Italia verso un boom di 3,8 milioni di POS entro il 2025: un primato europeo da conquistare

Italia verso un boom di 3,8 milioni di POS entro il 2025: un primato europeo da conquistare

Italia verso un boom di 3,8 milioni di POS entro il 2025: un primato europeo da conquistare

Giada Liguori

Febbraio 8, 2026

Milano, 8 febbraio 2026 – Nel commercio, nel turismo e nei servizi in Italia, il pagamento digitale è ormai parte integrante della quotidianità. Secondo gli ultimi dati di Confesercenti, nel 2025 i Pos attivi nel nostro Paese hanno superato quota 3,87 milioni, crescendo rispetto ai 3,75 milioni del 2024. Un trend in costante salita: sono circa 660 mila terminali in più rispetto al 2018, con un aumento del 21%. Numeri che mettono l’Italia tra i protagonisti europei nell’uso degli strumenti elettronici per i pagamenti.

Italia, ai vertici d’Europa per i pagamenti digitali

Dallo studio di Confesercenti emerge un’Italia che corre veloce verso la digitalizzazione dei pagamenti. In confronto, la Francia conta poco più di 3,2 milioni di Pos, la Germania circa 1,5 milioni. Un gap che racconta come il nostro tessuto commerciale abbia accelerato la trasformazione digitale, soprattutto negli ultimi anni. “Dimentichiamo l’idea delle imprese italiane ‘anti-cashless’”, ha detto Nico Gronchi, presidente di Confesercenti. “E con essa la demonizzazione del contante. I dati mostrano che le imprese non vedono i vari metodi di pagamento come alternativi, ma li usano insieme per lasciare al cliente la libertà di scelta”.

Pagamenti digitali in crescita: più volume, più opzioni

Non è solo il numero dei terminali a crescere. Anche i pagamenti digitali nei negozi, bar, ristoranti e servizi aumentano costantemente. Per il 2025 si prevede un giro d’affari di circa 376 miliardi di euro. Un segno che le abitudini sono ormai ben radicate tra consumatori e commercianti. Allargando lo sguardo, si vede anche un’offerta più variegata: accanto a contanti e carte tradizionali, tanti negozi propongono strumenti digitali più evoluti, come il Buy Now Pay Later (compra ora, paga dopo). Oggi, secondo Confesercenti, tra 40 e 50 mila esercizi italiani offrono questa forma di pagamento dilazionato.

Frodi limitate, ma i costi restano un problema

Sul fronte sicurezza, Confesercenti rassicura: le frodi nei pagamenti digitali sono rare nei negozi fisici. La maggior parte dei problemi si verifica “a distanza”, cioè nelle transazioni online o telefoniche, non durante l’acquisto in negozio. Resta però aperto il discorso sui costi delle transazioni per gli esercenti. “Non possiamo ignorare i costi, soprattutto per le microtransazioni”, ha spiegato Gronchi. Le commissioni, secondo l’associazione, possono essere fino al 22% più alte rispetto al passato, un peso che grava soprattutto sulle piccole attività e sulle operazioni di basso importo.

Più strumenti, più scelta per i clienti

La tendenza è chiara: i diversi metodi di pagamento convivono e si integrano sempre più. Nei negozi del centro di Milano come nei bar di provincia, pagare con carta o smartphone è ormai la regola. Ma il contante non sparisce: molti commercianti lo vedono ancora come una risorsa, soprattutto per chi è meno avvezzo alla tecnologia. “Non è questione di scegliere tra carta o contanti”, racconta un commerciante dei Navigli. “Si tratta di mettere a disposizione tutte le opzioni possibili”.

Cosa ci aspetta nel futuro dei pagamenti digitali

Guardando avanti, gli operatori prevedono un’ulteriore crescita dei pagamenti digitali e delle soluzioni innovative. La sfida resta mantenere bassi i costi delle commissioni e assicurare sicurezza e facilità d’uso, sia per i clienti che per i negozianti. In un mercato sempre più competitivo e con consumatori sempre più attenti, chi saprà adattarsi meglio alle nuove abitudini avrà un vantaggio. E forse, presto, la domanda non sarà più “come pagare”, ma “quanto costa pagare”.