Sanremo, 8 febbraio 2026 – Andrea Pucci si tira fuori dalla co-conduzione della terza serata del Festival di Sanremo 2026. Lo ha annunciato questa mattina, dopo giorni di polemiche e attacchi personali che hanno travolto il comico milanese, 61 anni. In una nota, Pucci ha parlato di “insulti, minacce, epiteti” rivolti a lui e alla sua famiglia. Parole dure, che ha definito “incomprensibili e inaccettabili”. Una vera e propria “onda mediatica negativa” che, a suo dire, ha spezzato il legame con il pubblico.
Perché Pucci ha detto no
Solo pochi giorni fa la Rai e il direttore artistico Carlo Conti avevano confermato la presenza di Andrea Pucci sul palco di Sanremo. Ma l’annuncio non è passato inosservato. Subito si sono alzate critiche, soprattutto sui social, per alcune vecchie battute del comico, giudicate da molti fuori luogo o offensive. “Il mio mestiere è far ridere da 35 anni”, ha ricordato Pucci nel suo comunicato. “Ma questa volta la pressione è stata troppo forte”. Ha ribadito: “Gli insulti e le minacce rivolti a me e alla mia famiglia non hanno senso e non si possono accettare”.
Per il comico, salire su quel palco avrebbe dovuto essere una festa, un riconoscimento alla sua carriera in una manifestazione che rappresenta il cuore del Paese. Invece, ha detto, la “onda mediatica negativa” ha rotto quel patto di fiducia tra artista e spettatori. Così ha scelto di fare un passo indietro: “Non ci sono più le condizioni per lavorare serenamente”.
Un clima teso attorno al Festival
La questione arriva in un momento già caldo per il Festival, che vede il ritorno di Carlo Conti alla guida artistica. La scelta di Pucci per la terza serata aveva diviso: c’è chi lo difendeva come volto noto della comicità italiana, chi invece lo criticava per battute passate ritenute divisive. Sui social sono arrivate accuse pesanti, tra cui omofobia e razzismo, che Pucci ha respinto con forza: “Omofobia e razzismo sono odio, e io non ho mai odiato nessuno”.
Nel suo messaggio, il comico ha anche voluto chiarire la sua posizione sulle accuse politiche: “Nel 2026 il termine fascista dovrebbe essere superato. Esistono uomini di destra e di sinistra che la pensano diversamente, ma che si confrontano in una democrazia che, per fortuna, regge il nostro Paese”.
Le reazioni e cosa succede adesso
La decisione di Pucci è arrivata nelle prime ore di oggi. A Viale Mazzini, la notizia ha sorpreso molti. Carlo Conti, raggiunto dai giornalisti poco dopo le 10, ha commentato brevemente: “Rispetto la scelta di Andrea, gli auguro il meglio”. Al momento non c’è ancora un nome per sostituirlo nella terza serata.
Intanto, sui social, tra i fan di Pucci si alternano messaggi di solidarietà e delusione. C’è chi condanna le pressioni e chi sottolinea come il dibattito sulla comicità in Italia sia ormai uno scontro acceso e senza tregua. Pucci, da parte sua, ha voluto ringraziare chi ha creduto in lui: “Grazie a Carlo Conti, alla Rai e a tutti quelli che hanno pensato a me per questa occasione”. Poi ha lanciato un messaggio diretto al pubblico: “Vi aspetto a teatro”, segno che la sua strada continuerà lontano dalle polemiche televisive.
Sanremo 2026 tra aspettative e tensioni
L’edizione 2026 del Festival di Sanremo si apre così tra tensioni e cambiamenti dell’ultimo minuto. La rinuncia di Andrea Pucci riapre il dibattito sul ruolo dei comici in tv e sulle responsabilità di chi sta sotto i riflettori, spesso travolto da critiche e attacchi personali. Mentre si aspetta di sapere chi prenderà il suo posto, resta il rammarico per una vicenda che, come ha detto lo stesso Pucci, avrebbe dovuto essere una festa. Ma che si è trasformata in un vero e proprio caso nazionale.
