L’autopsia di Zoe: il mistero su un possibile salvataggio da parte del 118

L'autopsia di Zoe: il mistero su un possibile salvataggio da parte del 118

L'autopsia di Zoe: il mistero su un possibile salvataggio da parte del 118

Matteo Rigamonti

Febbraio 8, 2026

Nizza Monferrato, 8 febbraio 2026 – Zoe Trinchero, 17 anni, è stata trovata senza vita nelle acque del rio Nizza nella notte tra venerdì e sabato. Siamo nell’Astigiano, una zona tranquilla, fatta di campagne silenziose, ora scossa da una tragedia che ha colpito tutti. Alex Manna, vent’anni, ha ammesso di averla uccisa, ma restano ancora molti punti oscuri su cosa sia successo nelle ultime ore di Zoe.

La morte di Zoe: cosa sanno gli investigatori

Gli inquirenti hanno ricostruito che nella notte tra il 6 e il 7 febbraio, poco dopo le 22, Zoe e Alex si sono incontrati a Nizza Monferrato. I due si conoscevano da tempo, raccontano gli amici, ma nessuno avrebbe mai pensato a un finale del genere. Il corpo di Zoe è stato trovato solo ore dopo, nell’acqua gelida del canale che attraversa la città.

Al momento non è chiaro se la ragazza sia morta per un colpo alla testa, per strangolamento o per la caduta nel canale. “Solo l’autopsia potrà spiegare cosa è successo davvero”, ha detto un investigatore vicino al caso. I rilievi sono stati affidati all’Istituto di medicina legale di Torino, che nelle prossime ore dovrebbe dare i primi risultati.

La confessione di Alex e i dubbi degli inquirenti

Sabato mattina, Alex Manna, poco più che ventenne, si è presentato spontaneamente dai carabinieri. Ha ammesso di aver colpito Zoe durante una lite, ma il suo racconto lascia ancora molte domande aperte. “Ha detto di aver perso il controllo”, riferiscono gli investigatori. Ma dopo l’aggressione, il giovane sarebbe andato via senza chiamare i soccorsi.

Un dettaglio che pesa molto: “Se avessero dato l’allarme subito, forse Zoe avrebbe potuto salvarsi”, ha raccontato uno dei soccorritori arrivati sul posto. Ma nessuno può dirlo con certezza. Solo l’autopsia potrà dire se un intervento tempestivo avrebbe cambiato le cose.

Nizza Monferrato sotto choc

La notizia ha fatto rapidamente il giro della città. In piazza Garibaldi, davanti al municipio, gruppetti di cittadini si sono fermati a parlare a bassa voce per tutta la giornata di sabato. “Non ci sono parole”, ha detto il sindaco Simone Nosenzo ai giornalisti. L’istituto superiore Pellati, dove Zoe studiava, ha annunciato un momento di raccoglimento per lunedì mattina.

Gli amici di Zoe hanno lasciato fiori e biglietti vicino al ponte sul rio Nizza, dove il corpo è stato trovato intorno alle 4 del mattino. “Era solare, sempre pronta a dare una mano”, ricorda una compagna di classe. La famiglia Trinchero, nel dolore più profondo, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Le prossime mosse degli investigatori

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire le ultime ore di Zoe, ascoltando testimoni e passando al setaccio le immagini delle telecamere della zona. Vogliono capire se qualcuno ha visto qualcosa tra le 22 e le 2 di notte. Hanno sequestrato il telefono della ragazza per controllare messaggi e chiamate.

Nel frattempo, Alex Manna resta in carcere ad Asti con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Il suo avvocato, Francesca Bianchi, ha chiesto di valutare la capacità di intendere e di volere del giovane al momento dei fatti.

Una verità ancora lontana

Resta quindi il grande punto interrogativo: cosa ha portato alla morte di Zoe Trinchero. Gli investigatori non escludono nessuna ipotesi. “Bisogna andare con i piedi di piombo”, ripetono dal comando provinciale dei carabinieri. Solo nei prossimi giorni, con l’autopsia e l’analisi dei reperti, si potrà dare qualche risposta in più a una comunità che chiede verità e giustizia per una ragazza strappata alla vita troppo presto.