Londra, 8 febbraio 2026 – Morgan McSweeney, capo di gabinetto del premier britannico Keir Starmer, si è dimesso oggi sotto la pressione crescente legata al cosiddetto caso Mandelson. La notizia, arrivata nel primo pomeriggio da Sky News, segue giorni di tensione a Downing Street e mette in discussione la gestione delle nomine ai vertici della diplomazia britannica.
Dimissioni e polemiche sulla nomina di Mandelson
Secondo quanto riportano varie testate, tra cui il Guardian e la BBC, McSweeney sarebbe stato il principale promotore della candidatura di Peter Mandelson come ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti. Una scelta che fino a poco tempo fa sembrava rafforzare il profilo internazionale del governo Starmer. Ma con l’emergere degli ‘Epstein file’ – documenti che hanno riaperto i riflettori sui legami tra l’ex finanziere americano e diversi esponenti politici – le critiche sono diventate sempre più dure. Mandelson è finito al centro di un acceso dibattito pubblico.
Pressioni e tensioni a Downing Street
Fonti vicine a Downing Street raccontano di un clima già teso da lunedì sera. “La situazione stava sfuggendo di mano”, ha detto un funzionario che ha preferito restare anonimo. Le opposizioni hanno chiesto spiegazioni dirette al premier, mettendo in dubbio la sua capacità di giudizio nella scelta di affidare a Mandelson un incarico così delicato. “Serve trasparenza, non possiamo permetterci ombre su nomine così importanti”, ha detto il leader dei Liberal Democratici, Ed Davey, in un’intervista a LBC.
Il ruolo di McSweeney e i rapporti personali
Secondo la stampa britannica, McSweeney – considerato l’artefice della vittoria laburista del 2024 – avrebbe fatto pressione affinché Mandelson ottenesse l’incarico a Washington. I due sono legati da un rapporto personale di lunga data. “Morgan ha sempre stimato Peter, lo vede come uno dei pochi in grado di gestire i rapporti con gli Stati Uniti in questo momento”, ha spiegato una fonte interna al Labour Party. Ma proprio questa vicinanza ha fatto nascere sospetti e malumori tra alcuni deputati laburisti.
Gli ‘Epstein file’ e la bufera pubblica
La pubblicazione degli ‘Epstein file’ – una serie di documenti giudiziari che coinvolgono anche personalità britanniche – ha complicato ulteriormente la posizione di Mandelson. Pur senza accuse dirette, il suo nome compare in alcune parti delle carte. “Non possiamo chiudere gli occhi sulle implicazioni etiche”, ha detto ieri Caroline Lucas, deputata dei Verdi. Nel frattempo, sui social si è acceso il dibattito: tra richieste di chiarezza e appelli alla prudenza, molti cittadini chiedono trasparenza dalle istituzioni.
Le sfide per il governo Starmer
Per il premier Keir Starmer, le dimissioni di McSweeney segnano un momento delicato. In una nota diffusa alle 18:30 da Downing Street, Starmer ha ringraziato il suo capo di gabinetto per “l’impegno e la dedizione dimostrati in questi anni”, senza però affrontare le polemiche. Secondo alcuni osservatori, ora il governo dovrà non solo trovare un sostituto per una figura chiave, ma anche gestire il rischio che il caso Mandelson metta alla prova la sua credibilità.
Un clima politico sempre più teso
Nelle ultime ore, diversi parlamentari laburisti hanno chiesto un chiarimento interno sulle modalità con cui si scelgono i candidati per incarichi diplomatici. “Serve una riflessione seria sulle procedure”, ha ammesso un deputato della commissione Esteri. Intanto, la stampa britannica continua a scavare nei legami tra politica e diplomazia, mentre l’opinione pubblica resta in attesa di risposte convincenti.
La vicenda è tutt’altro che chiusa. Nei prossimi giorni si capirà se il governo Starmer riuscirà a superare questa fase senza altri scossoni.
