Il Papa avverte: le strategie militari minacciano il futuro dell’umanità

Il Papa avverte: le strategie militari minacciano il futuro dell'umanità

Il Papa avverte: le strategie militari minacciano il futuro dell'umanità

Matteo Rigamonti

Febbraio 8, 2026

Roma, 8 febbraio 2026 – Oggi, come spesso accade, Papa Francesco si è affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico per l’Angelus in Piazza San Pietro. Allo scoccare delle 12, ha lanciato un appello sentito ai fedeli: “Continuate a pregare per la pace”. Ha messo in guardia contro le strategie delle grandi potenze, sia economiche che militari, che a suo dire non hanno mai garantito un vero futuro all’umanità. “Il futuro è nel rispetto e nella fratellanza tra i popoli”, ha detto con voce decisa, mentre la folla lo ascoltava in silenzio.

Papa Francesco: un appello per la pace che non ammette pause

Le parole del Pontefice arrivano in un momento difficile, con tensioni e conflitti che ancora scottano in diverse parti del mondo. “Le strategie di potenze economiche e militari – ce lo insegna la storia – non danno futuro all’umanità”, ha ricordato il Papa, chiedendo un cambio di rotta urgente. Non è solo una riflessione spirituale. Il Pontefice ha voluto far capire come la storia, anche quella più recente, abbia mostrato i limiti delle logiche di potere e delle alleanze basate sulla forza.

In piazza, tra i pellegrini giunti da tutta Italia e dall’estero, si respirava un’aria di attesa. C’era chi stringeva il rosario tra le mani, chi scattava foto con il cellulare. “Siamo qui per ascoltare parole di speranza”, ha detto Maria, una donna di Cosenza arrivata con marito e figli. “Il Papa ci ricorda che la pace non è solo un sogno”.

Un messaggio che va oltre i confini del Vaticano

Il richiamo alle “strategie delle potenze” non è passato inosservato. Padre Federico Lombardi, ex portavoce della Santa Sede, sottolinea: “Il Papa parla da tempo di questi temi: la pace non si costruisce con le armi o con gli interessi economici”. Il messaggio è chiaro e diretto, rivolto tanto ai leader politici quanto a chiunque non voglia arrendersi alle logiche della sopraffazione.

Negli ultimi giorni, il Vaticano ha espresso più volte la sua preoccupazione per l’aumento di violenze in Medio Oriente e in alcune zone dell’Africa. Fonti interne spiegano che “la diplomazia vaticana lavora ogni giorno per favorire il dialogo”, anche se spesso i risultati tardano ad arrivare e sono faticosi. Eppure il Papa ribadisce: “Il futuro è nel rispetto e nella fratellanza tra i popoli”.

Fedeli e comunità internazionale: reazioni all’Angelus

Dopo l’Angelus, molti presenti hanno commentato le parole del Papa con emozioni diverse. “Non è facile parlare di pace quando ogni giorno arrivano notizie di guerra”, ha ammesso don Paolo, parroco di una chiesa romana. “Ma queste parole ci aiutano a non perdere la speranza”. Intanto sui social, l’hashtag #Angelus è diventato tra i più usati della giornata, con centinaia di messaggi che riprendono l’appello alla fratellanza.

Anche alcune organizzazioni umanitarie hanno espresso apprezzamento per il discorso. “Il rispetto tra i popoli è la base per costruire società più giuste”, ha detto Save the Children Italia. Caritas Internationalis ha parlato di “un richiamo urgente alla responsabilità di tutti”.

Un messaggio che si inserisce in una tradizione consolidata

Non è la prima volta che Papa Francesco tratta questi temi durante l’Angelus o in altri momenti pubblici. Già nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, il 1° gennaio, aveva chiesto ai governi di mettere al centro “la dignità della persona e il bene comune”. Oggi, sotto un cielo limpido ma freddo, davanti a migliaia di fedeli, ha scelto la strada della semplicità: poche parole, ma cariche di senso.

Nel finale, il Pontefice ha invitato tutti a non smettere di pregare e a impegnarsi concretamente per la pace. Un appello che, nelle sue intenzioni, non riguarda solo i credenti, ma ogni uomo e donna che desidera un futuro diverso per sé e per chi verrà.