Meloni sotto attacco: il Pd denuncia il fallimento del governo sulla sicurezza

Meloni sotto attacco: il Pd denuncia il fallimento del governo sulla sicurezza

Meloni sotto attacco: il Pd denuncia il fallimento del governo sulla sicurezza

Matteo Rigamonti

Febbraio 8, 2026

Roma, 8 febbraio 2026 – “Chi governa deve portare risultati, non limitarsi a chiedere dichiarazioni agli altri”. Così i capigruppo del Partito DemocraticoFrancesco Boccia al Senato, Chiara Braga alla Camera e Nicola Zingaretti al Parlamento europeo – hanno attaccato oggi il governo Meloni, accusandolo di aver fallito su più fronti: dalla sanità alle pensioni, passando per gli stipendi e la gestione della sicurezza. La presa di posizione è arrivata nel primo pomeriggio, a margine di una riunione congiunta dei gruppi parlamentari dem a Montecitorio.

Sicurezza, il punto caldo: il governo sotto accusa

Per i vertici Pd la questione della sicurezza non può essere ridotta a “strumentalizzazioni quotidiane” o “propaganda”. Boccia, Braga e Zingaretti hanno rimarcato che “la sicurezza si costruisce con scelte serie, risorse vere e una gestione efficace”. Nel mirino è finito il governo guidato da Giorgia Meloni, e in particolare il Viminale, accusato di non aver garantito un controllo efficace del territorio. “Se oggi ci sono problemi di ordine pubblico e controllo – hanno detto i capigruppo – la responsabilità è di chi guida il governo e il ministero dell’Interno, non dell’opposizione”.

La polemica arriva in un clima politico già teso, segnato da recenti fatti di cronaca che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle città italiane. Solo ieri, a Milano, un’aggressione in pieno centro ha riportato il tema al centro dell’agenda politica. Il Pd respinge le accuse della maggioranza, che punta il dito contro l’opposizione per una presunta scarsa collaborazione: “Non accettiamo lezioni da chi usa la sicurezza come bandiera politica ma poi non è in grado di dare risposte concrete”, ha detto Boccia.

Sanità, pensioni e stipendi: un bilancio negativo

Nel comunicato diffuso nel primo pomeriggio, i capigruppo dem hanno rivolto critiche anche alla gestione di sanità, pensioni e salari. “Sul piano sociale questo governo ha fallito su tutti i fronti”, si legge nella nota. Viene sottolineato in particolare come gli stipendi italiani restino tra i più bassi d’Europa, con un richiamo specifico a quelli delle forze dell’ordine: “Anche gli stipendi dei poliziotti sono tra i più bassi”, ha sottolineato Zingaretti.

Secondo i dati Eurostat aggiornati al 2025, il salario medio netto in Italia si ferma intorno ai 1.500 euro mensili, contro i 2.200 della Germania e i 1.900 della Francia. Sul fronte pensionistico, le ultime rilevazioni Inps mostrano solo una crescita minima degli assegni negli ultimi due anni, mentre la spesa sanitaria pubblica è rimasta quasi invariata, nonostante la domanda di servizi sia aumentata dopo la pandemia.

Basta slogan: “Ora servono fatti”

“Il tempo degli slogan è finito: dopo tre anni contano i fatti”, hanno ribadito i capigruppo Pd. Una frase che suona come un monito al governo: meno parole e più risultati concreti. Boccia ha aggiunto: “Gli italiani devono poter giudicare sulla base dei fatti”, un richiamo diretto agli elettori in vista delle prossime elezioni amministrative ed europee.

La maggioranza ha subito risposto. Fonti vicine a Palazzo Chigi hanno fatto sapere che “il governo sta lavorando per rafforzare la sicurezza e migliorare le condizioni sociali”, ricordando gli ultimi provvedimenti su nuove assunzioni nelle forze dell’ordine e gli investimenti nella sanità territoriale. Ma la tensione resta alta: nei corridoi di Montecitorio si respira un clima da campagna elettorale anticipata.

Lo scontro è solo all’inizio

Il confronto tra maggioranza e opposizione su sicurezza e politiche sociali promette di infiammare ancora le prossime settimane. Il Pd ha annunciato nuove iniziative parlamentari per chiedere risposte su stipendi, pensioni e sanità. Intanto, il governo dovrà fronteggiare la crescente pressione sia dell’opposizione sia dell’opinione pubblica. Solo allora – forse – arriveranno risposte concrete sui temi che toccano da vicino la vita quotidiana degli italiani.