Milano in subbuglio: scontri tra manifestanti e polizia al corteo contro le Olimpiadi e l’Ice

Milano in subbuglio: scontri tra manifestanti e polizia al corteo contro le Olimpiadi e l'Ice

Milano in subbuglio: scontri tra manifestanti e polizia al corteo contro le Olimpiadi e l'Ice

Matteo Rigamonti

Febbraio 8, 2026

Milano, 8 febbraio 2026 – Tensioni e scontri hanno segnato oggi il corteo contro le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina e l’agenzia Ice, che si è snodato tra Porta Romana e Corvetto, nel sud-est di Milano. Intorno alle 15.30, la polizia ha caricato e sparato con gli idranti per disperdere un gruppo di manifestanti che, separatosi dal corteo principale, cercava di raggiungere la tangenziale est. Gli agenti in tenuta antisommossa sono stati bersagliati da bottiglie, petardi e lacrimogeni artigianali.

Migliaia in piazza, tensione alta fin dal via

Il corteo, promosso dal Comitato Insostenibili Olimpiadi, è partito poco dopo le 14 da piazza Medaglie d’Oro. In testa campeggiava uno striscione con la scritta “Riprendiamoci le città, liberiamo le montagne”. Secondo la Digos, i partecipanti erano circa cinquemila, numero che è cresciuto con il passare delle ore. Tra loro, centri sociali, sindacati di base come la Cub Milano, collettivi studenteschi e gruppi attivi nella lotta per il diritto all’abitare e per la Palestina. Non sono mancati giornalisti stranieri, venuti a seguire una protesta che ha ormai rilievo internazionale.

Dal flash mob agli scontri: la giornata si accende

Prima della partenza, i manifestanti hanno dato vita a un flash mob: canti, cori e alberi di cartone alzati in aria, simbolo degli abbattimenti previsti per la pista da bob a Cortina. “Queste Olimpiadi sono un grande evento basato su opere inutili, cemento e sfruttamento del lavoro precario”, ha detto Mattia Scolari, segretario della Cub Milano. “Non porteranno vantaggi alle classi popolari. Siamo qui per denunciare un modello di sviluppo fondato sulla speculazione e sulla riduzione delle tutele sul lavoro”.

Il corteo ha attraversato corso Lodi, diretto verso Corvetto, passando vicino al Villaggio olimpico di Scalo Romana. Proprio qui, considerata la zona più delicata per la sicurezza, sono nate le prime tensioni. La polizia aveva schierato diverse camionette lungo il percorso e presidiato i punti più sensibili.

Cariche e idranti: la protesta degenera

Verso le 15.30, un gruppo di manifestanti si è staccato dal corteo principale, tentando di raggiungere la tangenziale est. Secondo la Questura, alcuni hanno lanciato bottiglie e petardi contro gli agenti. La risposta della polizia è stata immediata: cariche per disperdere il gruppo più agitato e uso degli idranti. Sul terreno sono rimasti vetri rotti e cartucce di lacrimogeni. Alcuni passanti hanno raccontato di aver visto almeno due persone soccorse dal 118 per lievi contusioni.

Perché si protesta

Quella di oggi è stata la più grande delle tre manifestazioni organizzate nel weekend d’apertura contro le Olimpiadi Milano-Cortina. Ieri sera un presidio si era tenuto in viale Mar Jonio, mentre ieri mattina un altro gruppo aveva protestato in piazzale Leonardo da Vinci. Il bersaglio principale resta il modello di sviluppo legato ai grandi eventi: “From Minneapolis to Milan, out Ice”, recitava uno dei cartelli in corteo.

Gli organizzatori denunciano “cementificazione selvaggia” e il rischio di aggravare la precarietà nel lavoro. Le critiche riguardano anche l’impatto ambientale dei nuovi impianti e le conseguenze sociali nei quartieri coinvolti.

Bilancio e cosa succede adesso

Al momento non si registrano fermi o denunce, ma la situazione resta sotto controllo della polizia. Il corteo ha proseguito verso Corvetto in un clima ancora teso, con slogan al megafono e una presenza massiccia di agenti lungo tutto il percorso. “Non ci fermeremo qui”, ha detto uno degli organizzatori ai cronisti. “La mobilitazione andrà avanti finché non ci ascolteranno”.

Intanto la Prefettura ha convocato una riunione urgente per valutare eventuali nuove misure nelle prossime settimane. La città resta sotto osservazione, mentre il dibattito sulle Olimpiadi e le scelte urbanistiche torna al centro dell’attenzione pubblica milanese.