, ha detto un portavoce del governo francese, lasciando aperta la porta a un possibile colpo di scena dell’ultimo minuto. L’invito resta sul tavolo e la decisione potrebbe arrivare nelle prossime ore.
Competitività europea, il nodo da sciogliere
Il vertice informale di Alden Biesen, che seguirà la riunione dei leader affini, avrà come tema centrale proprio la competitività. Negli ultimi mesi, diversi governi hanno chiesto a Bruxelles di fare di più per sostenere le imprese europee, alle prese con costi energetici alle stelle e una pressione regolatoria sempre più forte. “Serve un cambio di passo nelle politiche industriali”, ha detto Giorgia Meloni nei giorni scorsi a Palazzo Chigi.
Il confronto sulla deregolamentazione si intreccia con quello sul futuro del mercato unico: i Paesi dell’Est spingono per più apertura e meno vincoli, mentre altri, come la Francia, puntano a proteggere i settori strategici nazionali. In questo scenario, l’incontro promosso da Meloni, Merz e De Wever vuole costruire un punto d’incontro tra queste diverse sensibilità.
A Bruxelles, cresce la tensione
A Bruxelles, la convocazione di questo vertice parallelo viene letta come un segnale politico chiaro. “C’è il rischio di una spaccatura tra chi vuole accelerare sulle riforme e chi invece preferisce andare con più cautela”, ha commentato un diplomatico europeo. Ma nei corridoi del Consiglio si respira anche una certa attesa: molti credono che un accordo su mercato unico e commercio possa dare più forza ai promotori nei negoziati europei.
Ora resta da vedere come reagiranno gli altri Stati membri e se questa iniziativa riuscirà davvero a trovare un punto d’incontro. Solo dopo il confronto diretto tra i leader sarà chiaro se l’Europa saprà imboccare una nuova strada su deregolamentazione e competitività.
