Milano, 8 febbraio 2026 – L’industria italiana degli articoli per lo sci ha fatto un salto importante nel 2025, con esportazioni che hanno toccato i 371 milioni di euro e 344mila paia di sci vendute nel mondo. A dirlo è l’analisi di Confartigianato, che conferma la Francia come primo mercato di riferimento, seguita dagli Stati Uniti. Un risultato di rilievo, che arriva a pochi mesi dalle attese Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, mentre il settore guarda con attenzione alle sfide future, tra cui l’impatto dei dazi americani.
Francia e Stati Uniti guidano l’export italiano
I dati di Confartigianato mostrano un’industria dello sci italiana che si rafforza in Europa. “Nel 2025 – spiegano – abbiamo raggiunto i 371 milioni di euro di esportazioni, piazzandoci al secondo posto nell’Unione Europea, subito dietro l’Austria”. La Francia resta il mercato principale, mentre gli Stati Uniti sono il primo cliente fuori dall’Europa.
Spicca il settore delle calzature da sci: “Siamo i leader in Europa per l’export di scarponi, con un valore di 222 milioni di euro”, sottolinea Confartigianato. L’Italia detiene il 16% dell’export europeo di articoli per lo sci e un peso ancora maggiore, 27,3%, nel segmento degli scarponi tecnici.
Sci, scarponi e snowboard: cosa esportiamo di più
Nel 2025 le aziende italiane hanno venduto all’estero 344mila paia di sci: 318mila per lo sci alpino, 15mila per il salto e 12mila per lo sci di fondo. A questi si aggiungono circa 13mila tra monosci e snowboard. Un settore che coinvolge 1.740 imprese e più di 14mila lavoratori, concentrati soprattutto nelle regioni alpine ma con una presenza importante anche in Veneto, Lombardia e Trentino-Alto Adige.
“Questi numeri – commenta Marco Granelli, presidente di Confartigianato – confermano che il made in Italy negli articoli per lo sci è una vera eccellenza europea. Dietro ci sono tante piccole e medie imprese, che puntano su qualità, innovazione e legame con il territorio”.
Dazi americani, la preoccupazione del settore
Nonostante i risultati incoraggianti, il mondo dello sci italiano segue con preoccupazione l’effetto dei dazi imposti dagli Stati Uniti. “Come per tutto il made in Italy – spiega Granelli – ci preoccupa l’impatto delle barriere commerciali. Per questo continuiamo a puntare sulla qualità alta dei prodotti italiani, progettati e realizzati qui da artigiani e imprese familiari”. Molte aziende stanno investendo in innovazione e sostenibilità per restare competitive sui mercati esteri.
Gli operatori del settore notano che la domanda globale di attrezzature da sci resta solida, anche grazie all’avvicinarsi delle Olimpiadi che si terranno tra Lombardia e Veneto. “L’attesa per le medaglie degli azzurri a Milano Cortina 2026 – racconta un imprenditore della Val di Fiemme – sta già dando una spinta alle vendite e all’interesse internazionale per i nostri prodotti”.
Lo sci italiano, un pezzo importante dell’economia
La filiera dello sci made in Italy non è solo sport, ma anche un pezzo importante dell’economia nazionale. “È un patrimonio produttivo che sostiene territori di montagna spesso dimenticati – aggiunge Granelli – e che aiuta a promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo”. Il settore resta uno dei più vivaci nel manifatturiero italiano, capace di unire tradizione artigiana e tecnologie moderne.
Mentre le gare olimpiche si avvicinano, le aziende del comparto lavorano instancabilmente tra laboratori e stabilimenti, spesso a pochi passi dalle piste dove i loro prodotti saranno messi alla prova da atleti di tutto il mondo. Una sfida che passa anche dalla capacità di tenere il passo con i cambiamenti del mercato globale e le nuove richieste dei consumatori.
